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La Manovra 2018 parte con un carico di 56 decreti attuativi

la legge di bilancio in parlamento

La Manovra 2018 parte con un carico di 56 decreti attuativi

Ha appena iniziato il suo iter parlamentare e già parte con un bagaglio di 56 provvedimenti attuativi da varare. Tante sono le misure, tra decreti ministeriali, interministeriali e provvedimenti di agenzie governative, che dovranno essere attuate affinché la legge di bilancio 2018 possa esplicare tutti i suoi effetti. Senza considerare che questo è solo un dato provvisorio, visto che fa riferimento al testo approvato dal Consiglio dei ministri: è molto probabile che la manovra, durante il suo iter nelle Camere, venga ulteriormente appesantita. Basti pensare che la manovra 2017 è uscita dal parlamento con 79 misure applicative.

Si parte a fine gennaio
Le prime scadenze ci saranno già a fine gennaio, a 30 giorni dall’entrata in vigore della manovra 2018. Entro il 30 il ministero del Beni colturali dovrà individuare le azioni e gli interventi in programma per l’Anno europeo del patrimonio culturale. Sempre per quella data è atteso il decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) per costituire il Comitato di indirizzo per la meteorologia e la climatologia. Più impegnativo il decreto che il ministero della giustizia dovrà varare, sentito il Csm, entro il 30 gennaio, per determinare modalità e termini di presentazione della domanda per la candidatura a magistrato ausiliario (misura adottata per smaltire il contenzioso tributario).

Efficienza energetica e i limiti degli interventi
Molto attesi saranno i decreti che dovranno rendere operative le misure a favore dell’efficienza energetica negli edifici. Il ministero dello Sviluppo economico (di concerto con Economia, Ambiente e Infrastrutture) entro fine febbraio dovrà individuare con un decreto i requisiti tecnici e i massimali di costo per ogni tipologia di intervento (tuttavia, se il decreto non verrà approvato in tempo, varranno le norme già previste con i decreti del 2007 e del 2008). Entro fine marzo, poi, ci sarà il decreto (Sviluppo economico, Ambiente, Economia, con il parere della conferenza unificata) per determinare il funzionamento del fondo di garanzia per gli interventi di efficientamento energetico.

Industria 4.0 e l’utilizzo delle risorse
Non ha invece scadenza il regolamento che il ministero dell’Economia, di concerto con lo Sviluppo economico e l’Istruzione, dovrà adottare per individuare l’organismo competente alla gestione del Fondo per il capitale immateriale, la competitività e la produttività connessi a Industria 4.0 ( 5 milioni nel 2018 e 250 dal 2019).

La nuova tecnologia 5G e il piano delle frequenze
Nell’ambito dell’uso efficiente dello spettro e della transizione alla tecnologia G5, per il 31 maggio 2018 l’Autorità per le comunicazioni dovrà adottare il piano nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio digitale terrestre. Entro il 30 giugno 2018, poi, con il decreto dello Sviluppo economico sarà stabilito il calendario nazionale con le scadenze per attuare la decisione del parlamento e del Consiglio Ue sull’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione.

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