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Dalle privatizzazioni dell’Arabia Saudita ai mondiali del 2022 in Qatar i…

DOPO IL VIAGGIO DI GENTILONI NEI DUE PAESI

Dalle privatizzazioni dell’Arabia Saudita ai mondiali del 2022 in Qatar i dossier sul tavolo dell’Italia

Nella foto il premier Gentiloni in visita in Qatar
Nella foto il premier Gentiloni in visita in Qatar

Il governo è in campo per garantire opportunità di business alle aziende italiane in Arabia Saudita e Qatar, soprattutto nelle infrastrutture e nell’energia. Il tema ha la priorità: il ministro degli Affari esteri Angelino Alfano è tornato proprio oggi dagli Emirati Arabi Uniti. Questa settimana il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato prima a Riad e poi a Doha, ultime due tappe di una missione che ha preso avvio dall’India e che ha visto al seguito del premier amministratori delegati di importanti aziende: Leonardo, Eni, Fincantieri solo per fare alcuni nomi. Da dove partiamo? I macchinari continuano a rappresentare la prima voce dell’export italiano sia verso l’Arabia Saudita, sia verso il Qatar, con un valore che nei primi sette mesi del 2017 è aumentato rispettivamente del 29% e dell’8%.

L’Arabia: dalle privatizzazioni alla città da 500 miliardi
In Arabia Saudita il Piano “Saudi Vision 2030”, spiegano fonti diplomatiche, offre delle opportunità alle aziende nostrane. Il piano punta da una parte a una diversificazione economica rispetto a un sistema incentrato sull’oil&gas, e dall’altra a rafforzare il settore privato in parallelo con la riduzione della spesa pubblica. Il “National Transformation Program”, che si declina in oltre 500 iniziative per concretizzare i traguardi di medio-lungo periodo previsti dalla Vision, prevede ad esempio il lancio di iniziative per lo sviluppo delle energie rinnovabili (“King Salman Renewable Energy Initiative”) e il miglioramento dell’efficienza del sistema dei trasporti, anche attraverso il potenziamento della rete ferroviaria. Si tratta di settori (rinnovabili e trasporti) nei quali le imprese italiane - ricordano ancora le fonti diplomatiche interpellate - sono rinomate anche all’estero per expertise e capacità tecnologiche.

Il progetto della mega città da 500 miliardi di dollari
Senza dimenticare Neom, la mega città del valore di 500 miliardi di dollari che, stando alle indicazioni fornite nei giorni scorsi dal giovane principe saudita Mohammed Bin Salman, sarà all’insegna delle più moderne tecnologie. Dagli ospedali, alla sanità, fino alla sicurezza. Un grande polo industriale, la prima zona franca al mondo che abbraccerà tre Paesi; Arabia Saudita, Egitto e Giordania.

Il Qatar e lo sviluppo delle infrastrutture in vista dei Modiali del 2022
C’è poi il Qatar che, in vista dei mondiali di calcio del 2022, ha avviato un programma di sviluppo delle infrastrutture sostenuto da investimenti pubblici per oltre 140 miliardi di dollari. È uno dei Paesi più promettenti per le aziende italiane. Negli ultimi mesi, sono numerosi i bandi di gara e gli appalti per grandi progetti collegati agli stadi, ai trasporti e al turismo, indirizzati ad aziende internazionali. Un consorzio Salini Impregilo e Cimolai si è aggiudicato il bando per i lavori dello stadio di Al Khor, ma - osservano ancora le fonti diplomatiche - sono numerose le aziende italiane già presenti nel Paese (Leonardo Finmeccanica, Intesa Sanpaolo, Fincantieri, Rizzani de Eccher, eccetera) che possono cogliere opportunità di investimento, soprattutto in vista dei Mondiali.

Prospettive dal fondo sovrano saudita più grande al mondo
Arabia e Qatar hanno a loro volta investito in Italia. Nel primo caso è da ricordare la conclusione del contratto preliminare tra Fawaz Abdulaziz al Hokair Real Estate Co. ed EuroMilano di acquisto del centro commerciale Merlata Mall S.p.A., il più grande del Comune di Milano. A inizio 2017 è stato dichiarato che il PIF, in base a quanto delineato nella strategia saudita Vision 2030, dovrebbe diventare il più grande fondo sovrano al mondo. Almeno il 50% del suo patrimonio dovrebbe essere investito all'estero (a fronte del modesto 5% investito fuori in passato). Questa prospettiva, sottolineano ancora le fonti diplomatiche consultate, rappresenta un'opportunità da cogliere per il nostro Paese.

Da Porta Nuova all’ex San Raffaele di Olbia: gli investimenti dal Qatar
Quanto invece all’interesse degli investitori qatarini verso l’Italia, si manifesta attraverso le operazioni del Fondo Sovrano qatarino Qatar Investment Authority (QIA), di fondi pubblici e società finanziarie e si concentra nel settore immobiliare (ad es. complesso di Porta Nuova a Milano), dell’haute hôtellerie (ad es. il Four Seasons di Firenze e il St. Regis Grand Hotel di Roma) e dell’alta moda (ad es. il marchio Valentino acquisito nel 2012 da Mayhoola Investments Spc). Sempre nell’immobiliare, la Qatar Foundation Endowment ha rilevato le strutture incompiute dell’ex San Raffaele ad Olbia, ribattezzando il progetto “Mater Olbia”, cui partecipano l'Ospedale Pediatrico “Bambin Gesù” di Roma e il Policlinico Gemelli. L’investimento complessivo è stato stimato ammontare a circa 1,2 miliardi di euro, ripartiti su un piano di sviluppo decennale. In Costa Smeralda, inoltre, la controllata di QIA Qatar Holding ha investito in 4 alberghi di lusso della Smeralda Holding (Cala di Volpe, Pitrizza, Romazzino e Cervo Hotel). Infine, a fine settembre 2017 Qatar Airways ha concluso l’iter di acquisizione del 49% del vettore aereo Meridiana, secondo vettore d’Italia controllato col 51% da Alisarda.

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