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Santa Croce, il tempio delle glorie italiche che ispirò a Foscolo…

Dentro la basilica

Santa Croce, il tempio delle glorie italiche che ispirò a Foscolo «I sepolcri»

L’interno della Basilica di Santa Croce (Marka)
L’interno della Basilica di Santa Croce (Marka)

La Basilica di Santa Croce, dove oggi è morto un turista spagnolo colpito da un elemento architettonico - è situata nell’omonima piazza a Firenze ed è una delle più grandi chiese francescane nonché una delle massime realizzazioni del gotico in Italia. Possiede il rango di Basilica minore. Ugo Foscolo la rese immortale nell’ode I sepolcri, dove veniva definita il «tempio dell’itale glorie», luogo di sepoltura di geni assoluti del Bel Paese quali Galileo, Michelangelo, Alfieri, Machiavelli, Rossini e Leon Battista Alberti oltre che dello stesso poeta di Zacinto.
La costruzione dell’edificio ebbe inizio alla fine del 1200 dove sorgeva una chiesetta. Vi lavorò Arnolfo di Cambio, rimase incompiuta fino alla metà dell’ottocento quando la facciata venne realizzata in stile gotico rivisitato. L’interno della chiesa ospita numerose cappelle affrescate edicate alle prestigiose famiglie fiorentine che ne finanziarono la costruzione. Fra le tante opere contenute nella Basilica la più importante è il Crocifisso di Donatello. Nella chiesa anche una cappella Medici, opera di Michelozzo. Noti il Monumento funebre di Carlo Marsuppini, realizzato da Desiderio da Settignano, la tomba di Michelangelo disegnata dal Vasari, il Monumento funebre di Vittorio Alfieri di Antonio Canova, il Monumento a Niccolò Machiavelli. Altre importanti opere conservate sono l’Annunciazione Cavalcanti di Donatello e il Pulpito di Benedetto da Maiano. Santa Croce è da sempre affidata ai francescani che qui eressero il loro monastero e come la maggior parte degli edifici conventuali ha una pianta a croce commissa (a «T») con l’interno suddiviso in tre navate. Al fondo compare la Cappella Maggiore, in stile gotico francese, affrescata da Gaddi. Le cappelle laterali e le sepolture attirano maggiormente l’attenzione: come la Peruzzi e quella Bardi, entrambe affrescate da Giotto con le Storie di San Giovanni e di San Francesco, la cappella Riccardi con tre tele della fine del Cinquecento e affreschi trecenteschi. La Cappella Baroncelli e la Castellani. Dalla Chiesa si accede poi alla Cappella Medici e da qui alla Sagrestia. Visitabili anche i chiostri, l’uno di Arnolfo di Cambio e l’altro di Brunelleschi e la Cappella de’ Pazzi, progettata da Brunelleschi e decorata da Luca della Robbia e Giuliano da Maiano, rimasta incompiuta dopo la famosa congiura che vide la morte di Giuliano de’ Medici. Il Museo dell’Opera di Santa Croce è parte del complesso e dei chiostri adiacenti. Capolavoro della storia dell'arte è il Crocifisso di Cimabue nel Refettorio trecentesco, divenuta il simbolo della distruzione dall’alluvione del 1966.

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