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Gentiloni: su Npl decisioni Bce diverse da percorso Ue

il premier ALLA CAMERA

Gentiloni: su Npl decisioni Bce diverse da percorso Ue

Il premier Paolo Gentiloni si è detto d’accordo con la posizione espressa dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani contro i nuovi requisiti proposti dalla Bce per il trattamento da parte delle banche degli Npl. E ha ricordato che i prossimi 15 mesi sarano decisivi per l’Unione europea. Il premier è intervenuto questa mattina in aula alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 ottobre. Nel pomeriggio interverà al Senato.

«Il dibattito sul futuro dell’Unione - ha sottolineato - è un dibattito di sostanza, non è la cornice dentro la quale prendere decisioni in direzioni diverse, come è accaduto qualche settimana fa quando alcuni organi di vigilanza hanno adottato delle decisioni circa i ritmi di smaltimento dei crediti deteriorati o potenzialmente deteriorabili, decisioni non del tutto interne al percorso della Commissione e del Parlamento. Ho trovato molto ragionevoli le osservazioni del Presidente del Parlamento Ue” Tajani “anche dal punto di vista della procedura politico democratica dell'Unione».

Verso decisioni significative sulla difesa comune
Gentiloni ha anticipato che «saranno prese nella riunione di domani e dopodomani alcune decisioni significative. Ci saranno passi in avanti ulteriori su uno dei temi su cui procediamo con l’integrazione europea, e facciamolo anche al limite anche accettando diversi livelli di integrazione tra diversi gruppi di Paesi: il tema della difesa comune, sul quale si faranno certamente passi in avanti che sono già nel comunicato finale dell’incontro di Bruxelles».

Prossimi 15 mesi decisivi per la Ue
«Abbiamo davanti 15 mesi che possono rivelarsi decisivi se si colgono alcune opportunità per il futuro dell’Ue, oppure che possono confermare la situazione difficile», ha detto Gentiloni. O ci sarà una svolta o si confermerà la situazione difficile.

Web tax: da summit Ue passi avanti, non escluse decisioni nazionali
Quanto alla web tax, «al vertice Ue verranno fatti passi avanti nella richiesta italiana e francese sulla web tax, verrà formalmente dato incarico al Consiglio di esaminare le proposte della Commissione per prendere una decisione europea, il che non esclude ma in qualche modo costituisce un ombrello europeo per valutazioni, discussioni e decisioni dei singoli Parlamenti nazionali».

Sull’Ema a Milano: no a un malinteso criterio di riequilibrio
Il premier ha anche parlato della candidatura di Milano a ricevere la sede dell’Ema, l’agenzia del farmaco europea: «Dai dossier dell’Agenzia medesima e dalla Commissione - ha spiegato - risulta tra le due o tre migliori possibili», eppure «non sarà una competizione facile. Ma il punto politico che intendo ribadire anche in sede europea - ha aggiunto - è che un conto è la competizione tra sedi che hanno già capacità e qualità dal primo giorno per consentire» l’operatività di «un’agenzia la cui efficienza è fondamentale per i nostri sistemi sanitari e per la salute dei cittadini europei, un conto è un malinteso principio di riequilibrio delle autorità europee nei confronti di Paesi che non ne ospitano nessuna, un principio - ha precisato Gentiloni - che in linea di massima l’Italia condivide ma che sarebbe bene seguire per le sedi di nuova istituzione. Qui stiamo parlando di trasferire in blocco autorità che funzionano, che hanno un peso rilevante e che non possono subire difficoltà nel loro funzionamento».

Serve maggiore integrazione nella Ue
«Noi - ha ricordato Gentiloni - siamo decisamente dalla parte di chi promuove maggiori livelli di integrazione e politiche comuni europee, è sempre stata la posizione dei governi italiani e la confermiamo oggi senza esitazione. Non possiamo permetterci - ha aggiunto - di passare dalla tempesta perfetta del 2015-2016 a occasioni perdute nel 2017-2018. Il rischio è essersi lasciati alle spalle una crisi pericolosa per il destino europeo e rassegnarsi però all’idea che si avanti con quello che c’è per piccoli passi, a velocità dettata dagli ultimi vagoni del treno europeo, cioè paesi che vogliono avere vantaggi dall’Europa ma non obiettivi comuni. Noi - ha chiarito Gentiloni - vogliamo più Europa e non contrapponiamo il nostro paese all’Ue».

Crescita sfida per tutta l’Europa
La sfida è comune a livello europeo e si chiama crescita.«Deve essere chiaro che sulla grande discussione di come un maggiore impegno europeo» debba diventare «un impegno anche per l’Europa della crescita e del lavoro, i passi in avanti sono tutti da fare e il confronto europeo tra posizioni diverse resta aperto. Si tratta di un capitolo fondamentale in cui il paese deve presentarsi unito e forte».

Sui migranti: saremo esigenti con l’Europa
Un banco di prova dell’integrazione a livello europeo è la gestione dei flussi migratori. «Siamo consapevoli di quanto il tema migratorio sia al centro dell’interesse dei concittadini europei - ha detto Gentiloni -, l’Italia si presenta al dibattito come un paese orgoglioso di poter dare il buon esempio e mostrare i risultati di quello che abbiamo portato avanti. L’Italia è stato il paese più impegnato nel salvataggio delle vite umane in mare: come ha detto Junker (il presidente della Commissione europea, ndr) l’Italia ha salvato l’onore dell’Europa. Un orgoglio - ha aggiunto il capo del Governo - che ci consente di essere molto esigenti verso altri paesi dell’Ue».

Sulla Libia serve l’impegno di tutti o i risultati dell’Italia non durano
La gestione dei flussi implica anche una gestione da parte della Ue della situazione in Libia. Secondo il premier «non si può immaginare che i risultati portati dall’Italia per la questione migratoria in Libia durino per sempre senza una collaborazione comune, dobbiamo in questo consiglio trasmettere all’Ue la sensazione di un’urgenza, altrimenti avere flussi più umani e accettabili non sarà un obiettivo raggiungibile con le sole energie dell’Italia. Continueremo - ha aggiunto il capo del Governo -la nostra battaglia perchè sui flussi migratori ci sia un impegno maggiore dell’Ue e più risorse in Libia. Perchè la capacità delle autorità libiche di controllare meglio le proprie frontiere comporta la moltiplicazione delle risorse ed un maggiore impegno umanitario, comporta risorse per i rimpatri dalla Libia verso i paesi africani».

Dopo Brexit no conseguenze magnifiche promesse
Il capo del Governo ha parlato anche di Brexit e ha ricordato che è fondamentale «tutelare gli interessi di centinaia di migliaia di italiani vivono nel Regno Unito. Non è possibile - ha continuato il premier - che i nostri cittadini debbano avere un danno» dalla Brexit. Senza questa premessa sarebbe «difficile avere atteggiamento costruttivo nel corso della discussione» sull’uscita del Regno Unito dall’Ue. «Dobbiamo mantenere come Italia un atteggiamento che è certamente collaborativo - ha aggiunto -, non abbiamo interesse a mettere in difficoltà un paese amico e alleato come la Gran Bretagna. Ma dobbiamo anche ribadire il fatto che abbiamo bisogno di fare passi avanti su dossier che si stanno
discutendo oggi». Più in generale, Gentiloni ha messo in evidenza l’esistenza di «un’evoluzione interna nel Regno Unito che conferma che forse la scelta della Brexit, alla quale confermiamo il nostro rispetto perché è una scelta democratica degli elettori, ha mostrato di non avere le conseguenze magnifiche e spettacolari che nel corso della campagna sulla Brexit erano state promesse, anzi il contesto in cui il Regno Unito si muove è di innegabile maggiore difficoltà».

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