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Insulti antisemiti, la Lazio domani a Bologna con la maglia di Anna Frank

SUI CAMPI DI GIOCO SARÀ LETTO UN BRANO DEL DIARIO

Insulti antisemiti, la Lazio domani a Bologna con la maglia di Anna Frank

(Ansa)
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La Lazio indosserà domani a Bologna, durante il riscaldamento prima della partita di campionato, una maglia commemorativa di Anna Frank. È questa l’iniziativa del club bianconceleste, promossa dal presidente Claudio Lotito dopo che domenica sera, durante la partita tra la Lazio e il Cagliari, i tifosi biancocelesti hanno affisso alcuni adesivi con il volto di Anna Frank e la maglia della Roma. Sul caso si è pronunciato anche il presidente Mattarella secondo il quale «utilizzare l’immagine di Anna Frank come segno di insulto e minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il Paese».

Su tutti i campi di gioco sarà letto un brano del “Diario di Anna Frank”
La Federcalcio d’intesa con l’Ucei ha deciso che su tutti i campi di gioco sarà letto un brano del “Diario di Anna Frank” prima dell’inizio delle partite con un minuto di riflessione. La Lega di A ha disposto che i capitani delle squadre impegnati domani nel 10/o turno di campionato regalino una copia del libro, insieme a quella di “Se questo è un uomo” di Primo Levi ai bambini che tradizionalmente li accompagnano sul terreno di gioco.

Identificati dieci responsabili
La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per istigazione all’odio razziale. Dalla visione delle immagini delle telecamere e dal lavoro dei poliziotti della Digos, del commissariato Prati e della polizia scientifica sono stati identificati una decina di ultras, che hanno affisso gli adesivi antisemiti nella curva sud dello stadio Olimpico. Proseguono le indagini, di concerto con la Procura, per identificare tutti gli autori del gesto.

Gli “Irriducibili” insistono: «Scherno non è reato»
Una parte della tifosofia laziale, quella legata agli “Irriducibili”, insiste: quanto accaduto domenica è «scherno e sfottò da parte di qualche ragazzo forse, perché in questo ambito dovrebbe essere collocata questa cosa, anche in virtù del fatto che, come da sentenza di tribunale (qui la decisione dello scorso 2 febbraio 2017), non è reato apostrofare un tifoso avversario accusandolo di appartenere ad altra religione. Ma evidentemente nemmeno la Figc se ne ricorda se è vero che hanno aperto un’inchiesta», ha concluso il gruppo di tifosi laziali.

Il caso degli adesivi domani all’Osservatorio del Viminale
Gli adesivi saranno al centro della riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale in programma domani, mercoledì 25 ottobre. L’Osservatorio adotterà una serie di determinazioni e l’orientamento sarebbe quello di proporre provvedimenti esemplari nei confronti sia della Lazio sia della tifoseria biancoceleste. Sarà poi il Comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive a proporli al prefetto, l’autorità cui spetta il compito di adottare le misure.

Gentiloni: «Cose incredibili che continuano ad accadere»
Sul tema degli insulti antisemiti è intervenuto anche il capo del Governo. «Ci sono delle cose incredibili che continuano ad accadere come, ad esempio, che un gruppo di ultrà di una squadra di calcio pensi di scherzare sulla storia e la figura di Anna Frank», ha detto Paolo Gentiloni durante una visita alla sede delle Generali a Mogliano (Treviso). «È successo - ha aggiunto - qualcosa di incredibile, inaccettabile, da non minimizzare e da non sottovalutare. Non sottovalutiamo i rischi del diffondersi di tensioni nel nostro tessuto sociale».

Mattarella: atto disumano allarmante
Intanto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha parlato con il Ministro dell’Interno di quanto accaduto allo stadio Olimpico domenica scorsa.
Minniti, si legge in una nota del Quirinale, gli ha assicurato grande impegno per individuare i responsabili di un comportamento così ignobile affinché vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi. Secondo la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli l’azione dei tifosi della Lazio «è veramente un segno di degrado culturale». Intanto sui social è stato più volte condiviso un altro fotamontaggio che ritrae Anna Frank con la divisa delle altre squadre del campionato italiano.

Lotito in sinagoga ma la comunità ebraica romana non c’è
In tarda mattinata il presidente della Lazio Claudio Lotito, una delegazione del club e due giocatori, Wallace e Felipe Anderson, hanno deposto una corona di fiori nella Sinagoga, sotto la lapide commemorativa delle vittime dei deportati di Roma. «Da oggi intendiamo promuovere un giorno ogni anno in cui portare 200 ragazzi ad Auschwitz», ha detto Lotito. All’omaggio, reso dopo la diffusione di adesivi antisemiti dagli ultrà laziali, non hanno preso parte rappresentanti ufficiali della comunità ebraica di Roma. «Non era stata concordata», hanno spiegato fonti della comunità, aggiungendo: «oltre ai gesti servirebbero iniziative concrete da tutti i club».

Il presidente del Coni: singolare apertura della curva Sud ai tifosi della Lazio
Nel condannare gli insulti antisemiti degli ultrà della Lazio il presidente del Coni Giovanni Malagò non ha nascosto il disappunto per l’apertura della Sud, la storica curva dei tifosi della Roma, ai tifosi laziali. «Anche se si tratta di pochi protagonisti rispetto alla tifoseria - è stato il commento di Malagò -, ti lasciano basito: tutta la dinamica nasce dal fatto che hanno avuto l’opportunità di andare in un’altra curva quando la loro era stata squalificata. Questa - ha concluso Malagò - è una procedura a dir poco singolare».

Tavecchio (Figc): laziali in Sud? Siamo estranei
La replica del presidente della Figc Carlo Tavecchio è arrivata a stretto giro. «La Curva Nord squalificata per razzismo trasferita in Curva Sud? Non è di competenza federale la gestione degli stadi - ha sottolineato -. La federazione prende provvedimenti di natura disciplinare, l’applicazione poi dipende dalle società e dai titolari degli stadi».

Renzi: «Domani la Stella di David sulle maglie»
La proposta di far scendere in campo le squadre con il volto di Anna Frank sulle magliette è stata lanciata nelle prime ore della mattina dal segretario del Pd Matteo Renzi. «Se fossi il presidente di una squadra di calcio domani farei mettere sulle maglie la Stella di David al posto dello sponsor #annafrank», ha scritto su Twitter l’ex premier, dopo la vicenda degli insulti antisemiti. Anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha condannato quanto è avvenuto sugli spalti dello Stadio Olimpico di Roma: «Non posso non condannare fermamente ciò che accaduto a Roma dove un gruppo di hooligan ha usato l’immagine di Anna Frank per offendere tifosi di un'altra società. È un fatto grave».

Il tweet del segretario del Pd Matteo Renzi dopo l’episodio di razzismo antisemita allo Stadio Olimpico

Centro Wiesenthal: ripugnanti insulti antisemiti
Quanto accaduto domenica è stato commentato anche dal direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, Efraim Zuroff. «Sconvolgenti, miserevoli, ripugnanti», ha detto, facendo riferimento agli insulti antisemiti da parte degli ultrà laziali.

La reazione della Cei: l’unica parola è vergogna
«Vergogna. È assurdo. Siamo al paradosso». Parole durissime di condanna e di solidarietà alla Comunità ebraica di Roma sono state espresse stamane da mons.Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo. «Penso veramente che bisogna vergognarsi, che l’unica parola è: vergogna».

L’allenatore della Roma: «Mi sento anche io Anna Frank»
L’episodio di domenica sera è stato criticato anche dall’allenatore della Roma, Eusebio Di Francesco. «Da uomo dico che questa è una questione culturale - ha affermato alla vigilia della partita dei giallorossi con il Crotone -. È assurdo oggi come oggi parlare di antisemitismo, magari con qualcuno che non ha vissuto in quel periodo determinate situazioni. Posso dire a titolo personale che mi sento anche io Anna Frank». Di «un episodio riconducibile a pochissime mele marce» ha parlato l’allenatore della Lazio Simone Inzaghi. «Per questo va condannato», ha aggiunto.

La comunità ebraica di Roma: «Questo non è calcio»
«Questa non è una curva, questo non è calcio, questo non è sport. Fuori gli antisemiti dagli stadi», ha scritto ieri sul suo profilo Twitter la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, postando una foto in cui si vedono degli adesivi tra cui uno con il ritratto di Anna Frank che indossa la maglia della Roma e un altro con la scritta “Romanista ebreo”.

Il tweet della presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello

Il sindaco di Amatrice: non si getti fango su grande cuore ultrà
«Una piccola minoranza non può gettare fango sul grande cuore degli ultrà», ha invece sottolineato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, intervenuto a “6 su Radio 1”. Ad Amatrice, ha ricordato, «gli ultrà di tutta Italia hanno fatto cose straordinarie. Si tende sempre a far vedere gli scemi, a non mettere in risalto il cuore di queste persone venute qui a scavare nelle macerie: hanno portato solidarietà, stanno facendo degli impianti sportivi».

Il precedente nel derby del 1998
L’episodio di domenica non è una novità. Durante un derby del 1998 gli ultrà laziali esposero uno striscione con riferimenti ad Auschwitz e ai forni crematori. Infine, una curiosità: il settore dello stadio Dall’Ara di Bologna dove vanno le tifoserie ospiti, e dove domani sera staranno i tifosi laziali, fa parte della curva San Luca, recentemente intitolata ad Arpad Weisz, allenatore ebreo ungherese degli anni Trenta, poi deportato e morto ad Auschwitz.

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