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Voto elettronico flop in Lombardia, pasticcio sui dati di affluenza. Maroni: problemi con chiavette

(Ansa)
(Ansa)

Doveva essere il non plus ultra in fatto di affidabilità, rapidità, precisione. E invece tra scrutatori blindati nei seggi fino a tarda notte e soprattutto stime sull’affluenza e non un dato definitivo, con i seggi chiusi ormai da oltre dodici ore, si può ben dire che l’assegno da 50 milioni di euro della Regione guidata da Roberto Maroni per i 24mila tablet e il sistema elettronico non sia stato speso benissimo. La stima del dato finale sull'affluenza nel referendum sull'autonomia oscillava «tra il 38 e il 39% per un numero di votanti di circa 3 milioni» quando, questa mattina, erano «state esaminate il 95% delle 24mila voting machine».

Alcune criticità
Il sito della Regione è rimasto inchiodato a lungo sull’aggiornamento alle ore 3. Poi, si era fatto mezzogiorno, i numeri erano i seguenti: votanti 3.010.434; affluenza 38,25%; Sì 95,29%; No 3,94%; schede bianche 0,77%. Una comunicazione di Palazzo Pirelli ha ammesso che «si sono registrate alcune criticità nel riversamento dei dati delle rimanenti voting machine. Pertanto, i risultati completi potranno essere resi noti nella giornata di lunedì 23 ottobre, ad operazioni concluse».

Problemi con le chiavette
I risultati «adesso li pubblicheremo - si è difeso in mattinata il governatore interpellato nella sede della Lega, in via Bellerio - abbiamo avuto problemi con 300 chiavette, problemi tecnici, che stiamo risolvendo, di collimazione di dati». Nel frattempo la presidenza regionale aveva fatto slittare alle 16,30 la conferenza stampa prevista prima alle 11,30 e poi alle 13,30. «Io ho votato sì - ha punzecchiato su Twitter il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini - ma francamente è imbarazzante Maroni che vuole più autonomia ma non riesce dopo 20 ore a darci il dato dell'affluenza».

Dati un passo alla volta
Al giro di boa della giornata, a quasi quindici ore dalla chiusura delle urne, Maroni ha ulteriormente precisato: «Oltre 3 milioni di lombardi hanno votato, 3.022.017. E' un risultato oltre le mie aspettative». Dato che si riferisce al 99,55 delle voting machine. Ancora ne mancano 122 su 24.336. «Il voto elettronico ha funzionato e lo affermo con certezza - ha sottolineato -. Lo proporrò per le prossime elezioni, a partire da quelle di primavera».

L’attacco del Pd regionale
«Il sistema che doveva portarci nel futuro, il fiore all'occhiello di Regione Lombardia ci porta invece a un passato lontano. È passata una notte intera e ancora non ci sono i risultati», ha attaccato il segretario regionale del Pd lombardo, Alessandro Alfieri, evidenziando che «il sito della Regione è stato chiuso quando doveva raccontare i risultati e invece c'è una slide delle ore 3 dove si stima un'affluenza al 39% dopo che Maroni aveva festeggiato il superamento del 40%». Secondo Alfieri, dunque, il governatore dovrebbe «mettere da parte l'arroganza e chiedere scusa per i disservizi, per le tante persone bloccate nei seggi a lavorare fino alle due di notte per l'incapacità di questo sistema. È evidente - ha concluso il segretario regionale del Pd - che qualcosa non ha funzionato ed è giusto chiedere scusa. Io lo trovo indecente».

Gli scrutatori bloccati nelle scuole
«Siamo bloccati all'interno delle scuole», «siamo qui a caso», è stata la protesta di diversi scrutatori in Lombardia. Dopo la fine di tutte le operazioni, infatti, hanno dovuto attendere di ricevere la conferma che la lettura delle penne usb, contenenti i dati di voto dei singoli tablet, era andata a buon fine. In caso contrario, infatti, i digital assistants avrebbero dovuto ricavarli direttamente dalle memorie interne delle voting machine.

«Non possiamo uscire e si prospetta che dovremo restare qui fino alle quattro o cinque del mattino», avevano spiegato da una scuola nel quartiere Turro a Milano, convinti che «con il vecchio sistema in mezz'ora ce la saremmo cavata». Tensione in una scuola in zona San Siro, i presidenti hanno minacciato di andarsene chiudendo i verbali con gli agenti della polizia locale che prospettavano loro una denuncia se avessero chiuso senza autorizzazione.

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