Norme & Tributi

Il verbale va sempre notificato anche al socio

Ctr sardegna

Il verbale va sempre notificato anche al socio

Le risultanze della verifica fiscale nei confronti di una società di persone, per poter essere usate per la formazione degli accertamenti nei confronti dei soci, devono essere portate a loro conoscenza con la preventiva notifica del Pvc perché lo Statuto del contribuente - anche se non ha rango superiore alla legge ordinaria - esprime principi immanenti dell’ordinamento. La mancata osservanza del termine dilatorio di 60 giorni previsto per le memorie difensive comporta poi l’invalidità del procedimento. Infine, non può esserci alcuna sanatoria se il Pvc viene allegato al solo accertamento del socio. Così la Ctr Sardegna 232/8/2017 (presidente Manca, relatore Fenu).

La notifica al socio

Al socio di una Sas, a chiusura della verifica fiscale effettuata nei confronti della società, viene notificato un accertamento per il 2002. Il contribuente si oppone davanti alla Ctp, eccependo, intanto, l’allegazione del Pvc al solo atto impositivo societario e non anche agli accertamenti dei soci. Sarebbe stato così violato il diritto di difesa in quanto il contribuente ha facoltà di proporre osservazioni preventive all’emissione dell’atto impositivo. Nel merito, poi, per la mancata motivazione della percentuale di ricarico del 25% usata per rideterminare i ricavi.

Il Fisco resiste rilevando che l’accertamento della società è stato notificato al contribuente il quale, dopo averlo ricevuto in qualità di legale rappresentante, aveva ampia facoltà di replica prima che gli fosse notificato l’accertamento personale. Nel merito, poi, la pretesa sarebbe fondata in quanto basata sulla percentuale di ricarico emersa dall’attività di verifica.

La copertura dello Statuto

La Ctp rigetta la prima censura e accoglie parzialmente la seconda rideterminando la percentuale al 10 per cento. Non così la Ctr, secondo cui va annullato l’accertamento relativo a una verifica fiscale operata nei confronti di una società di persone se il Pvc su cui si fonda viene solo allegato agli accertamenti notificati ai soci. Ciò perché viene loro impedita la partecipazione all’istruttoria e la formulazione delle osservazioni preventive consentite dalla legge.

Anche se lo Statuto del contribuente non ha, nella gerarchia delle fonti, rango superiore alla legge ordinaria, deve essergli sempre attribuito il ruolo di espressione di principi immanenti dell’ordinamento tributario e il contribuente deve essere in grado di far valere le proprie osservazioni nei procedimenti in cui il Fisco intende adottare nei suoi confronti un atto di natura lesiva.

Infatti l’amministrazione che non osserva il termine dilatorio previsto dallo Statuto del contribuente incorre nella nullità dell’atto per invalidità del procedimento, che se pure non prevista come sanzione, consegue dalla derivazione dai principi costituzionali, in quanto viene a crearsi una divergenza grave dal modello normativo posto a garanzia del contribuente. Essa non può neppure porre rimedio a tale carenza procedimentale con la notifica del Pvc insieme all’atto impositivo in quanto la fase del contraddittorio con il contribuente deve sempre precedere l’emissione dell’accertamento.

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