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Partite Iva, con la fattura elettronica arrivano precompilata e stop allo…

IL PACCHETTO FISCALE DELLA MANOVRA

Partite Iva, con la fattura elettronica arrivano precompilata e stop allo spesometro

Abolizione dello spesometro per tutti e una serie di semplificazioni per autonomi e piccole imprese che vanno dalla precompilata Iva all’addio dei registri corrispettivi, passando anche dall’F24 prestampato per versare le imposte o compensare. L’altra faccia del debutto dell’e-fattura obbligatoria che dovrebbe essere estesa dal Ddl di bilancio a tutte le operazioni business to business dal 1° gennaio 2019, dopo una fase di rodaggio nel settore dei carburanti e per i subappaltatori già dal secondo semestre del prossimo anno, potrebbe portare a un alleggerimento di una serie di adempimenti che complicano il rapporto con il Fisco per piccole imprese, lavoratori autonomi e professionisti che li assistono.

L’addio allo spesometro per il 2019
Il caos suscitato dai problemi per l’invio dei dati relativi alle fatture emesse e ricevute del primo semestre 2018 dovrebbe portare a un significativo restyling dello spesometro per il 2018 alla luce anche della risoluzione approvata mercoledì dalla commissione Finanze della Camerache impegna il Governo a intervenire già nella conversione del Dl fiscale (ora all’esame del Senato) e poi a una sua uscita di scena a partire dai dati relativi al 2019. Da quest’anno in poi con l’e-fattura il Fisco disporrà in automatico dei documenti emessi e ricevuti.

Un obbligo su cui, però, è già arrivato l’alert del presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti (Cndcec) Massimo Miani davanti alla commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria perché «in special modo se riferito agli operatori economici di piccole dimensioni, comporta eccessive complessità nelle procedure amministrative di gestione dei cicli di fatturazione, oltre che un incremento dei costi per l'adempimento per la necessità di dotarsi di strumenti e personale» dedicati. Per questo la richiesta arrivata dal Cndcec è quella di un «congruo periodo di sperimentazione in cui poter collaudare le procedure e permettere ai soggetti interessati di dotarsi degli strumenti necessari».

Commercialisti: serve cambio di rotta sullo spesometro

Ma l’addio allo spesometro per i dati dal 2019 in poi non è l’unica semplificazione “generalizzata” che sarebbe accompagnata all’introduzione dell’obbligo dell’e-fattura. Perché insieme a questo, si prospetta una drastica semplificazione degli attuali modelli Instrastat e un’accelerazione dei rimborsi Iva.

Le semplificazioni «mirate»: precompilata Iva e meno registri
Per rendere meno doloroso il passaggio all’e-fattura obbligatoria, nel Ddl di bilancio dovrebbero arrivare una serie di semplificazioni indirizzate a professionisti, artigiani e commercianti. L’agenzia delle Entrate potrebbe, infatti, predisporre una vera e propria dichiarazione precompilata Iva. Un’operazione che potenzialmente riguarderebbe un numero cospicuo di operatori economici. Basti pensare che secondo le ultime statistiche fiscali disponibili sulle dichiarazioni Iva la quota di quelle presentate da ditte individuali ammonta a poco più di 3 milioni, ossia il 58,6% del totale.

Ma non solo perché scatterebbe l’addio al registro dei corrispettivi, quindi un ulteriore adempimento in meno. Con l’aggiunta anche della predisposizione delle bozze di F24 per il versamento delle imposte e la compensazione con i crediti vantati.

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