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Bankitalia, Mdp chiede Boschi fuori da Cdm. L’ex ministra:…

dopo la mozione pd

Bankitalia, Mdp chiede Boschi fuori da Cdm. L’ex ministra: pronta a sfidare Di Maio in tv

(Ansa)
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«Un'interrogazione a Gentiloni e Padoan per chiedere che la sottosegretaria Boschi non partecipi al Consiglio dei Ministri che il prossimo 27 ottobre nominerà il nuovo Governatore di Bankitalia». Questa la richiesta depositata dal deputato di Mdp Arturo Scotto che ha espresso «gravissime perplessità sulla presenza della sottosegretaria nel Consiglio dei ministri del 27. Su di lei grava un pesante conflitto di interessi che non può essere più ignorato». Intanto, le polemiche che accompagnano la nomina al vertice di via Nazionale scatenano la reazione dell’ex ministra delle Riforme del Governo Renzi, che su Facebook attacca il candidato premier pentastellato Luigi Di Maio.

Boschi attacca il M5S: «Basta bugie, pronta a confronto tv con Di Maio
«Io non avevo e non ho nessuna banca, mio padre è stato mandato a casa come tutti, noi abbiamo salvato i correntisti», si legge nel post firmato dalla Boschi: «Ora basta con le bugie. Sono pronta a un dibattito televisivo con l'onorevole Di Maio sulla questione bancaria e più in generale sulle misure che noi abbiamo preso per salvare l'Italia dalla crisi mentre il Movimento Cinque Stelle rincorreva le scie chimiche e la lotta ai vaccini. Entriamo nel merito e vediamo chi sta mentendo agli italiani». Dal giornalista Bruno Vespa, arriva as stretto giro la disponibilità a dare spazio al confronto in tv: «Porta a porta è pronto ad ospitare
il confronto Boschi- Di Maio».

Mdp a premier: fuori Boschi da Cdm nomina
«L’interessamento da parte di un esponente di spicco dell'attuale Governo - si legge nell'interrogazione di Mdp - e titolare di un ruolo strategico per quanto concerne le decisioni in seno al Consiglio dei Ministri, come per l'appunto quella sulla nomina del Governatore della Banca d'Italia, suscita gravi perplessità». «Anche alla luce - si legge ancora - di quanto disposto dalla normativa che regola le operazioni per i soggetti in conflitto di interesse, considerato che il padre dell'On, Boschi, Pier Luigi Boschi - le cui attività in qualità di ex Vice Presidente di Banca Etruria sono state a lungo oggetto della vigilanza bancaria e finanziaria operata da Palazzo Koch - e comunque rientrante nella fattispecie giuridica “stretti familiari” di cui alla Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 della Banca
d'Italia, che stabilisce precise disposizioni sui conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, come per l’appunto la sottosegretaria Boschi».

Scontro a distanza Renzi-Boldrini su mozione Pd
Sulla mozione del Pd approvata dalla Camera è scontro a distanza fra il segretario del Pd Matteo Renzi e la presidente della Camera Boldrini. «Io quella mozione su Bankitalia non l'avrei giudicata ammissibile se fossi stato il presidente della Camera, che non sono», ha detto il segretario del Pd ospite di “1/2h in più”. «Nella mozione Pd c'è un giudizio sul passato, ma per il futuro sceglierà Gentiloni. Io non ho nomi. Ho un profilo: vorrei che chiunque fosse scelto sia il migliore o la migliore possibile», ha detto il segretario del Pd. «Volete nominare Visco? Fatelo. Volete nominare un altro? Fatelo. Ma il giudizio su quanto accaduto - ha affermato - deve essere il più laico possibile». Ha detto di rivendicare «sia nel merito che nel metodo» quanto fatto con la mozione Pd su Bankitalia. A seguire la secca replica di Laura Boldrini: «Il segretario del Pd continua a confondere regole parlamentari e scelte politiche, scaricando sulla Presidenza della Camera responsabilità che appartengono invece ai gruppi politici e a chi li guida». La presidente della Camera ha aggiunto che «non c'era infatti alcuna ragione regolamentare per giudicare inammissibili le mozioni sulla Banca d'Italia, a partire da quella presentata dal Movimento Cinque Stelle».

Le mosse di Gentiloni
Le polemiche sulla nomina del governatore di Bankitalia a fine mese continuano a tenere banco, dopo il “siluro” lanciato contro il governatore della Banca d'Italia con la mozione Pd che impegna palazzo Chigi a individuare la figura più idonea a garantire la fiducia dei cittadini nelle banche, chiedendo di fatto discontinuità proprio nei giorni in cui scade il mandato di Vincenzo Visco. Una mozione che ha suscitato anche l'irritazione del Quirinale. «Io credo che il Governo debba per le sue decisioni su Bankitalia agire nell'interesse del Paese, seguendo le regole. Non credo che stiamo correndo rischi che si creino strani incroci populisti nel prosieguo della legislatura» ha detto nei giorni scorsi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, definendo «ottimi» i rapporti tra il governo e il Pd.

Visco ancora in pole position
Palazzo Chigi mantiene il massimo riserbo sulla questione Bankitalia. La deadline resta quella del Consiglio dei ministri del 27 ottobre, ma non sono escluse accelerazioni. Le opzioni sul tavolo, al di là e al di sopra delle fibrillazioni politiche, restano sostanzialmente due: la conferma di Visco, il cui mandato scade a fine mese, per altri sei anni (opzione preferita, e non da oggi, da Mattarella in nome della stabilità del sistema); la scelta di un successore interno a Bankitalia come l'attuale direttore generale Salvatore Rossi. Scendono, invece, le quotazioni per l'ingresso di una figura esterna alla guida dell'istituto «Ora basta con le bugie: sono pronta a un dibattito televisivo con l'onorevole Di Maio sulla questione bancaria e più in generale sulle misure che noi abbiamo preso per salvare l'Italia dalla crisi di via Nazionale.

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