Italia

Boccia: «La legge di bilancio non sia un assalto alla diligenza»

il presidente di confindustria al forum elle active

Boccia: «La legge di bilancio non sia un assalto alla diligenza»

«I dati da un punto di vista economico sono positivi, è l’inizio di una fase importante, ma l’economia è ancora fragile». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia al suo arrivo al forum Elle Active all’Università degli Studi di Milano (workshop, coaching e incontri per promuovere il lavoro femminile, ndr). Boccia ha condiviso le parole del premier Paolo Gentiloni sull’uscita dalla crisi economica, nonché il richiamo fatto ieri dal presidente del Consiglio al rigore sulla legge di bilancio. «Dobbiamo evitare errori e condividiamo l’impostazione di una legge di bilancio che non sia frutto di tanti emendamenti da famoso assalto alla diligenza, serve un’idea di Paese che non smonti le riforme precedenti che stanno dando effetti sull’economia reale», ha spiegato il presidente di Confindustria.

In accordo con il presidente dell’Inps Tito Boeri, Boccia ha sottolineato anche che il tema delle pensioni (altro capitolo della legge di bilancio, ndr) «è giusto, ma per risolverlo occorre prima lavorare per la crescita». L’Italia, per il numero uno degli industriali, «è un paese che sta esprimendo tante potenzialità che vanno sempre più stimolate.L’errore che non dobbiamo fare è incrementare il deficit e il debito. È un conto che il Paese pagherebbe caro nel medio termine».

Sciogliere i nodi produttività e giovani
Al leader degli industriali è stato chiesto che cosa manca per uno scatto. «Manca la chiusura di un intervento organico di politica economica, partito con il Jobs act e arrivato al piano Industria 4.0 - ha risposto Boccia - affrontando il nodo produttività e quello dei giovani. Si è iniziato ad affrontarli con gli sgravi fiscali per l’assunzione dei giovani che il Governo ha inserito nell’attuale legge di bilancio, ma deve esser un punto di partenza, perché un grande piano per i giovani significa dare dignità al lavoro, fare entrare i nativi digitali nel mondo del lavoro, costruire a partire dall’Italia un’idea di Europa inclusiva». Non solo. Gli sgravi fiscali per chi assume giovani sono un primo passo di un «ampio piano di inclusione al quale va aggiunto un secondo tassello che riguarda l’ammodernamento della Pa», perché «corriamo il rischio che le imprese si muovano bene cavalcando la quarta rivoluzione industriale e facciano innovazione, mentre la Pubblica amministrazione rimane indietro».

Imprese del futuro alla ricerca di giovani innovativi
Alle ragazze che lo hanno intervistato nel corso del dibattito “Le ragazze salgono in cattedra: istituzioni e politica rispondono”, Boccia ha spiegato che«il 20% di imprese più avanzate del paese, quelle strutturalmente fuori dalla crisi, ha investito nelle attività intangibili, ossia brevetti, ricerca, organizzazione e risorse umane». Il consiglio ai giovani è perciò «recuperare la passione per lo studio e il gusto per la sfida e la preparazione», perché le aziende «non cercano lavoratori già qualificati, ma giovani innovativi, con voglia di futuro e la giusta rabbia di chi accetta le sfide». E un imprenditore lungimirante, del resto, «cerca innovazione piuttosto che esperienza». Il presidente di Confindustria ha quindi auspicato che l’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro «diventi un progetto europeo» e passi attraverso «una collaborazione tra governo e regioni».

Industria 4.0 strategica
Il numero uno di viale dell’Astronomia, che ha riconosciuto al governo con il piano Industria 4.0 di aver messo in campo «un primo progetto organico di politica economica» con effetti sull’economia reale (+7% di quota di export dell’Italia rispetto all’anno precedente e +30% in più di investimenti privati)», ha ricordato che Industria 4.0 significa «produrre in chiave sartoriale secondo logiche industriale prodotti e servizi». E che il necessario salto culturale per l’impresa sta oggi «nel passare dal saper produrre bene a essere eccellenti in ogni funzione aziendale», fino a diventare «impresa-istituzione» ossia capace di «includere persone ricche di talento e di capacità di innovazione». Ulteriore considerazione di Boccia: posto che «i capitali bene o male si trovano in giro per il mondo», le imprese avranno sempre più attenzione agli «istituti tecnici specializzati per trovare gli operai del futuro, con una cultura innovativa rispetto al mercato».

© Riproduzione riservata