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Strage di bambini a largo di Lampedusa Processo in vista per due ufficiali…

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Strage di bambini a largo di Lampedusa Processo in vista per due ufficiali della Marina

Nessuna archiviazione. Per il naufragio dell’11 ottobre 2013 a largo di Lampedusa, in cui morirono 268 migranti (si stimano 60 bambini) la Procura di Roma dovrà ancora indagare. Lo ha deciso il gip Giovanni Giorgianni, che ha imposto l’imputazione per Luca Licciardi, comandante della sala operazioni del Comando in capo della Marina Militare, e Leopoldo Manna, responsabile della centrale operativa della Guardia costiera, accusati di omissione di soccorso e omicidio colposo: non fecero intervenire la nave Libra, presente nella zona del naufragio. Per questo sono state disposte anche indagini sul capitano dell’imbarcazione, Catia Pellegrino

La vicenda raccontata da un superstite
Le indagini nascono sulla base degli esposti di Hammo Mohanad, profugo siriano, che ha raccontato di essere partito il 10 ottobre 2013 con la sua famiglia e centinaia di altre persone a bordo di un barcone dalle coste della Libia. Nei documenti si legge che «erano stati inseguiti da una motovedetta libica, dalla quale erano state sparate raffiche di mitra che avevano colpito lo scafo e alcuni passeggeri, questi ultimi soccorsi dai medici presenti a bordo (tra i quali lo stesso Jammo)». Nel racconto aggiunge che intorno alle 11 del 11 ottobre «aveva chiamato il numero di emergenza italiano, rappresentando che l’imbarcazione stava pericolosamente caricando acqua, e che le persone imbarcate erano profughi, per circa 250 adulti e 150 bambini». Tuttavia non giunse alcun salvataggio dall’Italia, pur essendo nelle vicinanze la nave italiana Libra. Alle 16 «l’imbarcazione veniva sorvolata da un aereo maltese» essendo l’area sotto la responsabilità di Malta. Alle 17 l’imbarcazione con i migrati si ribaltò, provocando la morte di circa 270 persone.

Le presunte responsabilità italiane
Secondo gli accertamenti, nell’area si trovava la nave Libra della Marina Militare italiana. Scrive il gip: «È l’ufficiale Licciardi che nella conversazione con Giannotta (Nicola, ufficiale della marina, ndr) delle ore 13:34 impone che nave Libra non debba intervenire (“ancora no”), perché il coordinamento dei servizi di salvataggio era stato assunto da Malta». Sempre Licciardi, continua il gip, «alle 15:37 (...) impone che nave Libra si defili dal prevedibile percorso del mezzo marittimo di soccorso maltese». E ancora, «è sempre il menzionato ufficiale che nella conversazione delle ore 16:44 con Giannotta, riferisce che Manna di Imrcc Roma sta facendo richiamare i maltesi e che, dunque, nave Libra non debba essere interessata e debba continuare il suo pattugliamento». Manna, ritiene il gip, «dopo l’espressa richiesta di utilizzo di nave Libra da parte di Mrcc Malta, non emette l’ordine di fare intervenire la nave da guerra italiana in soccorso dell’imbarcazione in condizioni critiche, ma decide di fare telefonare alle autorità maltesi per soprassedere sull’utilizzo di nave Libra, come si desume proprio dalle telefonate intercettate».

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