Italia

Accoglienza migranti: +9% negli ultimi sei mesi

LA RADIOGRAFIA DEL VIMINALE

Accoglienza migranti: +9% negli ultimi sei mesi

Il Viminale pubblica la radiografia aggiornata dell’accoglienza migranti nelle regioni. L’ultima statistica risaliva al 12 aprile, la nuova mappa è del 20 ottobre. Le cifre sono cambiate: in aumento, certo. In Italia sei mesi fa il sistema ospitava 175.460 stranieri, il mese scorso erano 191.833. Ma da metà agosto c’è stato anche un lungo periodo di fermo degli sbarchi: siamo a -30% rispetto all’anno scorso. Proprio oggi c’è stata qualche partenza verso le coste siciliane. Si scommette sulla stabilizzazione – difficile e complicata – della Libia.

La mappa dell’accoglienza
L’incremento delle presenza immigrata in un semestre è stato di oltre 16mila richiedenti asilo (+9,3%). La Lombardia è passata da 23.700 stranieri a 27.273; la Campania da 15.122 a 17.243; il Lazio da 14.863 a 16.432; la Sicilia da 12.357 a 14.954. Altre regioni hanno avuto incrementi più lievi o addirittura diminuzioni: il Piemonte da 14.035 a 14.057, la Toscana da 12.975 a 12.851, il Veneto da 13.146 a 13.967. In termini di percentuali della presenza straniera sulla popolazione resta in testa la Lombardia con il 14%, seguita da Lazio e Campania (9%).

“La Lombardia, con il 14%, è la regione che accoglie di più”

 

Il crollo degli sbarchi
Di certo il ministro dell'Interno, Marco Minniti, oggi può vantare numeri mai visti prima nel contenimento dei flussi migratori. I dati del Viminale parlano di 111.397 migranti giunti nei primi 10 mesi del 2017 a fronte dei 159.427 nello stesso periodo 2016. Nel mese di ottobre sono arrivate 5.984 persone contro le 27.384 dell’ottobre 2016 (-78%) e dalla Libia, in particolare, negli ultimi 30 giorni sono arrivate 1.917 persone contro le 27.384 del 2016 (-93%).

La sfida sui centri di rimpatrio
Benché problematica sul piano politico, la scommessa di Minniti per la nascita o il ripristino dei centri per l’identificazione e il rimpatrio può accelerare i processi di restituzione alle nazioni di origine dei migranti senza titoli legali. Ma allo stesso tempo il ministro dell’Interno dà il suo sostegno pieno per l’approvazione in Parlamento dello jus soli: conferma così la sua strategia del doppio binario su immigrazione e sicurezza.

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