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Banda larga casa per casa, ecco la mappa aggiornata del ministero

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Banda larga casa per casa, ecco la mappa aggiornata del ministero

(Agf)
(Agf)

La banda ultra larga arriva nel 2017 al 42,6% delle unità immobiliari italiane. Nel 2018 questa percentuale salirà al 62,5% per poi passare al 79,1% nel 2019. Nel 2020, come previsto dagli obiettivi del piano Bul (Banda ultra larga) del governo, sarà coperto il 100% delle case con una velocità di connessione di almeno 30 megabit al secondo. Sempre nel 2020 la copertura a 100 megabit al secondo, invece, a bocce ferme, è prevista al 53,5%, lontana dunque dall'obiettivo del governo dell'85 per cento. A scattare la fotografia aggiornata è il sito del Mise http://bandaultralarga.italia.it che si basa sui dati delle ultime consultazioni tra le società di telecomunicazioni. Si arriva a un livello di dettaglio tale per cui ogni utente può trovare sul sito la copertura precisa del proprio numero civico. Tra le Regioni svetta su tutte la Puglia, con 70 abitazioni su 100, fanalino di coda è invece la Valle d'Aosta con solo il 10 per cento.

La connessione a 100 megabit sale dal 4,6% al 53,5%
I dati aggiornati forniscono un quadro delle diverse velocità di connessione. Al 2017, delle 42 unità immobiliari su 100 coperte con banda ultra larga, il 38,1% usufruisce della velocità minima di 30 megabit al secondo, il restante 4,6% di 100 megabit al secondo. Nel 2018 il 47,9% sarà coperto con velocità pari a 30 megabit, il 14,6% con 100 megabit. Nel 2019 il 44,4% si connetterà a una velocità pari a 30 megabit, il 34,7% a una velocità di 100 megabit al secondo. Nel 2020 il 46,5% usufruirà dei 30 megabit il 53,5%, godrà dei 100 megabit al secondo. Sul mancato raggiungimento degli obiettivi europei per i 100 megabit, pesa probabilmente il nodo delle aree grigie, le aree cioè che non possono essere definite a fallimento di mercato per la presenza di almeno una società che in genere opera attraverso il rame, e non la fibra. Su queste aree, dove è concentrata la maggior parte delle imprese, è più difficile immaginare l'intervento dello Stato. Si potrebbero profilare interventi di sostegno alla domanda o, come dichiarato a inizio ottobre dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, considerare parte degli interventi nell'iperammortamento.

Lo spaccato regione per regione
Anche l'ultimo aggiornamento pubblicato dal Mise conferma che il primato spetta alla Calabria, Regione dove la copertura è pari al 70 per cento. Supera il 50% delle unità immobiliari la copertura in Puglia (68%)e in Basilicata (54%), mentre si avvicina alla metà in Lombardia e Sicilia (entrambe al 49%). Nel Lazio si raggiunge il 35,7% della copertura, grossomodo la stessa percentuale di Roma dove la banda ultra larga arriva al 37% delle unità immobiliari. In coda è la Valle d'Aosta con il 10 per cento.

Gli obiettivi sfidanti del piano Bul del Governo
Secondo gli obiettivi della strategia italiana per la Banda ultra larga, nel 2020 almeno l'85% della popolazione italiana dovrebbe usufruire della copertura a 100 megabit al secondo, mentre il 100% dovrebbe avere quella a 30 megabit. Per sedi ed edifici pubblici, scuole ed ospedali in primis, la copertura dovrebbe essere garantita ad almeno 100 megabit al secondo. Per raggiungere questi target, sono previsti cinque miliardi di euro di fondi pubblici nazionali. In particolare 3,5 miliardi sono provenienti dal Fondo sviluppo e coesione di cui 2,2 miliardi già assegnati dal Cipe nel 2015 per l'intervento nelle aree bianche, cioè nelle aree dove non c'è mercato. Altri 1,8 miliardi di euro sono legati a programmi operativi (regionali e nazionali) 2014-2020. I primi due bandi Infratel per le aree bianche a fallimento di mercato sono stati aggiudicati da Open Fiber, la società per la fibra partecipata da Cdp ed Enel. Quanto al terzo bando, che riguarda le aree bianche di Calabria, Puglia e Sardegna, la consultazione pubblica con gli operatori si chiuderà a breve, il 20 novembre prossimo.

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