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Corruzione in Consip, parte il processo per Romeo

ente sarà parte civile

Corruzione in Consip, parte il processo per Romeo

Parte il processo ad Alfredo Romeo, l'imprenditore partenopeo accusato di aver corrotto l'ex dirigente di Consip Marco Gasparri. La centrale acquisti della Pa sarà parte civile: lo hanno deciso i giudici della ottava sezione penale nel corso della prima udienza. Il tribunale ha dato l'ok alla costituzione di parte lesa nel processo anche per Cittadinanzattiva Onlus e Assoconsum. Consip ha, inoltre, chiesto al tribunale la citazione come responsabile civile della società Romeo Gestioni.

L'imputazione
Stando all'accusa Gasparri avrebbe posto «una serie di atti contrari ai doveri d'ufficio, diretti in particolare a favorire e ad avvantaggiare le società di servizi riconducibili al Romeo nell'aggiudicazione di appalti pubblici gestiti dalla Consip, dando in modo specifico, notizie e informazioni riservate dirette a favorire la formazione di cartelli di imprese e adottandoli alle caratteristiche delle medesime società del Romeo, e comunque dando indicazioni e fornendo alle società in questione un concreto e oggettivo quanto indebito ausilio». Il tutto con «l'aggravante di aver commesso il fatto nel contesto di contratti nei quali risulta interessata la Consip».

Il verbale
A verbale l'ex dirigente ha detto che «ho preso 100mila euro nell'arco di quattro anni per informare Alfredo Romeo sulle gare bandite da Consip». Ha aggiunto che «i miei rapporti con Romeo iniziarono ad essere stabili dal 2013 con una prima dazione di 5000 euro, dal 2014 in poi i versamenti diventarono sempre più frequenti» fino ai 100mila euro presi in 4 anni. L'imprenditore napoletano traeva grande vantaggio da questa spesa, infatti, Gasparri lo «ricompensava con notizie riservate su gare di appalto bandite in Consip, in particolare si mise a disposizione per la gara FmM4, quella da 2,7 miliardi di euro».

Il patteggiamento
Per questi fatti Gasparri ha patteggiato una pena a 1 anno e 8 mesi di reclusione. La sentenza sarà acquisita al processo contro Romeo, il quale si ritiene innocente rispetto alle ipotesi mosse dalla Procura della Repubblica di Roma.

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