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Migranti, il premier: Italia ha fatto molto, ora partner Ue…

vertice europeo a bruxelles

Migranti, il premier: Italia ha fatto molto, ora partner Ue contribuiscano

  • – di Redazione Online
(Ansa)
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«Siamo qui per rivendicare anche i risultati molto incoraggianti che l'azione dell'Italia ha raggiunto per quanto riguarda il contrasto al traffico di migranti clandestini nella rotta del Mediterraneo centrale». Con queste parole, il premier Paolo Gentiloni ha rivendicato oggi i risultati positivi nella gestione dell'emergenza migranti, tema al centro della sua trasferta a Bruxelles per partecipare prima alla riunione dei capi dei partiti socialisti europei, poi vertice Ue, preceduto da un bilaterale con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. I risultati del contrasto alla tratta dei migranti «vanno consolidati», ha sottolineato ai rappresentanti del Pse, e per questo serve «un concorso di risorse economiche» da parte degli altri Stati membri.

Tusk: aiuteremo Italia a gestire la rotta del Mediterraneo
Al termine della prima sessione di lavori del vertice europeo il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha assicurato che l’Unione europea aiuterà l’Italia a gestire la rotta del Mediterraneo. «Abbiamo parlato di come aiutare l’Italia a gestire» la rotta migratoria del Mediterraneo centrale, ha detto in serata. «I leader hanno concordato di offrire al primo ministro Gentiloni un sostegno più forte per il lavoro italiano con le autorità libiche. Abbiamo una reale opportunità di chiudere la rotta. I Paesi - ha assicurato Tusk - daranno finanze sufficienti» al trust fundAfrica, e la Commissione farà in modo che i soldi vadano a bloccare la migrazione illegale». In particolare, il presidente del Consiglio europeo ha chiesto agli Stati membri di dare almeno 100 milioni di euro a testa entro dicembre, da destinare al Fondo europeo per l’Africa, e in particolare alla Libia. Quanto al superamento del regolamento di Dublino sui richiedenti asilo - oggi la Commissione libertà civili del Parlamento europeo ha dato il via libera ai nuovi meccanismi comuni sulla politica migratoria (il primo paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile) - Tusk ha assicurato: «Torneremo a discutere della riforma del Regolamento di Dublino a dicembre per chiudere» entro giugno 2018. E sulla crisi catalana: «Formalmente non c’è spazio per un intervento dell’Ue», ha detto.

Gentiloni: «Il momento per consolidare i risultati è ora»
Il viaggio a Bruxelles del premier è coinciso, dunque, con l’approvazione, questa mattina, dei meccanismi comuni di politica migratoria da parte del Parlamento europeo. Un punto a favore dell'Italia che ora, ha spiegato Gentiloni a margine della riunione dei socialisti europei, si aspetta - oltre alle congratulazioni dei partner Ue per i buoni risultati sui flussi migratori - anche «un concorso di risorse economiche, perché il momento per consolidare è ora e se non ci sono risorse economiche adeguate per il Nord Africa, per la Libia, per i Paesi africani di transito non sarà facile consolidare questi risultati».

Contenimento efficace del flusso dei migranti
E i numeri, in effetti, confermano il quadro illustrato dal premier. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Viminale, infatti, gli arrivi dalla Libia si sono ridotti del 25% negli ultimi mesi, così come è drasticamente calato il numero delle barche cariche di profughi giunte nelle nostre acque: da oltre 1.000 a meno di 200. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha poi assicurato 9mila rimpatri volontari, che secondo il premier potrebbero salire fino a 15 mila entro fine anno. Per la prima volta è possibile che l'Unhcr apra in Libia. «Abbiamo fatto molto per raggiungere questi risultati», ha sottolineato il capo del Governo, lavorando con le Ong e cercando di rompere il business model dei trafficanti, creando le condizioni per spostare in Africa il centro decisionale su chi accettare e chi mandare indietro. «Vediamo - ha aggiunto - su questi obiettivi mi auguro ci sia un impegno comune non solo della famiglia socialista ma della grande maggioranza dei Paesi europei».

«No a misure inappropriate su Unione bancaria»
Tra i temi sul tavolo - sia alla riunione del Pse sia al vertice dei capi di Stato e di Governo Ue - c'è poi il futuro dell'Unione bancaria. Per Gentiloni, il sistema di vigilanza e di risoluzione nel settore bancario a livello comunitario deve essere «uno strumento per migliorare la capacità delle banche di offrire credito alle imprese, di sostenere la ripresa». Allo stesso tempo, dovrebbe «fare in modo che non ci siano misure inappropriate o intempestive che rischiano di invece produrre difficoltà nei meccanismi del credito e nella tutela del risparmio». Tra gli «obiettivi principali» che l'Italia si prefigge di centrare nel Summit Ue (domani la seconda ed ultima giornata), ha concluso il premier, c'è innanzitutto la definizione di una nuova agenda europea «che promuova la crescita, il lavoro e gli investimenti».

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