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L’Arbitro per le controversie finanziarie: dare ristoro a…

LO STRUMENTO ISTITUITO NEL 2016

L’Arbitro per le controversie finanziarie: dare ristoro a risparmiatori venete

Dopo i primi 10 mesi (gennaio - novembre 2017) sono 1.660 i ricorsi dei risparmiatori pervenuti all’Arbitro per le controversie finanziarie, «il doppio rispetto a quanto stimato quando l’arbitro ha iniziato il suo lavoro». Il bilancio su questo strumento, istituito dalla Consob nel 2016 come organismo stragiudiziale per la risoluzione delle controversie tra intermediari e risparmiatori, è stato fatto dal presidente del Collegio di questo istituto, Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, durante un convegno dal titolo: “Acf: opportunità e sfide di una nuova esperienza”, che si è tenuto in mattinata a Roma. L’attività deliberativa da parte di questo istituto è iniziata a maggio. I risparmiatori possono fare ricorso all’Acf per richieste risarcimento danni non superiori a 500 mila euro (l’importo minimo è di circa un euro, quello medio è sui 55mila euro). Il controvalore complessivo del petitum dei primi dieci mesi di quest’anno è di oltre 90 milioni di euro.

170 decisioni da maggio a novembre
In particolare, da maggio a novembre l’Acf ha preso 170 decisioni, il 65% delle quali ha accolto le ragioni del risparmiatore mentre nel restante 35% dei casi c’è stato un rigetto nel merito o per inammissibilità del ricorso. Dopo il boom da maggio a luglio legato alle Banche Venete - ha spiegato Barbuzzi - il numero dei ricorsi (di cui circa un terzo del totale arrivati dal Veneto) «si è assestato su 140 in media al mese». La previsione è di arrivare a quota duemila ricorsi nel primo anno di operatività dell’Arbitro.

IN 11 MESI 1.660 RICORSI
I ricorsi presentati all'Arbitro per le controversie finanziarie da gennaio a novembre 2017 . (Fonte: Acf)

Barbuzzi: forme di ristoro per i risparmiatori delle banche venete
Nel suo intervento Barbuzzi ha chiesto «forme di ristoro» per i clienti risparmiatori delle ex banche venete indotti dalle «informazioni serializzate di contenuto decettivo» delle due banche a diventare azionisti.

In particolare Barbuzzi ha riferito, a margine del convegno, di ricorsi nei quali ai risparmiatori veniva raccontato in banca che le azioni dell’istituto erano «più sicure dei titoli di Stato» oppure si esaltava una presunta maggiore stabilità dei titoli non quotati delle due banche rispetto a quelli di società quotate. «Il risparmiatore non è stato orientato in modo consapevole», ha detto Barbuzzi che ha citato i casi di clienti con il 100% del patrimonio fatto investire in azioni della stessa banca e di profilature Mifid che cambiavano tre volte in tre anni con un grado di conoscenza finanziaria che peggiorava invece che migliorare. Molte pronunce dell’Acf favorevoli a questi risparmiatori, indotti in modo ingannevole a diventare azionisti, sono rimaste però lettera morta: le banche sono in liquidazione coatta amministrativa e ci vorranno anni per riavere (forse) qualcosa indietro.

Rigetti legati anche «a qualche elemento di confusione»
Il bilancio tracciato dal presidente ha preso in considerazione le prime decisioni prese: «A inizio novembre sono state adottate 170 decisioni: c’è stato un accoglimento in tutto o in parte dei ricorsi nel 65% dei casi, ed un 35% di rigetti nel merito o per inammissibilità»; ai risparmiatori «non stati riconosciuti ristori per 1,6 milioni». I rigetti per inammissibilità, ha continuato Barbuzzi, sono legati anche a «qualche elemento di confusione» sul perimetro di competenza. Su 264 casi di inammissibilità da gennaio a novembre 2017, 251 sono per “incompetenza” e 13 per “indeterminatezza della domanda”. Su questo, ha chiarito il presidente di Acf, «è in corso con un confronto con la Banca d'Italia» per un protocollo che chiarisca alcuni aspetti sulle rispettive competenze. Quanto ai 40 casi di irricevibilità del ricorso, 32 sono stati “per assenza del reclamo”, 5 per “mancata presentazione del ricorso da parte dell’investitore retail”, due per “mancato rispetto del termine dei 60 giorni dal reclamo” e un solo caso per “la pendenza di un’altra procedura extragiudiziale”.

Nell’85% dei casi i ricorsi riguardano il settore delle banche
I ricorsi fino ad oggi presentati «hanno coinvolto 11 intermediari». Ciò, ha sottolineato il presidente dell’istituto dell’Arbitro per le controversie finanziarie, dimostra che «non sono stati monopolizzati dalle note vicende bancarie». Riguardano il settore delle banche nell’85% dei casi.

RICORSI SOPRATTUTTO A BANCHE E SGR: 111 INTERMEDIARI COINVOLTI
Gli intermediari coinvolti dai ricorsi presentati all'Acf da gennaio a novembre 2017. (Fonte: Acf)

Vegas (Consob): l’arbitro ridà fiducia ai risparmiatori
Al convegno è intervenuto anche il presidente della Consob Giuseppe Vegas. L’Arbitro per le controversie finanziarie. ha sottolineato, «ha avuto una buonissima partenza, serve a dare una certezza immediata ai risparmiatori, noi lo abbiamo voluto fortemente». Secondo Vegas l’Acf «è una strada utile per bypassare le lentezze della giustizia ed è indispensabile per ridare fiducia ai risparmiatori italiani nelle istituzioni e nelle banche».

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