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Più raccolta differenziata in Italia ma 433mila tonnellate di rifiuti…

RAPPORTO ISPRA

Più raccolta differenziata in Italia ma 433mila tonnellate di rifiuti vanno all’estero

In dieci anni la raccolta differenziata in Italia è raddoppiata. Secondo il “Rapporto Rifiuti urbani” redatto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), presentato oggi a Roma, si è passati dal 28,5% del 2006 al 52,5% del 2016. Nel Nord circa 9,1 milioni di tonnellate di rifiuti sono state gestite sulla base di questa modalità, contro le 3,5 milioni di tonnellate del Sud e le 3,2 del Centro. Il che, tradotto in percentuale, significa che la raccolta differenziata è al 64,2% nelle regioni settentrionali, al 48,6% per quelle del Centro e al 37,6% per le regioni del Mezzogiorno. Rimane il fatto che oltre 433 mila tonnellate di rifiuti urbani vengono mandate all’estero, soprattutto in Austria e Ungheria.

Roma batte Napoli nella differenziata
La più alta percentuale di raccolta differenziata si registra in Veneto (72,9%), seguito da Trentino Alto Adige ( 70,5%) e Lombardia ( 68,1%). Fanalino di coda la Sicilia con appena il 15,4 per cento. Il Lazio (42,4%) è superato dalla Campania (51,6%) . Le posizioni si invertono se si passa ad analizzare la situazione dei principali centri urbani: Roma è al 42% di raccolta differenziata (+3,2% rispetto al 2015), contro il 31,3% di Napoli (in crescita di oltre sette punti percentuali rispetto al 2015). In generale, nel 2016 Roma ha prodotto quasi un milione e 700mila tonnellate di rifiuti urbani contro le oltre 519mila tonnellate di Napoli. La capitale è il comune con oltre 200mila abitanti che ha prodotto più rifiuti urbani.

Raccolta differenziata
In percentuale. Fonte: ISPRA

Cresce la produzione di rifiuti al Nord
Al Nord Italia si producono 14,2 milioni di tonnellate ed è qui che c’è l’aumento maggiore con un più 3,2%; al centro 6,6 milioni di tonnellate (più 0,9%) e al sud 9,4 milioni di tonnellate (più 1,1%). La produzione di rifiuti pro capite si attesta al Nord a 510 kg per abitante per anno (16 kg in più rispetto al 2015), al Centro a 548 kg per abitante per anno (5 kg per abitante per abitante in più rispetto al precedente anno) e al Sud a 450 kg per abitante per anno (+6 kg per abitante).

Il costo medio pro-capite è di 218,31 euro
Dall’indagine, che si è concentrata sui dati dei piani finanziari comunali pervenuti e relativi al 2016 di 734 comuni e che è giunta alla diciannovesima edizione, vengono fuori altri elementi che aiutano a delineare il quadro della gestione dei rifiuti nel paese: a livello nazionale il costo medio pro-capite all’anno per i rifiuti è di 218,31 euro (più 0,6% rispetto all’anno prima); mentre il costo totale medio per kg di rifiuto è 39,03 centesimi di euro (più 1,2% rispetto al 2015).

Meno 5% dei rifiuti in discarica nel 2016
Non solo. In Italia diminuiscono i rifiuti smaltiti in discarica: meno 5% rispetto al 2015, Sul dato incide l’alta riduzione registrata nel Nord Italia. In particolare, nel 2016 hanno ricevuto rifiuti 134 discariche; 15 in meno rispetto all’anno prima. Secondo l’Ispra «non tutte le Regioni sono dotate delle necessarie infrastrutture per il trattamento dei rifiuti, in particolare di quelle deputate al riciclo» delle diverse frazioni raccolta con la differenziata. La «scarsa dotazione» di impianti comporta «un trasferimento dei rifiuti raccolti o sottoposti a trattamento meccanico biologico», cioè un export verso altre Regioni o all’estero.

Esportate oltre 433mila tonnellate di rifiuti (verso Austria e Ungheria)
Export di rifiuti che è il doppio rispetto all’import: infatti vengono esportate oltre 433 mila tonnellate di rifiuti urbani (soprattutto verso Austria e Ungheria) mentre quelli importati sono 208 mila tonnellate, la maggior parte dalla Svizzera, seguita da Francia e Germania.

RIPARTIZIONE DEL QUANTITATIVO DI RIFIUTI URBANI
Valori in % , anno 2016. (Fonte:ISPRA)

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