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Lavoro, boom contratti chiamata: in 8 mesi +129%

osservatorio inps sul precariato

Lavoro, boom contratti chiamata: in 8 mesi +129%

(Fotogramma)
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Boom dei contratti a chiamata nei primi otto mesi del 2017: + 129,5% rispetto allo stesso periodo del 2016, È l'altra faccia della crescita del tasso di occupazione medio registrato quest'anno (per l’Istat si è passati dal 57,8% di giugno al 58% di agosto), ed è un dato che spicca tra quelli dell'Osservatorio periodico sul precariato appena pubblicato dall'Inps. Come si spiega l'aumento delle “chimate” dai 121mila contratti del 2016 a 278mila del 2017? Per l'istituto di previdenza, le imprese avrebbero la necessità di ricorrere a strumenti contrattuali flessibili alternativi ai voucher, che il legislatore ha cancellato a partire dal marzo scorso, sostituituendoli, a partire da luglio e solo per le imprese con meno di sei dipendenti, con i nuovi contratti di prestazione occasionale. Sempre considerando le assunzioni a tempo determinato, l'Inps segnala il significativo incremento dei contratti di somministrazione (+19,2%), anche questo da associare alla scomparsa dei voucher.

Camusso (Cgil): dati dimostrano tutte le bugie sul Jobs Act
La lettura dei dati Inps non piace alla leader della Cgil, Susanna Camusso, che considera la crescita continua del lavoro a tempo determinato come la dimostrazione del fatto «che sul Jobs Act si sono raccontate tante bugie». Per Camusso, continuare a difendere il Jobs Act significa difendere una progressiva precarizzazione e frantumazione del mercato del lavoro». Ll'aumento dei contratti a chiamata, invece, dimostra che «forme di lavoro ci sono e possono essere utilizzate», anche a dispetto di chi invece sosteneva che l'abolizione dei voucher avrebbe creato sacche di lavoro nero.

Contratti stabili a -3,5% sul 2016
L'Osservatorio Inps rileva anche un arretramento dei contratti stabili a tempo indeterminato, calati nei primi otto mesi del 2017 del 3,5% rispetto all'anno precedente (793.385 nuovi contratti). Considerando anche le trasformazioni l'arretramento l’arretramento dei contratti a tempo indeterminatoè stato più contenuto: -2,5% attestandosi a quota 1.032.486. Le cessazioni di contratti stabili nello stesso periodo sono state in linea con le assunzioni (1.033.409).

A tempo indeterminato solo il 24% delle assunzioni
Nel complesso, si registra anche l’ulteriore compressione dell'incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: sono solo il 24% nei primi otto mesi del 2017. Nel 2015, quando era in vigore l'esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, era stato raggiunto il valore di 38,4 per cento. Tra gennaio e agosto 2017 il Programma “Garanzia Giovani” ha invece incentivato 36.236 rapporti di lavoro; altri 75.957 rapporti di lavoro sono riconducibili alla misura “Occupazione Sud” (60.129 assunzioni e 15.828 trasformazioni).

Calano i licenziamenti, in controtendenza i disciplinari
Nel complesso i nuovi rapporti di lavoro (fissi e a termine) nel periodo sono stati 4.597.982 (+19,2% rispetto allo stesso periodo del 2016) a fronte di 3.653.940 cessazioni, anche queste in crescita (+15,9%), ma meno delle assunzioni. Il saldo totale è infatti positivo per 944.042 unità. L'Osservatorio evidenzia anche un passo indietro dei licenziamenti, poco piu' di 378mila nel periodo considerato, con un calo del 4,7% sullo stesso periodo del 2016. Aumentano però i licenziamenti disciplinari: da 47.213 a 48.769 (+3,2%). In particolare sono aumentati i licenziamenti disciplinari nelle aziende con oltre 15 dipendenti passati dai 19.661 dei primi otto mesi 2016 ai 23.041 dei primi otto mesi del 2017 (+17,19%).

Il passo indietro delle ore Cig autorizzate
Il capitolo dedicato agli ammortizzatori sociali dell'Osservatorio Inps sul precariato aggiorna anche i dati sulla Cassa integrazione ordinaria: a settembre, le ore autorizzate sono state pari a 7,4 milioni con un calo del 20,8% rispetto allo stesso mese del 2016. Le ore di Cassa straordinaria sono state invece 11,9 milioni (-53,7% sul 2016). Tra queste le ore di solidarietà sono state 6,1 milioni con un calo del 62,4 per cento. Le ore di Cig in deroga sono state 1,04 milioni con un calo dell'80,9% rispetto a settembre 2016.

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