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La Bce apre alle modifiche sugli Npl

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La Bce apre alle modifiche sugli Npl

  • –Beda Romano

BRUXELLES

La presidente del consiglio di vigilanza bancaria della Banca centrale europea ha difeso ieri la sua strategia nel ridurre i crediti in sofferenza nel sistema bancario. Pur confermando in una audizione dinanzi al Parlamento europeo gli obiettivi e le competenze della Bce in questo ambito, Danièle Nouy ha aperto la porta a possibili cambiamenti alle nuove regole, in particolare per quanto riguarda la tempistica della loro entrata in vigore. Il gesto è stato apprezzato dall’assemblea parlamentare.

Ai primi di ottobre, la Bce ha presentato nuove norme di vigilanza bancaria che hanno suscitato non poche critiche. Queste prevedono che dal 2018 i crediti non garantiti diventati sofferenze debbano essere coperti da accantonamenti nel giro di due anni. Quanto ai crediti garantiti anch’essi diventati sofferenze, questi devono essere coperti da accantonamenti nel giro di sette anni. La regola varrebbe per tutti i crediti di cattiva qualità dal 2018 in poi, indipendentemente dalla data di inizio del credito.

Nella sua presentazione di ieri qui a Bruxelles, la signora Nouy ha ricordato che le nuove norme non prevedono «alcuna applicazione automatica», ma solo un’applicazione banca per banca. Ha sottolineato che le nuove regole riguarderebbero «solo le nuove sofferenze, non i nuovi crediti». Ha sostenuto che le scelte dell’istituto monetario in questo ambito sono in linea con i principi approvati dai Ventotto in giugno e con il compito della stessa Bce in questo ambito.

Tuttavia, si è detta aperta a possibili compromessi, almeno sui tempi. «Abbiamo pubblicato per consultazione a livello europeo una bozza di nuove regole – ha spiegato –. Tutto può essere modificato, se consideriamo che le norme non siano adeguate (…) La bozza può essere migliorata, e lo sarà. Uno degli elementi modificabile è certamente quello della data di entrata in vigore (…) Forse la data del 1 gennaio 2018 non è quella giusta, e potrei proporre una nuova data di entrata in vigore», più lontana.

L’apertura della signora Nouy non è banale. In buona sostanza, le banche potrebbero approfittare della finestra temporale per considerare fin da ora sofferenze creditizie i crediti che ritengono dubbi in modo da ridurre l’ammontare delle sofferenze per le quali sarà necessario creare accantonamenti. Infatti, l’esigenza di nuovi cuscinetti prudenziali è prevista solo per le nuove sofferenze, non per le vecchie. Si calcola che i crediti di cattiva qualità ammontino oggi in Europa a oltre 700 miliardi di euro.

Le nuove regole della Bce hanno provocato vive critiche, soprattutto in Italia dove l’establishment è preoccupato dai costi che la nuova strategia potrebbe creare per le banche. L’iniziativa della Bce «è un messaggio antitetico rispetto a quello di un’Unione forte economicamente, che faccia delle banche e delle imprese una grande fonte di competitività», ha detto a Roma il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. L'Europa «non può agire in una logica burocratica, ma deve agire in una logica politica».

Due giorni fa i servizi legali del Parlamento europeo hanno finalizzato un parere giuridico secondo il quale l'istituto monetario è andato oltre il suo mandato (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Nell’audizione di ieri, critiche alla signora Nouy sono giunte in particolare dagli eurodeputati italiani Marco Valli (del M5S) che si è interrogato sull’accanimento della Bce nel voler ridurre le sofferenze creditizie, e Fulvio Martusciello (Forza Italia) che ha chiesto ragguagli tecnici sulle nuove norme.

Ciò detto il presidente della Commissione affari monetari della stessa assemblea parlamentare Roberto Gualtieri (Pd) si è detto soddisfatto. «Credo si possa parlare di un primo importante successo per il Parlamento europeo, anche se naturalmente ora saremo vigili sui passaggi successivi e proseguiremo il dialogo con la vigilanza bancaria europea», ha spiegato l'uomo politico in una dichiarazione all’Ansa, riferendosi alla disponibilità al compromesso della signora Nouy.

La partita è tanto politica quanto istituzionale. Difficile ancora dire quanti paesi siano pronti a seguire l’Italia in questa battaglia contro il potere monetario. Le nuove regole di vigilanza bancaria della Bce rimarranno in consultazione a livello europeo fino all’8 dicembre prossimo. Nella sua presentazione davanti al Parlamento europeo, la signora Nouy ha assicurato che l'istituto monetario «valuterà molto attentamente tutti i commenti che riceverà in questa occasione».

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