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Bankitalia, Gentiloni: nessuna preoccupazione sulla tenuta del Governo

il nodo del governatore

Bankitalia, Gentiloni: nessuna preoccupazione sulla tenuta del Governo

«Io credo che il Governo debba per le sue decisioni su Bankitalia agire nell'interesse del Paese, seguendo le regole, non credo che stiamo correndo il rischio che si creino strani incroci populisti nel prosieguo della legislatura. Abbiamo una legge di bilancio snella e utile, penso che l'abbiamo fatta con il pieno e convinto sostegno della propria maggioranza e quindi non sono preoccupato». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in conferenza stampa al termine del Vertice Ue.

Gentiloni: rapporti Governo-Pd ottimi, ma autonomia Bankitalia va tutelata
«Sulle soluzioni per Bankitalia non parlo neanche sotto tortura, è un compito rilevante che spetta in parte al Governo, c'è una procedura che investe diverse istituzioni, il Governo prenderà le sue decisioni nel rispetto dell'autonomia della banca. Non facciamo indiscrezioni o cose di questo genere» ha detto il presidente del Consiglio al termine del vertice Ue.

Il premier ha voluto anche sottolineare che la vicenda Bankitalia non ha incrinato i rapporti con Renzi, ma ha rivendicato la neccessità di difedendere l’autonomia dell’istituto. «I rapporti tra Governo e partito di maggioranza relativa - ha dichiarato - sono fondamentali e ottimi in generale, poi (su Bankitalia, ndr) decidiamo avendo in mente quell’obiettivo lì (l'autonomia, ndr), non è una decisione di buona creanza, l’autonomia è rilevante perché è importante in sé per i mercati, deve stare a cuore alle autorità di governo, in modo particolare perché abbiamo alle spalle le difficoltà del nostro sistema bancario».

Renzi: retwitto Gentiloni, rapporti ottimi
Le polemiche sulla nomina del governatore di Bankitalia a fine mese continuano a tenere banco, dopo il “siluro” lanciato contro il governatore della Banca d’Italia con la mozione Pd che impegna palazzo Chigi a individuare la figura più idonea a garantire la fiducia dei cittadini nelle banche, chiedendo di fatto discontinuità proprio nei giorni in cui scade il mandato di Vincenzo Visco. Una mozione che ha suscitato anche l’irritazione del Quirinale. «Mi sembra evidente, la questione
mi sembra ormai chiarita e tutti si possano fare una opinione. Retwitto quello che ha detto il presidente del Consiglio Gentiloni sui rapporti tra il Pd e governo: sono ottimi. Lo sottoscrivo e lo condivido totalmente». Così Matteo Renzi ha provato oggi a smorzare le polemiche, rispondendo a una domanda a bordo del treno Dem. Lo ha fatto tenendo però il punto: «In questi giorni si è affrontata la questione Bankitalia solo dal punto di vista del metodo - ha dichiarato il segretario dem - mentre del merito non parla nessuno. Nel merito nessuno di noi mette in discussione l’autonomia e indipendenza della Banca e lasciamo la decisione sul governatore al governo. Ma continuiamo a dire che siamo dalla parte dei risparmiatori». Poi ha promesso che non aprirà un fronte per cambiare la manovra. «Faremo tante proposte, ma non su questa legge di bilancio - ha annunciato - perché non c'è nessuna apertura di fronte sulla prossima manovra. La legge di bilancio quella è, salvo possibili piccole correzioni del Parlamento».

Bankitalia, Calenda: mozione è stato incidente
«Il ruolo di Bankitalia è fondamentale, l’autorevolezza e l’autonomia vanno preservate in ogni modo, chiunque è soggetto al giudizio dei cittadini e dei partiti, ma il punto è come lo si fa. L’idea di fare una mozione che non ha precedenti è un modo sbagliato» ha detto il ministro dello Sviluppo economico,

Carlo Calenda, nel videoforum su Repubblica.it, marcando di nuovo la distanza dal segretario dem Matteo Renzi, sponsor della mozione. «Se si vuole esprimere un giudizio il segretario del Pd ha tutto il diritto di farlo, e se lo vuole fare preservando la forza e l’autonomia dell'istituzione magari lo fa nelle sedi opportune essendo ancora il leader della maggioranza» ha puntualizzato Calenda, sottolineando che «la forma è sostanza» e «occorre preservare l'autonomia di Bankitalia».

Una presa di distanza esplicita, insomma. Secondo Calenda martedì scorso alla Camera «si è sottovalutata la cosa, è stata una leggerezza, un incidente che prima rientra meglio è per il Paese». Per il ministro dello sviluppo economico dietro alla mozione «non c'è una strategia. Se ci fosse stata una strategia sarebbe un errore gravissimo». Nessun tentativo in campo, insomma, per indebolire il governo. A Calenda ha replicato via twitter il presidente del Pd Matteo Orfini, per il quale «il Parlamento che esprime una valutazione non è un incidente».

Berlusconi: su Bankitalia Renzi improvvido
Sul caso Bankitalia è tornato anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, negando qualsiasi asse con Renzi. Lo ha fatto criticando le mosse del segretario dem. «La Banca d’Italia appartiene all'Eurosistema e la sua indipendenza è sancita nei trattati che hanno istituito la Banca Centrale Europea. Quando si intacca in qualche modo la sua autorevolezza si scalfisce l'intero sistema bancario europeo e si incide, negativamente, sulle relazioni internazionali» italiane «messe ai margini dall'improvvida iniziativa parlamentare dei giorni scorsi del Pd e del suo segretario, Matteo Renzi» ha detto Berlusconi che ha ha aggiunto: «Mai trascinare Via Nazionale in scontri tra gruppi politici o partiti». Un cambio di rotta quello oggi del Cavaliere, che ieri a Bruxelles aveva usato toni e argomentazioni diverse, non risparmiando critiche ai vertici di via Nazionale e dichiarando che «certamente la Banca d'Italia non ha svolto il controllo che ci si attendeva, non sono del tutto senza senso le volontà di un controllo su quello che si è verificato».

Salvini: su Visco ha ragione Renzi
Opposta a quella del Berlusconi odierno, la lettura di Salvini, che dà ragione al segretario dem. Sull’operato del governatore della Banca d'Italia «ha ragione Renzi perché non ha vigilato. Ma domando a lui dove era quando succedeva tutto quello che è successo. Dovrebbero fare un passo indietro tutti e
due» ha detto il segretario della Lega Nord, che ha aggiunto: «Visco per quanto mi riguarda ha fallito perché era pagato per controllare e non lo ha fatto. Sicuramente a livello di governo hanno fallito altrettanto»

Barbagallo in commissione banche 2 novembre
Intanto continuano le audizioni della commissione bicamerale sulle banche. Giovedì 2 novembre verranno auditi, alle ore 11,00, il capo del Dipartimento
Vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo e, a seguire, il direttore generale della Consob, Angelo Apponi. Mentre il 31 ottobre verranno sentiti i rappresentanti delle associazioni e dei consumatori danneggiati dalle crisi di Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

Vegas da Casini, porta materiale banche venete
Questa mattina il presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Pier Ferdinando Casini, ha ricevuto a Palazzo San Macuto il presidente della Commissione Nazionale per le Società
e la Borsa, Giuseppe Vegas. «Il presidente della Consob - si legge in una nota - in spirito di collaborazione istituzionale, ha preannunciato il deposito
entro la giornata odierna della documentazione relativa alle banche venete»

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