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Dossier | N. 51 articoliElezioni regionali siciliane 2017

Accelerare su infrastrutture e opere incompiute, turismo e rinnovabili: le priorità di Musumeci

Riformare il settore energetico con il varo del Piano regionale, una task force per accelerare il completamento delle opere incompiute, rivedere la struttura burocratica regionale per rendere la macchina più efficiente, creare un circuito che coinvolga i soggetti privati e gli enti pubblici per fare del turismo un settore trainante, aiutare gli agricoltori siciliani aprendo un tavolo di confronto serio e serrato e valorizzare l'agroalimentare di qualità. Sono solo alcune delle priorità di Nello Musumeci, raccolte dal Sole 24Ore nel corso della campagna elettorale. Interventi a tutto campo perché toccano settori chiave dell'economia siciliana.

Parlare di energia, per esempio, significa affrontare anche il destino dei grandi poli industriali della regione.

La riforma del settore – dice Musumeci - passerà inevitabilmente dalla riformulazione del Piano energetico ambientale della Regione siciliana (Pears). Il nuovo Pears dovrà prevedere azioni per la promozione del risparmio energetico e dell'efficienza energetica, attraverso lo sviluppo di energie nuove sulla base di tecnologie rinnovabili. Serve poi la promozione di una rinnovata politica industriale che porti alla completa conversione degli impianti di raffinazione siciliana in impianti green. In cinque anni potremo porre le basi per una vera rivoluzione energetica.

Altro tema importante è quello delle infrastrutture e delle gare d'appalto che, secondo dati dei costruttori, sono crollate negli ultimi anni.

Troppe opere pubbliche incomplete sono sparse in Sicilia, anche da decenni . Istituiremo una task force sulle incompiute e avvieremo le procedure per mandare a bando tutte le opere già finanziate, producendo una economia diretta e indiretta per un valore superiore a cinque miliardi di euro in cinque anni. Inoltre, vogliamo completare la parte sud del Corridoio scandinavo mediterraneo, Ponte sullo Stretto incluso, trasformare in gateway i porti siciliani strategici, rimodulare i Def per rendere la Sicilia parte integrante del sistema di trasporto del Paese, potenziare il sistema aeroportuale siciliano, mettere in efficienza i trasporti interni su gomma e ferro anche attraverso una unica holding trasportistica regionale.

La macchina pubblica, in particolare quella regionale, troppo spesso appare inceppata, lenta, incapace di dare risposte al mondo produttivo.

Con quasi 20mila dipendenti per tanto tempo la Regione è stata la più grande industria dell'Isola dando occupazione senza lavoro. Spesso è stato un pessimo ammortizzatore sociale: la ricchezza non è il denaro pubblico, ma l'impresa. Serve rivedere l'impalcatura burocratica a partire da una seria motivazione del personale regionale. Bisogna rendere la macchina efficiente facendo emerge le tante professionalità ancora sommerse premiando il merito e neutralizzando gli imboscati .
Altro tema molto sentito dal mondo produttivo è quello del credito.

La ricchezza si crea soltanto con le imprese. Le aziende vanno sostenute anche migliorando l'accesso al credito. Vorrei che arrivassero in Sicilia investitori da ogni parte del Mondo, dobbiamo diventare polo di attrazione dei capitali stranieri. Nella riforma radicale da attuarsi nell' ambito delle società partecipate pubbliche, particolare attenzione sarà dedicata al sistema creditizio pubblico prevedendo forme agevolate, e veloci, di accesso. Un altro importante intervento per sostenere le imprese sarà l'abbattimento della pressione fiscale e la riduzione del costo del lavoro introducendo specifiche misure, quali, ad esempio, il cuneo fiscale differenziato, l'azzeramento dell’Irap sul personale assunto, il minor costo dei carburanti per autotrasporto .

L'estate 2017 passerà alla storia come la stagione del boom del turismo siciliano che però stenta a farsi sistema, a consolidarsi.

Esistono le condizioni per fare del turismo un settore trainante dell'economia assieme all'agricoltura di qualità, ma abbiamo bisogno di destagionalizzare attraverso una programmazione ampia, in grado di creare un circuito che coinvolga i soggetti privati e gli enti pubblici. La Regione, ad esempio, che conta circa 20mila dipendenti, potrà reimpiegarne una parte per aprire e rendere fruibili quei siti che oggi i visitatori trovano chiusi. E poi bisogna potenziare la ricettività, valorizzare l'immenso patrimonio artistico ed ambientale, migliorando l'offerta e promuovendo la nostra immagine all'estero non solo in occasione delle Bit. L'abbiamo ripetuto più volte: siamo il più grande museo a cielo aperto al mondo, ma abbiamo solo sei milioni di turisti l'anno, gli stessi di Malta, molto più piccola e con un patrimonio culturale decisamente più ridotto.

L'agroalimentare di qualità è uno dei settori in crescita ma ancora la nostra agricoltura in molti casi stenta e resta un settore molto fragile.

Abbiamo il dovere di promuovere il made in Sicily, di consumare quel che viene prodotto da noi e di imporre di sapere quel che mettiamo sulle nostre tavole perché non possiamo continuare ad essere il tubo digerente delle imprese del Nord e del resto d'Europa. La Regione Siciliana ha il dovere di aiutare gli agricoltori siciliani aprendo un tavolo di confronto serio e serrato, determinato e concreto, anche con la grande distribuzione organizzata (GDO). Ecco perché occorre sostenere la produzione, promuoverla nelle grandi vetrine in cui si incontrano domanda e offerta, e mettere gli imprenditori nelle condizioni di lavorare in un contesto di serenità, e non come spesso accade anche per colpa di certa burocrazia, in un clima di ostilità.

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