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Referendum Veneto e Lombardia, Zaia stoppa Martina:…

A VICENZA OLTRE IL 60% DI AFFLUENZA

Referendum Veneto e Lombardia, Zaia stoppa Martina: l’interlocutore è Gentiloni

Luca Zaia
Luca Zaia

«Io ero rimasto al punto, e lo dico anche da ex ministro, che Martina si occupa dell'agricoltura e penso che il nostro interlocutore sia il presidente del Consiglio». Lo ha detto stamane il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, intervenendo ai microfoni di Rtl 102.5 a commento delle parole del ministro Maurizio Martina. In un’intervista, Martina aveva chiuso a qualsiasi ipotesi di trattative sulle tasse, smentendo il proposito di Zaia di trattenere sul territorio «nove decimi» delle imposte versate dai contribuenti veneti all’erario nazionale. Le imposte, ha detto il ministro, «non possono essere materia di trattativa né con il Veneto, né con la Lombardia» (vedi i dettagli sotto). La consultazione di ieri si è chiusa ieri nella regione con un tasso di affluenza che sfiora il 60%. Il “sì” ha vinto in maniera plebiscitaria, con picchi sopra al 98%. In Lombardia la partecipazione si è attestata intorno al 40%, con una stima di circa 3 milioni di cittadini al voto. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, ne parla come «una lezione di democrazia per tutta Europa, abbiamo scelto la via legale, pacifica e costituzionale. La stessa opportunità la offriremo da nord a sud a chi ce lo chiederà».

Record affluenza Vicenza e Bergamo, minimi a Milano
Nel suo complesso, in Veneto si è raggiunta una affluenza media del 57,2%. Il “record” va a Vicenza con il 62,7%, seguita da Padova (59,7%), Treviso (58,1%), Verona (55,5%), Venezia (53,7%), Belluno (51,5%) e Rovigo (49,9%). La provincia a mostrare il “maggior” numero di no al quesito referendario sull'autonomia in Veneto è stata Belluno, ferma comunque a una quota di appena il 2,6% di voti sfavorevoli. Una nicchia, rispetto al boom di «sì» registrati nella regione. I più convinti sono stati gli abitanti delle province di Vicenza e Verona, dove il consenso ha toccato il 98,3%. In Lombardia, secondo i dati comunicati dalla Regione, l’affluenza si è attestata a una media del 38,2% con picchi del 47,3% a Bergamo e un minimo del 31,2% nella città metropolitana di Milano. Anche qui il “sì” sfiora il 100%: i voti favorevoli sono il 95,2%, contro un 3,9% di “no” e uno 0,77% di schede bianche.

RISULTATI DEFINITIVI AFFLUENZA IN VENETO
Dati in percentuale

Pd diviso sul voto
La polemica tra Zaia e Martina arriva dopo che lo stesso ministro si era espresso a favore di una «astensione consapevole» in vista della consultazione. Ma nel Pd sono emerse posizioni contrastanti. Tra gli inviti al “sì” più noti c’è stato quello di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. E al di fuori delle due regioni interessate dal voto, il presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Searracchiani ha aperto di fatto all’autonomia per le regioni «con i conti in ordine».

«Come Pd abbiamo detto che non siamo contrari alle specialità e che le Regioni possano avere forme di autonomia - ha detto - Bisogna però mantenere un vincolo nazionale, poi si possono utilizzare questi strumenti flessibilmente». In Lombardia, dove non era previsto il raggiungimento di un quorum, i votanti hanno raggiunto circa il 40% degli aventi diritto di voto. Una percentuale ridotta rispetto ai numeri del Veneto, arrivato a sfiorare il 60%, ma giudicata comunque «un successo» dal presidente della regione Lombardia Roberto Maroni.

Salvini: meglio di così non poteva andare
Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha salutato i risultati della doppia consultazione come una «lezione di democrazia» e ribadito la centralità del tema per future alleanze. «Meglio di così non poteva andare - ha detto Salvini -Abbiamo vinto sui poteri forti cinque a zero. Ora mi aspetto che il Governo dica quando intende accogliere questa richiesta che sale dal popolo». I numeri del voto, secondo il leader del Carroccio, confermerebbero che la Lega «non ha nessun problema al nord». « Quelli che dicevano che la linea nazionale della Lega avrebbe trovato problemi al Nord non hanno capito un accidente - dice - Richieste di autonomia hanno convinto 5,5 milioni persone a votare, e Maroni e Zaia avranno mandato pieno mandato a trattare». Infine, un monito ai possibili partner politici: «Gli alleati del centrodestra sappiano che il tema posto dai referendum diventa centrale».

Anche in Puglia si prepara il referendum
Dopo il risultato referendario di Lombardia e Veneto, ora anche in Puglia la comunità politica che fa riferimento a Matteo Salvini si organizza per poter indire un referendum per chiedere maggiori competenze e risorse per i propri territori nell'ambito dell'unità nazionale. Lo rende noto il coordinatore regionale di «Noi con Salvini per la Puglia», Rossano Sasso, annunciando che con questo obiettivo a breve scadenza Matteo Salvini sarà nuovamente in Puglia.
In un comunicato Sasso afferma che «è ora che anche i pugliesi chiedano più poteri per superare le inefficienze dello Stato. Da cittadini pugliesi - prosegue - chiediamo anche noi maggiore autonomia, vogliamo che la nostra terra sia messa in grado di spiccare il volo, senza il cappio di una gestione centrale e burocratica, che non tiene conto dei territori».

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