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Chi è Luca Sammartino, nuovo «vasa vasa» re del consenso in…

le ELEZIONI regionali

Chi è Luca Sammartino, nuovo «vasa vasa» re del consenso in Sicilia

Luca  Sammartino (Ansa)
Luca Sammartino (Ansa)

Non c’è stato neanche il tempo di festeggiare il successo in una tornata elettorale davvero scalognata per il Partito democratico che subito è partita la polemica. Finito lo spoglio delle schede alle elezioni regionali in Sicilia si è scoperto, senza troppa sorpresa per chi ha seguito da vicino la campagna elettorale, che il campione delle preferenze è un esponente del Pd: si tratta di Luca Sammartino, 32 anni e 32mila voti raccolti nella sua provincia, Catania. Un risultato straordinario, il migliore di sempre nella storia di un’assemblea cominciata settanta anni fa. Un bottino così consistente che il secondo classificato in questa speciale graduatoria - Stefano Zito, Movimento 5 Stelle - è staccato di oltre 14mila preferenze ( scelto da 18.008 siracusani).

Una prestazione che ha finito per oscurare un altro caso vistoso che si ritrova al terzo posto. Quello occupato da Luigi Genovese, figlio del deputato di Forza Italia Francantonio Genovese, l’ex segretario regionale del Pd ed ex sindaco di Messina condannato a 11 anni in primo grado nel processo detto dei “Corsi d’oro” su una presunta truffa sulla formazione professionale. A lui vanno comunque 17.359 preferenze, evidente eredità politica avuta in dote dal più famoso genitore considerando che il neodeputato regionale ha appena 21 anni. A rovinare ma solo parzialmente la festa del giovane catanese dem grande “traghettatore di voti” i veleni di un video che getta l’ombra di possibili brogli: accuse rigettate da Sammartino e di cui si occuperà la magistratura.

I “CAMPIONI” DELLE PREFERENZE
Risultati del per l'assemblea regionale siciliana. (Regione Sicilia)

Odontoiatra (professione che continua a esercitare), eletto all’Ars nel 2012 con l’Udc spinto da 12.576 preferenze, transitato in Articolo 4 - movimento creato da un altro centrista (ed ex Mpa), Lino Leanza - e infine approdato al Pd grazie al legame con l’iper-renziano isolano Davide Faraone, Sammartino è riuscito a fare meglio dei pronostici della vigilia che pure lo accreditavano di un notevole bagaglio di voti (tra 15mila e 30mila). Il successo è ovviamente frutto di un lavoro sul territorio e, come ha spiegato lui stesso, del «tentativo di avvicinare la gente alla politica»: Sammartino ha la stessa abitudine che ha reso celebre Totò Cuffaro, il bacio ai propri elettori (per questo l’ex governatore siciliano fu ribattezzato «vasa vasa», “bacia bacia”). Ma gli oltre 32mila voti di preferenza sono in vistosa controtendenza rispetto al pallido risultato del candidato del Pd alla presidenza regionale, il rettore di Palermo Micari. Un’aporia solo apparente che si spiega con la magia del voto disgiunto: moltissimi elettori hanno scelto il giovane dem ma, data per persa in partenza la corsa di Micari, sono stati indirizzati verso il candidato favorito seppur avversario, Nello Musumeci. Una strategia dal doppio obiettivo: sbarrare la strada all’uomo “a cinque stelle” Cancelleri e allo stesso tempo creare le condizioni per trattare con il futuro governatore. E infatti ieri Sammartino - che pure si prepara all’opposizione in assemblea - ha fatto sapere che, sui grandi temi, con il nuovo presidente regionale (catanese come lui) si «potranno trovare punti d’incontro nell’interesse dei siciliani».

Già alla vigilia del voto di domenica il nome di Sammartino era stato tirato in ballo da Claudio Fava. Il candidato presidente della sinistra che si era detto «preoccupato» perché, aveva spiegato, «Gaetano Leone, presidente della municipalità Librino San Leone, e fratello di Lorenzo Leone punto di riferimento del clan Santapaola, sta facendo una campagna a sostegno di Sammartino. Credo che tutto questo meriterebbe più di un approfondimento». Una diretta accusa di essere riferimento di Cosa nostra che provocò la pronta e indignata replica di Sammartino: «Non gli permetto di spargere fango sulla mia onestà, evidentemente non ha argomenti veri da usare per la sua campagna elettorale».

“A chi esagera dico che sono stanco della macchina del fango, mi rivolgerò alle autorità competenti per tutelare la mia immagine”

Luca Sammartino 

Ieri, quasi in contemporanea con la diffusione sui dati delle preferenze di cui Sammartino è leader indiscusso, sulla pagina Facebook del meetup di M5S di Misterbianco è comparso un video. Si vede un uomo che entra in una casa di cura a Gravina di Catania e chiede se la madre, interdetta e con gravi problemi di disabilità, abbia votato nel seggio speciale lì adibito. E, secondo quanto si vede nel video sul registro della casa di cura risulterebbe che la donna abbia votato. «E chi l’ha fatta votare? Solo mio fratello poteva dare l’autorizzazione, lei è interdetta», protesta il presunto figlio nel video. E attacca: «Come lei hanno fatto votare tutte le altre persone, hanno votato a Sammartino». L’autore ha poi consegnato il video alla Procura di Catania che ha avviato, come atto dovuto, un’inchiesta al momento senza indagati e senza ipotesi di reato.

Sammartino ha replicato con durezza. «A chi esagera - ha avvertito - dico che sono stanco della macchina del fango, mi rivolgerò alle autorità competenti per tutelare la mia immagine». Poi però si è goduto la festa che gli hanno riservato i suoi sostenitori. Il sogno, per niente segreto, è diventare sindaco di Catania: con 44.537 voti Enzo Bianco conquistò la città nel 2013. Le 32mila preferenze del novello “vasa vasa” sono un’ottima base di partenza.

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