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Dossier Non solo Sicilia. Con Lombardia e Lazio nel 2018 al voto sette regioni

Dossier | N. 51 articoliElezioni regionali siciliane 2017

Non solo Sicilia. Con Lombardia e Lazio nel 2018 al voto sette regioni

Le elezioni regionali siciliane saranno una svolta cruciale in vista delle prossime politiche del 2018. Ma queste ultime non saranno l’unico appuntamento elettorale di peso del prossimo anno: sono attesi infatti i rinnovi di ben 7 consigli regionali. Si parte con Lombardia, Lazio e Molise (che potrebbero essere comprese in un unico election day con le politiche, come avvenuto nel 2013), poi sarà la volta di Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, per finire nell’autunno del prossimo anno con Trentino Alto Adige e Basilicata. Nel complesso 14,5 milioni di italiani chiamati alle urne (quasi un terzo dell’intero corpo elettorale).

Zingaretti si ricandida nel Lazio
Nel Lazio, il governatore uscente del centrosinistra Nicola Zingaretti ha già annunciato la sua ricandidatura da mesi, con l’obiettivo di creare una coalizione ampia, aperta anche alla società civile. Da verificare se Zingaretti riuscirà a ricompattare al suo fianco anche tutta la sinistra fuori dal Pd (o solo una parte di essa), lui che comunque non è un renziano e che già negli ultimi 5 anni ha guidato la regione con il sostegno degli ex di Sel. Anche i 5 stelle hanno già scelto la deputata Roberta Lombardi. Mentre nel centrodestra per ora c’è solo la disponibilità del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi (appoggiato dal leader della Lega Matteo Salvini). Ma Fratelli d’Italia, che ha in regione la propria roccaforte, vorrebbe candidare un suo uomo (si parla del capogruppo alla Camera Fabio Rampelli). Si lavorerà per evitare la frattura che ha portato alla debacle delle comunali a Roma nel 2016.

Gli schieramenti post referendum in Lombardia
A sfidare il governatore leghista uscente Roberto Maroni, ci sarà Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, renziano, che si è schierato a favore del referendum sull’autonomia voluto fortemente proprio dalla Lega e da Maroni. Una corsa in salita, quella di Gori, che avverrà senza le primarie. Tutta da costruire anche la coalizione, visto che il dialogo con Mdp risente anche delle tensioni a livello nazionale. I 5 stelle, infine, hanno appena fatto partire l’iter che dovrà portare, tramite voto online, dopo il 7 novembre, a scegliere il candidato.

Molise e la «mina» Di Pietro
In Molise la situazione è ancora in divenire. Non si sa ancora se verrà riconfermata la candidatura del presidente uscente Paolo Di Laura Frattura, che nel 2013 vinse con un’ampia coalizione di centrosinistra. La frattura tra Pd e sinistra rischia di ripercuotersi anche in Molise. Da una parte c’è Frattura, vicino a Renzi, dall’altra che Antonio Di Pietro, che in Molise ha sempre un lungo seguito (nel 2013 l’Idv ha preso il 7,3%) e che ha già dato il suo appoggio a Mdp. Anche nel centrodestra i giochi sono tutti da definire: finora ha dato la sua disponibilità l’ex governatore Michele Iorio, per i fittiani di Direzione Italia. Ma Forza Italia e Fratelli d’Italia vogliono dire la loro.

Friuli Venezia Giulia test per i renziani
Cinque anni fa, il voto in Friuli Venezia Giulia ci fu due mesi e mezzo dopo il voto delle politiche, quindi è da verificare se anche in questa regione (a statuto speciale) si deciderà di optare per l’election day con le politiche oppure no. La governatrice uscente Debora Serracchiani, renziana doc, non è detto che alla fine decida di ripresentarsi. Anche nel centrodestra i contatti sono ancora in corso: qui è da decidere se il candidato governatore sarà di Fi o della Lega (si parla del deputato del Carroccio Massimiliano Fedriga).

Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Basilicata
A rinnovare le proprie amministrazioni ci saranno anche altre due regioni a statuto speciale: la Valle d’Aosta (che cinque anni fa votò il 26 maggio) e Trentino Alto Adige (nel 2013 si votò il 27 ottobre). Per questa ultima regione, in realtà, si tratta di rinnovare l’amministrazione autonoma provinciale di Trento e di quella di Bolzano, i cui consigli poi vengono a formare il consiglio regionale. Anche gli elettori della Basilicata, infine, avranno tempo per vedere i loro candidati governatori: per le elezioni se ne parlerà nell’autunno del 2018 (cinque anni fa si votò il 17 e 18 novembre).

REGIONI AL VOTO NEL 2018
Corpo elettorale aggiornato al 4 dicembre 2016 e data ultima elezione (Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore)

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