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Bankitalia, la scelta entro venerdì

la nomina del governatore

Bankitalia, la scelta entro venerdì

La dead line per la scelta su Bankitalia resta quella del Consiglio dei ministri di venerdì 27. Il premier Paolo Gentiloni lavora al dossier nel più assoluto riserbo e in accordo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il quale è in costante contatto. La partita, insomma, è ancora aperta e riguarda le conseguenze politiche che implica la successione in Banca d’Italia. È chiaro infatti che con questa scelta il premier deve sciogliere una serie di complicati nodi politici: i suoi rapporti con il Pd di Renzi ma anche con la maggioranza e con tutte le forze parlamentari che in modo ampio, alla Camera, si sono espresse contro la riconferma del governatore. Dunque, il tempo serve a ponderare bene ogni passo, concordando percorso e nome del Governatore con il Colle. Dal Quirinale ieri non c’era alcuna spinta ad accelerare, piuttosto si era fermi su un punto: che la scelta dovrà ribadire con forza autonomia e indipendenza dell’Istituto.

Le opzioni di Gentiloni
Le opzioni sul tavolo del premier restano sostanzialmente due: la conferma di Visco per altri sei anni o la nomina di un successore interno a Bankitalia (se dovesse prender corpo questa seconda ipotesi il nome più probabile resta quello di Salvatore Rossi, attuale direttore generale di Via Nazionale, o di Fabio Panetta). In favore della conferma di Visco ci sono evidenti ragioni di stabilità del sistema e di autonomia dalla politica anche per il “precedente” che si potrebbe creare. D’altra parte, è il ragionamento che si fa in ambienti parlamentari e anche a Palazzo Chigi, non si può ignorare del tutto il dato politico della giornata di martedì scorso alla Camera: perché non c’è solo la posizione critica sulla gestione Visco del Pd e del suo leader Matteo Renzi, ma anche il giudizio negativo del M5S e della Lega e la non difesa (astensione sulle mozioni) da parte di Forza Italia e Mdp.

I timori per la fiducia sul Rosatellum
È in questa chiave, per tenere l’eventuale conferma di Ignazio Visco, o la nomina del suo successore, il più possibile al riparo dalle fibrillazioni politiche che si prende tempo. Da oggi a giovedì a Palazzo Madama si voterà la nuova legge elettorale denominata Rosatellum e ci sono una serie di voti di fiducia che preoccupano. Una prudenza in più che però non argina la guerra politica a sinistra, dove il caso-Visco ha fatto da amplificatore. Ieri i bersaniani di Mdp hanno depositato un’interrogazione a Gentiloni e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per chiedere che la sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi non partecipi al Cdm che nominerà il nuovo governatore di Bankitalia. Nel mirino il conflitto di interessi di Boschi, dal momento che il padre Pier Luigi «in qualità di ex vicepresidente di Banca Etruria» è stato «a lungo oggetto della vigilanza bancaria e finanziaria operata da Palazzo Koch». In ogni caso, si fa sapere in risposta da Palazzo Chigi, non ci sono ragioni per cui Boschi non debba partecipare al Cdm di venerdì prossimo: la sottosegretaria sarà presente.

Nessuna modifica all’agenda del Governatore
Da parte sua il governatore Visco non ha cambiato la sua agenda. Domani partirà per Francoforte dove parteciperà all’attesa riunione del Consiglio direttivo della Bce di giovedì, 26 ottobre, che darà il via al percorso di graduale normalizzazione della politica monetaria con la riduzione del Qe. Ieri ha invece partecipato in Bankitalia a una cerimonia per il riconoscimento dei trent’anni di attività in via Nazionale di 71 dipendenti alla presenza dell’alta dirigenza della Banca. «Non è uno slogan dire che stiamo uscendo dalla più grave crisi economica della nostra storia in Italia - ha detto Visco durante la cerimonia -. La Banca d’Italia non solo non ha contribuito a questa crisi. Ma ha operato con successo, nonostante i venti contrari, per contenerne gli effetti e risolvere le situazioni più difficili».

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