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Lavoro, sviluppo e infrastrutture al centro del confronto…

elezioni siciliane

Lavoro, sviluppo e infrastrutture al centro del confronto sindacati-candidati

Un documento in cinque punti con le questioni ritenute più importanti per il futuro e lo sviluppo della Sicilia. Una base su cui i sindacati (Cgil-Cisl e Uil) hanno avviato il confronto con i candidati alla presidenza della Regione siciliana in vista delle elezioni del 5 novembre cui chiedono risposte concrete su lavoro e sviluppo; occupazione giovanile; infrastrutture materiali e immateriali; contrasto delle disuguaglianze sociali e della povertà; legalità, risanamento e riforme. 

La premessa: preoccupante declino del sistema Sicilia
La premessa del documento, come purtroppo è ormai noto, è dolorosa: «I dati degli aggregati economici - scrivono i sindacalisti - confermano il preoccupante declino del sistema Sicilia, sia sotto l’aspetto economico che sociale». E vai con il rosario di cifre negative: il Pil dell’isola, tra il 2008 e il 2016, ha registrato una perdita di 13 punti; negli ultimi 8 anni sono andati perduti oltre 120mila posti di lavoro. «L’unico primato - scrivono i sindacati - riguarda i tassi di povertà relativa e assoluta e il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 57 per cento».

Gli appuntamenti con i candidati
Un primo incontro, con Claudio Fava, è avvenuto nei giorni scorsi. Da lunedì si entra nel vivo con l’incontro con Fabrizio Micari e poi verranno gli altri: Nello Musumeci e Roberto la Rosa (ambedue il 27 ottobre). L’unico che ancora non ha dato conferma, fanno sapere i sindacalisti, è il candidato dei Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri . «È un quadro drammatico – dicono i segretari regionali Michele Pagliaro (Cgil), Mimmo Milazzo (Cisl) e Claudio Barone (Uil) – che ha visto crescere il disagio sociale e di fronte al quale non c'è stata finora un'iniziativa politica capace di invertire la rotta. È chiaro che ci vuole una svolta e questa svolta chi sarà eletto dovrà garantirla».

Il lavoro che non c’è
«In Sicilia, il lavoro non c’è, non si trova e si continua a perdere» scrivono i sindacalisti e chiedono politiche di sostegno per i settori produttivi maturi. «Innovazione, riconversione e bonifiche sono ambiti su cui è necessario accelerare e investire attraverso piani mirati - si legge nel documento -. Le 2 Aree di crisi complessa e le 63 Aree di crisi industriale non complessa, la crisi della cantieristica navale, sono l’esempio tangibile della desertificazione industriale in corso su cui bisogna intervenire, attraverso politiche di sostegno per le Pmi, attraverso servizi e garantendo l’accesso al credito anche nell’ambito del commercio e del turismo. Così come è necessario intervenire per contrastare il sempre più dilagante lavoro nero, grigio e irregolare che, in assenza di controlli, è quasi sempre lavoro insicuro fino a diventare fatale per la vita di chi lo compie».

Attenzione ai giovani
Per Cgil, Cisl e Uil è necessario «ripensare un utilizzo finalizzato ed efficace delle risorse europee e non solo attraverso un nuovo Piano giovani straordinario partendo da un utilizzo coerente di Garanzia Giovani. Investire sui giovani significa, inoltre, combattere la dispersione scolastica garantendo il diritto allo studio a tutti. Non sono più rinviabili azioni, anche straordinarie, capaci di sostenere e creare nuova occupazione giovanile attraverso la valorizzazione dei beni archeologici, museali, culturali e naturali anche mediante la “Banca della Terra”, mai decollata».

Le infrastrutture
I sindacati siciliani chiedono investimenti aggiuntivi rispetto a quelli esistenti (Piano Strategico Nazionale della Portualità, Patto per la Sicilia, Patti per lo Sviluppo delle Città Metropolitane, Strategia Nazionale Aree Interne, Decreto Sud, Zone Economiche Speciali) che definiscono «strumenti improntati sull'una tantum». Ma soprattutto chiedono ai candidati «una visione capace di disegnare la Sicilia del futuro superando il pesantissimo gap infrastrutturale».

Contrasto a disuguaglianze sociali e povertà
Trasparenza e efficienza a partire dai beni comuni. È quello che chiedono ai candidati i sindacalisti siciliani: «Acqua, rifiuti e più in generale i servizi a rete - si legge nel documento - sono ambiti su cui è necessario intervenire non solo per creare sviluppo e occupazione ma anche qualità della vita che passa attraverso la tutela dei cittadini più deboli, delle donne e bambini disagiati,dei disabili, dei non autosufficienti per cui è necessario garantire l'acceso ad una rete ospedaliera adeguata ma anche alla medicina del territorio e soprattutto è necessaria la piena integrazione dei servizi socio sanitari».

Legalità, risanamento e riforme
La legalità deve diventare prassi costante e quotidiana, dicono i sindacalisti, grazie a «una maggiore trasparenza, ed equità, valorizzando la meritocrazia, realizzando la sburocratizzazione, contrastando le mafie e la corruzione». Ma la legalità, dicono, «passa attraverso adeguate politiche di risanamento del bilancio della Regione e attraverso una seria e concreta lotta all'evasione fiscale. È necessario intervenire con uno spirito riformatore nuovo sugli Enti di area vasta, sulle Autonomie locali, sulle società partecipate, sulla formazione professionale, e gli Sportelli multifunzionali, sul settore della forestazione, dei Consorzi di bonifica, dell’Ente di sviluppo agricolo, guardando anche al dissesto idrogeologico, alla messa in sicurezza del territorio o ancora alla tutela dell'ambiente».

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