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Pensioni, Poletti: ieri passo in avanti. Camusso: si cambi o…

confronto governo-sindacati

Pensioni, Poletti: ieri passo in avanti. Camusso: si cambi o mobilitazione

Parla di «un passo avanti» fatto ieri. «Bisogna prendere le cose giorno per giorno con la convinzione che si possono trovare le soluzioni», annota il ministro del Lavoro Giuliano Poletti al termine del convegno sull'inclusione sociale a proposito della trattativa sull'età pensionabile. «Noi stiamo facendo gli approfondimenti sulla base della discussione di ieri domani faremo un aggiornamento in un nuovo incontro e lunedì con il presidente del Consiglio faremo la sintesi». Allo stato il perimetro del tavolo rimane quello fissato con le disponibilità indicate da premier e ministro dell'Economia.

Camusso: cambino le proposte o mobilitazione
Ma le direttrici emerse al tavolo tra governo e sindacati sull'adeguamento alla speranza di vita dell'età di pensionamento «non vanno bene» per Susanna Camusso. Perché «è certo che se non ci saranno risposte alle richieste del sindacato decideremo quale forma di mobilitazione mettere in atto». Nel senso che «se un meccanismo non va bene ed è ingiusto bisogna cambiarlo, non si può semplicemente agire per deroghe». La prima risposta che continua a mancare sta «nel meccanismo ma mancano le risposte anche sulle pensioni dei giovani e sulle donne». L'ipotesi di esclusione dall'adeguamento dell'età di pensionamento di alcune categorie di lavori gravosi ipotizzato da Palazzo Chigi secondo Camusso è «copiato da quello dell’Ape sociale: non è quello che abbiamo proposto, è un modo per distrarre l'attenzione promettendo una cosa che abbiamo già verificato con l'Ape, non funziona. Continuiamo ad essere ben lontani dal dare le risposte che chiediamo».

Pensioni: parte in salita tavolo tecnico su quota 67

Dal governo stop quota 67 per 15 lavori gravosi
Stop dell'aumento a 67 anni dell'età di pensione dal 2019 per 15 categorie di lavori gravosi: le 11 già fissate dall'Ape social (tra cui maestre, infermieri turnisti, macchinisti e edili) e altre 4 (agricoli, siderurgici, marittimi e pescatori). Questo è quanto l’esecutivo ha messo sul tavolo tecnico ieri con i sindacati a Palazzo Chigi, per dare una prima risposta alla questione dell'adeguamento automatico dell'età di uscita all'aspettativa di vita. Si tratta di una platea di 15-20 mila persone, pari a circa il 10% dei pensionamenti stimati per il 2019. Malgrado la netta contrarietà dei sindacati il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha sbarrato la strada a tentativi di modifiche radicali («non si possono toccare i pilastri» dal momento che questo «sarebbe un rischio per l'intero sistema Paese»: bene identificare i lavori gravosi da esentare ma «il meccanismo di adeguamento dell'età può essere migliorato in modo marginale»). La Uil intanto vede di buon occhio la creazione di una commissione tra governo e parti sociali per verificare quali siano effettivamente i lavori gravosi. L'adeguamento dell'età
pensionabile alla speranza di vita scatta nel 2019 ,quindi «ci sarebbe il tempo per fare una valutazione tecnico-scientifica su quali sono i lavori che in ogni settore hanno una speranza di vita più bassa», spiega il segretario generale Carmelo Barbagallo.

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