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Calenda: la crisi non è alle spalle, se mance elettorali Paese a…

«PRONTO EMENDAMENTO GOLDEN POWER»

Calenda: la crisi non è alle spalle, se mance elettorali Paese a rischio

  • – di Redazione online

«La crisi non è alle spalle - ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, intervenuto alla presentazione del rapporto sugli scenari industriali del Centro studi Confindustria -. E lo dico con grande chiarezza, nonostante sia hobby dei politici rappresentare le cose in questo modo, non solo perchè lo dicono i numeri, ma perchè la nostra realtà imprenditoriale è andata verso un processo brutale, le imprese sono diventate risorsa scarsa, merce scarsa che va coltivata con grande attenzione, non facciamoci prendere dalla retorica del “va tutto bene” e “abbiamo voltato l'angolo”». A margine dell’incontro Calenda ha spiegato che l’emendamento al Dl fisco relativo al golden power «è ultimato e sarà presentato venerdì. È costruito nel senso che se c’è collaborazione, se c’è un accordo, si può ridurre la sanzione che oggi è fissata all’1% del combinato del fatturato, quindi molto molto elevato».

«Se mance elettorali paese a rischio»
Calenda ha ricordato che «se nella prossima campagna elettorale i programmi economici si fonderanno su distribuzioni a pioggia, il Paese sarà a rischio, perché noi abbiamo oggi appena imboccato un recupero: abbiamo sfide epocali davanti, prima fra tutte l’innovazione tecnologica».

No a spezzatino su Alitalia? I sindacato hanno bocciato il piano
Il ministro ha parlato anche di Alitalia. «Ora tutti dicono che non vogliono lo “spezzatino” - ha affermato -. Ma i sindacati hanno bocciato un accordo che non prevedeva lo “spezzatino”. Se non siamo fermi sulla cultura della responsabilità pretesa da tutti i livelli istituzionali e sindacali e non ci confrontiamo con la realtà e se non facciamo con le parti sociali un grande lavoro su questo, quello che è stato fatto in questi anni, rischiamo di perderlo nei prossimi mesi».

Sull’Ilva: non chiesto ingresso a Cdp, decide da sola
Infine, un passaggio sull’Ilva. «Non abbiamo chiesto a Cdp di entrare nella cordata che rileverà l’azienda, Cdp prende le sue decisioni indipendentemente. Adesso - ha detto Calenda - stiamo valutando come sarà composta la cordata definitivamente dopo eventuali prescrizioni dell’Antitrust europeo». Il ministro ha poi aggiunto: «Ma in quale altro paese del mondo un investitore che vuole investire 5,3 miliardi sull’acciaio viene accolto in questo modo? E se questo succede non è anche perchè in Italia permane una grandissima cultura anti-industriale su cui va aperto un confronto molto serio?», si è chiesto Calenda. «E permane - ha poi aggiunto - un populismo istituzionale e sindacale per cui non si accetta di parlare della concretezza delle cose, ma ci si rinchiude in proclami e ricorsi?». «Abbiamo fatto una gara ed è stata vinta da un investitore - ha ricordato il ministro -, saranno investiti in totale 5,3 miliardi , anche per il piano ambientale. Ora il sindaco di Taranto e il governatore della Puglia fanno ricorso sul piano ambientale e la Fiom durante una trattativa sindacale occupa da tre giorni lo stabilimento di Genova».

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