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In Brasile riscossa Ferrari: primo Vettel, terzo Raikkonen. Gran…

GRAN PREMIO DI FORMULA 1

In Brasile riscossa Ferrari: primo Vettel, terzo Raikkonen. Gran rimonta di Hamilton

Davvero una gran bella prova quella delle monoposto italiane nella pista carioca. Vettel e Raikonnen sui gradini dispari del podio, in mezzo Bottas e il campione in carica fuori dai riflettori. Una piccola ma significativa riscossa per Maranello, in un week-end dove Hamilton per un brutto botto nelle Q1 è stato costretto a partire dal fondo della griglia e Bottas, invece, ha strappato la pole position a Vettel negli ultimi secondi delle qualifiche. Ma una domenica di sole a San Paolo ha portato bene finalmente alle rosse, che grazie a una partenza scattante del quattro volte campione tedesco possono celebrare una competizione praticamente senza sbavature, cosa che non possono dire i rivali di tutto il 2017: Hamilton ha pagato sia un grosso errore in qualifica sia un errore di valutazione strategico in gara, senza il quale forse avrebbe potuto salire sul podio. Peggio ancora Bottas che, pur perdendo “solo” una posizione rispetto alla griglia, non ha sicuramente tirato fuori tutto il potenziale dalla Mercedes, al contrario del suo compagno che, comunque, si è distinto per un'ennesima rimonta storica dal fondo e, via via, grazie a tempi quasi da qualifica, quasi sino a prendere il terzo posto di Raikkonen.

Hamilton e i nuovi pezzi - Sul fronte tecnico c'è da dire che l'incidente di ieri è stato forse un po' troppo forte per essere sospettato quale “intenzionale” come ai tempi di Villeneuve padre (di ieri il ricordo di Prost che, invitando Gilles a un giro sul suo yacht in un pomeriggio in Costa Azzurra dove era prevista una sessione di prove infrasettimanale, aveva attirato l'attenzione del funambolico collega così tanto da costringerlo a distruggere un cambio di proposito per terminare in anticipo la giornata), ma la necessità di dover cambiare dei pezzi fondamentali ha creato l'occasione per fargli montare il motore di specifica quattro per quest'anno, una new entry dotata in particolare di una nuova MGU-H e un nuovo turbocompressore, molto probabilmente vicini a quelli previsti per il 2018.

Ricciardo vittima incolpevole - Tolte le soddisfazioni in casa Ferrari, mosse da un parallelo mal di pancia per una sensazione sempre presente e, con risultati come questi, anche più forte, che suggerisce a tutti che quest'anno “si poteva fare di più”, la gara degli “altri” ha tanti spunti interessanti da essere raccontati. Una partenza abbastanza regolare nelle prime file (con Vettel capace di sgattaiolare primo già alla prima curva) ha infatti visto suonarsele di santa ragione sopratutto nelle posizioni di rincalzo. In particolare, i più monelli sono stati i conduttori Haas, così scatenati da coinvolgere un Ricciardo incolpevole prima e un Ocon dopo. Ma a soffrirne in particolare è il momento particolarmente delicato dell'australiano: capace di vincere un GP in Red Bull contro i due di Verstappen nel 2017, è notoriamente a rischio per il futuro nonostante da sempre abbia meritato di guidare un'auto competitiva. Comunque è finito sesto, sempre dietro al suo compagno ma, visto il crash, è lecito aspettarsi che avrebbe anche potuto terminare il gran premio davanti al giovane olandese.

L'addio di Massa - Il numero due degli “altri” da citare è non a caso il settimo sotto la bandiera a scacchi, Felipe Massa: intanto perché è stato battuto un suo primato, visto che era stato lui l'ultimo ferrarista capace, nel lontano 2008, di mettere le mani sul Gran Premio del Brasile. E oggi era lì alla fine a piangere sul podio per dare il suo secondo (e stavolta pare ultimo) addio al suo pubblico: l'annuncio l'aveva già dato in estate e ora il passo fuori dalla Formula 1 sembra davvero definitivo. Un saluto caloroso e sentito, fatto con il suo solito e indimenticabile stile gentile e amichevole, che ha regalato tanta simpatia e familiarità fino all'ultimissima occasione quando, a traguardo tagliato, si è sentito nel canale internazionale un team radio con la voce dell'onnipresente figlio che lo salutava e si complimentava per la partenza. Alla Formula 1 mancheranno momenti e personaggi con questo tipo di umanità, perché la famiglia di Felipe era diventata, da tempo, un po' la famiglia più vicina e “modesta” fra i piloti, senza mai una sola occasione di critica, di arroganza, di inopportunità.

Per poco non gli rovinava la festa l'ottavo, Alonso, che, dopo tanti “rosponi” ingioiati e digeriti in questi ultimi anni di sofferenza per via delle unità propulsive Honda non all'altezza del sopraffino telaio McLaren, a patto di finire la gara, tira ormai sempre fuori il meglio dalla macchina e anche oggi conclude a pieni giri e a punti. Peccato infine per Lance Stroll che al terzultimo giro è costretto a un pit stop supplementare per sostituire una gomma distrutta, forse per l'azzardo di averci percorso ben 38 tornate.

La classifica del gp del Brasile
1. Sebastian Vettel (Ger/Ferrari) 1h31'26''262
2. Valtteri Bottas (Fin/Mercedes) a 2''762
3. Kimi Raikkonen (Fin/Ferrari) a 4''600
4. Lewis Hamilton (Gbr/Mercedes) a 5''468
5. Max Verstappen (Ola/Red Bull) a 32''940
6. Daniel Ricciardo (Aus/Red Bull) a 48''691
7. Felipe Massa (Bra/Williams) a 1'08''882
8. Fernando Alonso (Spa/McLaren) a 1'09''363
9. Sebastian Perez (Mex/Force India) a 1'9''500
10. Nikolas Hulkenberg (Ger/Renault) a un giro
- Classifica Mondiale piloti:
1. Lewis Hamilton (Gbr) 345
2. Sebastian Vettel (Ger) 302
3. Valtteri Bottas (Fin) 280
4. Daniel Ricciardo (Aus) 200
5. Kimi Raikkonen (Fin) 193
6. Max Verstappen (Ola) 158.(ANSA).

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