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Torna il BTp Italia: scadenza a sei anni, in vendita ai privati dal 13…

ai privati dal 13 al 15 novembre

Torna il BTp Italia: scadenza a sei anni, in vendita ai privati dal 13 al 15 novembre

Torna il BTp Italia, il titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana e concepito nel 2012 con una missione: corteggiare il risparmiatore. Alla sua dodicesima edizione, e con le spalle larghe date da un ammontare totale in circolazione pari a 125 miliardi di cui circa la metà collocato retail, il nuovo BTp Italia avrà scadenza a sei anni e sarà offerto dal Tesoro all'investitore privato dal 13 al 15 novembre. L'ammontare non è pre-definito e la domanda dei risparmiatori sarà soddisfatta integralmente.

Il rendimento reale minimo garantito annuo sarà annunciato il 10 novembre, il venerdì che precede l’emissione. Il collocamento agli istituzionali avverrà il 16 novembre: in questo caso l'importo collocato sarà stabilito dal Tesoro, in base a quanto collocato al retail, e dunque andrà a riparto rispetto alle richieste. A operazione conclusa, il Tesoro confermerà il rendimento reale che potrà essere uguale o superiore a quello minimo preannunciato.

Il più grande BTp Italia esce di scena
Questa nuova emissione coincide con la scadenza del BTP Italia emesso nel novembre del 2013, con durata di soli quattro anni, che ebbe un successo senza pari: fu collocato per 22,2 miliardi di euro e la sua dimensione, ineguagliabile, è stata ridotta di 4,2 miliardi dal Tesoro proprio lo scorso maggio con un'operazione di concambio che ha consentito agli investitori di scambiare questo titolo con altri BTP. Il flottante in circolazione è ora di 18 miliardi.

BTP ITALIA
Quota retail delle emissioni , in % sull’ammontare emesso. (Nota: (*) stima quota retail all’emissione per il 2012 e 2013). (Fonte: Mef)


I vecchi punti di forza del BTp Italia
Il BTp Italia ha caratteristiche standard che lo rendono unico rispetto agli altri titoli di Stato e che lo avvicinano di più ai gusti del risparmiatore. Pur rientrando nella categoria dei titoli indicizzati all’inflazione, il pagamento della sua cedola è particolare: il coupon è semestrale e calcolato sul capitale già rivalutato semestralmente con l’andamento dell’inflazione. Il prezzo di emissione è alla pari e questo facilita il calcolo del capitale investito. Il BTp Italia può essere acquistato anche direttamente con l’home banking, modalità trading-on-line, una corsia preferenziale che altri BTp non hanno. Inoltre riconosce un premio fedeltà (il 4 per mille del valore nominale acquistato) ai soli risparmiatori individuali che lo hanno messo in portafoglio al momento dell'emissione e lo hanno detenuto fino a scadenza. Fin qui, i punti di forza strutturali: nulla di nuovo. L’andamento del prezzo del BTp Italia Novembre 2017 è risultato più stabile rispetto a quello del BTp€i (indicizzato all'inflazione europea) di simile scadenza.

Il nuovo punto di forza
Un punto di forza “congiunturale” del BTp Italia in arrivo è dato dalla crescita dell'economia e del Pil italiano superiore alle attese che potrebbe, anzi dovrebbe, far ripartire l’inflazione – ancora lontana dal target del 2% - e quindi dovrebbe contribuire ad innescare il rialzo dei tassi nell'Eurozona. Lo stesso tapering (la graduale riduzione degli acquisti di bond che dovrebbe essere annunciato dalla Bce la prossima settimana per un avvio atteso nel gennaio 2018) è una prima mossa di politica monetaria meno accomodante. Dopo la fine del QE, cioè degli acquisti di titoli di Stato e forse altri bond, la Bce dovrebbe iniziare a rialzare i tassi, che partono bassissimi con il tasso principale allo 0% e le “deposit facilities” a -0,40% che hanno trascinato in area negativa i rendimenti dei BoT. Un titolo indicizzato all’inflazione italiana è più appetibile per chi si aspetta il ritorno di spinte inflazionistiche.

La strada è anche in salita per il BTp Italia
Il risparmiatore è decisamente scoraggiato da questo lungo periodo di rendimenti molto bassi o quasi nulli offerti dai titoli di Stato e dalle obbligazioni con rischio di credito minimo o molto contenuto. I prezzi dei titoli di Stato sono saliti, e alle stelle, con il calo dei rendimenti ma molti risparmiatori prediligono il reddito fisso, il bond, perché preferiscono la rendita, la cedola, piuttosto che il capital gain. E non accettano nel bond il pericolo di perdere il capitale: quel che potrà accadere con il ritorno del rialzo dei tassi. Il fai-da-te è divenuto complicato perché non tutti hanno la capacità di valutare correttamente il rapporto tra rischio e rendimento, soprattutto di questi tempi con remunerazioni molto basse e asset molto costosi. I risparmiatori si stanno affidando sempre più a strumenti del mondo del risparmio gestito, con gestione attiva o passiva: e sono attratti più dalle “soluzioni” che offrono rendite in vista del pensionamento. Il BTp Italia arriva nei portafogli dei risparmiatori ugualmente con il collocamento agli investitori istituzionali: le vendite all’ingrosso per questo particolare titolo, però, non sono in cima alle priorità del Tesoro.

BTP ITALIA VS BTP€i
Andamento prezzo (last)


Cosa è accaduto al BTp Italia che scade questo novembre 2017
Un investitore che all'emissione ha acquistato il BTp Italia Novembre 2017 per un valore di 1.000 euro e lo ha detenuto fino a scadenza, considerando che il tasso cedolare annuo è pari al 2,15%, avrebbe la remunerazione del titolo, al lordo delle imposte pari a 99,65 euro: la somma degli interessi cedolari (86,10 euro), della rivalutazione semestrale del capitale dovuta all'inflazione (9,55 euro) e del premio di fedeltà a scadenza (4 euro). Nell’esempio considerato, a scadenza, il risparmiatore riceverà una somma totale di 1.017,65 euro comprensiva del rimborso del capitale sottoscritto il 12 novembre 2013 (1.000 euro), dell’ultimo flusso di remunerazione semestrale (13,65 euro) e del premio di fedeltà (4 euro).

Nel caso specifico, il capitale del risparmiatore è stato protetto per sei semestri dal cosiddetto meccanismo del floor al coefficiente di indicizzazione: nel caso in cui si abbia deflazione tra un semestre e l'altro, il Tesoro non tiene conto della svalutazione inserendo un limite inferiore al coefficiente di indicizzazione, in modo tale che esso non potrà essere inferiore ad uno. Chi detiene il BTP Italia non vede mai svalutare il suo capitale a causa della deflazione.

Se anziché detenere il titolo sino alla scadenza, il risparmiatore avesse deciso di vendere il BTP Italia Novembre 2017 sul mercato secondario, avrebbe da un lato perso la remunerazione (cedole, rivalutazione del capitale) per i semestri successivi alla data della vendita del titolo, oltre che al premio fedeltà, ma dall'altro avrebbe venduto il titolo ad un prezzo superiore a quello di sottoscrizione e di rimborso alla scadenza (=100). Infatti, durante la vita del titolo, il suo prezzo sul mercato secondario non è mai sceso sotto il valore di 100.

BTP ITALIA
I numeri dal 2012 ad oggi

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