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Confindustria-Bdi: evitare ulteriori strette su credito e Npl

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Confindustria-Bdi: evitare ulteriori strette su credito e Npl

Industriali italiani e tedeschi condividono la preoccupazione per le proposte della vigilanza bancaria Bce che vuole inasprire le regole per lo smaltimento degli Npl.

Nella dichiarazione congiunta messa a punto ieri al termine del Forum Confindustria-Bdi si dice che occorre rivitalizzare il credito bancario e che è fondamentale «fermare l’incertezza normativa ed evitare un’ulteriore stretta». In particolare per quanto riguarda i crediti deteriorati, «siamo preoccupati – afferma il documento – dalle recenti proposte e da possibili ulteriori iniziative che potrebbero introdurre automatismi e regole che potrebbero avere un notevole impatto sui requisiti patrimoniali delle banche e di conseguenza sull’offerta di credito». Inoltre, continua il testo «è importante garantire la stabilità del quadro normativo ed evitare l’introduzione di norme procicliche e retroattive».

Per crescere le imprese hanno bisogno di investimenti e quindi è «essenziale favorirne l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali». Tema sottolineato anche in conferenza stampa. «Occorre coerenza – ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia – tra la politica monetaria europea e la politica economica della Ue. Si pone una premura sulla questione dei regolatori in merito agli Npl. Serve coerenza in modo tale che non ci siano regole procicliche rispetto all’anticiclicità della politica monetaria europea che va invece verso altre direzioni». Già a inizio anno Confindustria e Bdi avevano messo a punto un documento ad hoc.

Ma la sintonia fra industriali italiani e tedeschi è a largo raggio, a partire dall’Europa e dalla politica industriale. L’impegno congiunto è rafforzare il progetto europeo e l’identità della Ue, di fronte alla crisi di fiducia che rischia di mettere in pericolo le conquiste del progetto di integrazione. «C’è una comunanza di valori ed elementi di merito che ci uniscono. L’Europa ha un’industria importante a partire dall’Italia e dalla Germania, ma non vogliamo accontentarci: vogliamo non solo difendere la posizione, cioè essere il primo e il secondo paese industriale d’Europa, ma andare oltre, vogliamo creare un’industria europea prima nel mondo», ha detto Vincenzo Boccia nella conferenza stampa tenuta alla fine del Forum. «Siamo i due paesi industriali d’Europa – ha sottolineato anche il presidente della Bdi, Dieter Kempf – dobbiamo essere trainanti, contrastare la tendenza politica a richiudersi a livello nazionale. Senza rafforzare l’Europa il nostro benessere non può essere garantito».

Si parte dalle premesse politiche su integrazione, coesione tra territori, sfide ambientali, sicurezza, neo protezionismi, per proseguire, nel testo, su una serie di punti molto specifici su cui Confindustria e Bdi vogliono agire sul fronte delle sfide interne, nella convinzione che «per ridare slancio al progetto europeo occorre ripartire da ciò ce lo ha reso possibile, l’industria» dal momento che «il manifatturiero è il motore dello sviluppo economico e la base del benessere europeo». La politica industriale è al centro delle azioni che le due organizzazioni ritengono necessarie, a partire della digitalizzazione.

Confindustria e Bdi continueranno a lavorare nei prossimi mesi, per poi ridarsi appuntamento Bolzano il prossimo anno, come ha sottolineato il presidente di Assimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea. «Più che un incontro è diventato il processo di Bolzano, terra di cerniera. L’anno scorso è stata messa a punto l’agenda per la competitività, successivamente il documento sul credito. Ora questa dichiarazione congiunta, su un’idea di politica economica che condividiamo, con l’obiettivo di allargare il dialogo agli imprenditori francesi ed anche ad altri», ha continuato il presidente di Confindustria.

Altri aspetti fondamentali della collaborazione, una politica commerciale europea che punti sul libero scambio, al fair trade e reciprocità. Poi la difesa e la sicurezza, come ha sottolineato Boccia: «Vanno sfruttate le opportunità che si apriranno», ha detto il presidente di Confindustria. Determinante anche il ruolo della formazione, in uno sviluppo economico che punti sul digitale, uno dei capitoli individuati nel testo. E Kempf, nella conferenza stampa, ha anticipato che chiederà al nuovo governo tedesco precisi impegni sul finanziamento alla ricerca, sviluppo digitale e formazione professionale, anche seguendo l’esempio del superammortamento italiano.

Altra questione affrontata, lo sviluppo dell’Africa: avviare una politica comune verso i paesi dell’Africa e del Mediterraneo, promuovendo un piano europeo di investimenti, coinvolgendo il settore privato. «Un piano che faccia da volano a questo paesi, in modo da recuperare un ruolo geoeconomico oltre che geopolitico, che è stato trascurato», ha sottolineato Boccia. «Italia e Germania – ha concluso il presidente di Confindustria – si devono impegnare perché sia ottenuta una prosperità economica che sia anche la base per il benessere della società».

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