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A San Leucio riparte la produzione con gli antichi telai a mano

la storia dell’imprenditrice casale

A San Leucio riparte la produzione con gli antichi telai a mano

  • –dalla nostra inviata

CAPRI - «Abbiamo un grande progetto: dopo aver restaurato antichi telai a mano, vogliamo far ripartire la produzione, proprio come un tempo venivano tessute le sete di San Leucio». Angela Casale, alla guida della “Annamaria Alois” interviene al convegno di Capri dei Giovani imprenditori di Confindustria e porta la testimonianza di una piccola impresa, che nasce da una antica tradizione, e si proietta in avanti con programmi di crescita.

San Leucio ha fornito i tessuti a case degli sceicchi e dimore storiche
«La lavorazione della seta di San Leucio nasce alla fine del 700 - racconta Casale - per iniziativa di re Ferdinando IV di Borbone che volle impiantare vicino Caserta un' intera filiera produttiva, che partiva dalla coltivazione del baco da seta per arrivare alla produzione del tessuto».

Un piccolo polo di storia ultracentenaria che ha avuto lunghe fasi di grande splendore fornendo i tessuti per le grandi case del mondo: in Italia dal Quirinale a Montecitorio. Ma anche la Casa Bianca il Cremlino, case di sceicchi e dimore storiche. Ma la forte competizione tra piccole imprese, poco propense a innovare e a collaborare, si è trasformata in una grave crisi che ha finito per imporre la chiusura e quasi la fine dell'antica polo.

La ricetta per resistere alla crisi
Annamaria Alois, discendente di una delle principali famiglie produttrici delle sete di San Leucio, decide di diversificare e, ai tessuti, affianca la produzione di confezioni per arredo. Una scelta che consente di resistere alla crisi e, anzi, incamminarsi verso un percorso di crescita: oggi ha un fatturato di 700mila euro e 10 dipendenti diretti oltre a 30 artigiani nell'indotto. «Esportiamo l’80 per cento della produzione - dice Angela Casale - e abbiamo altri grandi progetti».

In arrivo il marchio della seta di San Leucio
Dopo una lunga attesa, infatti, sta per arrivare al traguardo la procedura per la registrazione del marchio Seta di San Leucio che permetterà di ridare visibilità al prodotto nel mondo. «Quel che ci sta più a cuore - conclude Casale - e di cui abbiamo bisogno è crescere». Come? Per la giovane imprenditrice che oggi rappresenta gli under 40 di Caserta, «facendo sistema, costituendo filiere, anche tra aziende di settori diversi, coniugando innovazione, tradizione e proiezione internazionale».

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