Italia

Boccia: «Europa più integrata contro i protezionismi»

il convegno dei giovani di confindustria

Boccia: «Europa più integrata contro i protezionismi»

Vincenzo Boccia
Vincenzo Boccia

Un’industria competitiva, in Italia e in Europa. Per «creare un grande paese di cui ci sentiamo corresponsabili». E per «contrastare le misure protezionistiche» che stanno emergendo a livello internazionale. Vincenzo Boccia guarda dentro e fuori i confini del paese, con un filo rosso che unisce l’Italia all’Europa e al Mediterraneo e che passa per la questione industriale. «È con l’integrazione europea che possiamo rispondere alla grande questione industriale che stanno ponendo Cina e Usa. Non dobbiamo difendere le posizioni con nazionalismi europei, ma costruire sponde». È con «first Europa» che, per il presidente di Confindustria, si risponde al «first Usa» di Donald Trump. Una partita che va giocata anche in Italia, «non periferia d’Europa ma centrale tra Europa e Mediterraneo».

Il riferimento alla prossima campagna elettorale è immediato e Boccia ha annunciato che a inizio dell’anno prossimo, prima delle elezioni, si terranno le assise di tutto il sistema confindustriale, «per presentare un’agenda politica», puntando sulla competitività e rimanendo «equidistanti» dai partiti. «Occorre lavorare, nel confronto elettorale che ci sarà, a un piano di legislatura a medio termine che punti alla competitività e non depotenzi le riforme che stanno dando effetti sull’economia reale ma vada avanti e aiuti il paese a crescere», ha detto Boccia. «Evitiamo di fare politiche che sono belle, ma poi nessuno ci dice con quali risorse», ha insistito il presidente di Confindustria: agendo sulla competitività, con le misure messe in atto dal governo, l’Italia ha dimostrato «di essere un grande paese che può reagire. Difendiamo quindi la lucidità del capire, non andiamo in eccesso con linee di politica della domanda per attrarre consenso e stiamo ai fondamentali del paese», ha detto Boccia, aggiungendo che «la manovra non smonta le riforme, non c’erano grandi aspettative date le risorse». Ciò che emerge in Italia e in Europa «è che solo attraverso la crescita si riduce il debito e si contrastano disuguaglianze e povertà». Un’Europa, ha aggiunto «che deve aprirsi ad una dimensione geoeconomica oltre che geopolitica».

Boccia sta concludendo il convegno dei Giovani imprenditori che si è aperto venerdì con la relazione del presidente, Alessio Rossi. “Oltre”, è il titolo di questa edizione. Un concetto che Boccia riprende. «Non bisogna accontentarsi», sottolineando il collegamento tra il bilaterale di giovedì e venerdì a Bolzano con la Bdi, la Confindustria tedesca, e il dibattito di Capri: «Germania e Italia sono il primo e il secondo paese industriale d’Europa. L’idea è di diventare la più grande industria al mondo. Dobbiamo puntare ad un’industria europea competitiva e all’integrazione in Europa, non possiamo subire shock negativi da altri, dobbiamo invece determinare shock positivi». Un percorso condiviso, ha sottolineato Boccia, anche con gli industriali tedeschi e che ha portato alla dichiarazione congiunta sottoscritta venerdì. Tra i temi, oltre al digitale, alla formazione, ad un piano di investimenti europeo per l’Africa, è stato individuata la priorità del credito, con una particolare riferimento alle nuove regole della Bce sulle sofferenze bancarie: il testo sottoscritto con la Bdi «pone una premura comune sulle nuove regole che potrebbero creare problemi di flusso alle imprese. Questo eccesso di regolazione e di prudenza diventa rilevante ed eccessivo, tra l’altro antitetico rispetto alla politica monetaria della Bce».

Parlando a margine il presidente di Confindustria è tornato anche sulla nomina del governatore della Banca d’Italia, ribadendo che «noi su questa vicenda non entriamo né nel metodo né nel merito». Per Boccia «l’autonomia della Banca d’Italia ha un valore, occorre evitare dibattiti sulle persone, anche se sono legittimi» data «l’importanza e la serietà di una istituzione importante per il paese come Bankitalia». Ciò che sta a cuore al presidente di Confindustria è che la questione industriale diventi una grande questione nazionale, in Italia e in Europa, ha detto Boccia. Occorrono «passione, impegno e coraggio», come quello che Boccia ha riconosciuto all’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono: «Un orgoglio dell’Italia che vince e non vende, che ha accettato le sfide». Uno scenario in cui Confindustria che si pone come «ponte tra interessi delle imprese e del paese». Un ruolo che il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel suo intervento, ha riconosciuto a Boccia.

Non convince il presidente di Confindustria l’ipotesi di Silvio Berlusconi di una doppia valuta, affiancando l’euro ala lira: «la grande sfida del paese – ha detto – è la produttività. A parità di valuta dobbiamo essere bravi a recuperare produttività nelle imprese e nei fattori del paese». Realizzare cioè quel «circolo virtuoso dell’economia» che passa da più produttività, più salari, più investimenti e più occupazione.

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