Italia

In Italia 1 bambino su 8 in povertà assoluta, scuola non colma divario

atlante infanzia save the children

In Italia 1 bambino su 8 in povertà assoluta, scuola non colma divario

Credits: Riccardo Venturi per Save the Children
Credits: Riccardo Venturi per Save the Children

Nel nostro Paese i minori in povertà assoluta sfiorano quota 1,3 milioni, cioè 1 bambino su 8, il 14% in più rispetto allo scorso anno. E con il disagio socio-economico aumenta anche il rischio di insuccesso scolastico: il tasso di ripetenti, infatti, è sei volte maggiore nelle scuole in contesti svantaggiati.È l'allarme lanciato dall'ottavo Atlante dell'Infanzia a rischio di Save the Children, pubblicato da Treccani, che sarà disponibile nelle librerie italiane da fine novembre (su www.atlante.savethechildren.it è disponibile una versione interattiva). Un volume dal titolo emblematico - "Lettera alla scuola" - che denuncia l'incapacità del sistema di istruzione di colmare le disparità, offrendo a tutti le stesse opportunità a prescindere dalla condizione sociale ed economica. Anche se «esiste una scuola fatta di innovazione, dedizione, emozioni positive che è ben raccontata all'interno dell'Atlante», assicura Save The Children.

I dati rivelano, inoltre, un crescente uso del Web a fronte di "consumi" culturali sempre più scarsi: in un anno quasi il 60% dei minori non legge un libro, non va a teatro né a una mostra, mentre 1 quindicenne su 4 è collegato a Internet per oltre 6 ore al giorno. Con l'età del primo smarthphone che scende a 11 anni e mezzo.

Più poveri, meno istruiti
Secondo i dati, in Italia vivono 669mila famiglie con minori in condizione di povertà assoluta che, una volta sostenuti i costi per la casa e per la spesa alimentare, possono spendere solo 40 euro per la cultura e 7.60 per l'istruzione al mese. È un fenomeno, dice Save The Children, che investe tutto il paese: i bambini in tale situazione rappresentano il 12,5% del totale dei minori (il 12% al Nord, l'11,6% al Centro, il 13,7% al Mezzogiorno) . Diseguaglianze sociali che «continuano a riflettersi sul rendimento degli alunni». Il tasso di ripetenze è 6 volte maggiore nelle scuole che presentano un indice socio-economico e culturale più basso: più di un quindicenne su 4 (27,4%) contro una quota di quasi uno su 23 (4,4%) negli istituti con indice alto. Una differenza di 23 punti percentuali, contro una media Ocse del 14,3%. Inoltre, tra chi proviene da un contesto svantaggiato, quasi uno su due (47%) non raggiunge il livello minimo di competenza in lettura, otto volte tanto rispetto a un coetaneo cresciuto in una famiglia agiata (6%).

La crisi aumenta la sfiducia
La mancanza di lavoro e prospettive tra gli adulti di riferimento, secondo l'Altlante, ha generato sfiducia in molti bambini e adolescenti, aumentando il rischio del fallimento formativo. In Italia meno di 1 un giovane laureato su 2 ha un lavoro (nell'Unione Europea il 71,4% di chi ha terminato l'università trova un'occupazione, in Italia appena il 44,2%, nel Mezzogiorno il 26,7%) : non sorprende, dunque - dice Save The Children - che gli "scoraggiati" tra i 15 e i 34 anni, i quali pur dichiarandosi disponibili a lavorare hanno smesso di cercare un'occupazione, siano cresciuti del 43% in dieci anni, raggiungendo quota 420mila, di cui 340mila al Sud.

I dati sul rendimento scolastico nel tweet di Save The Children

Poca cultura, moltissimo Web
Le precarie condizioni socio economiche spesso sono fonte nuove povertà educative, Secondo i dati 6 ragazzi su 10 (il 59,9%) tra i 6 e i 17 anni non arrivano a svolgere, in un anno, quattro delle seguenti attività culturali: lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a internet .
Mentre i bambini in condizioni svantaggiate non accedono mai, in un anno, al web, c'è una folta schiera di ultraconnessi: in Italia quasi 1 quindicenne su 4 (23,3%) risulta collegato a internet più di 6 ore al giorno, a fronte di una media Ocse ferma al 16,2% . L'età in cui un bambino riceve il primo smartphone è scesa a 11 anni e mezzo (erano 12 e mezzo nel 2015), l'87% dei 12-17enni ha almeno un profilo social e 1 su 3 vi trascorre 5 o più ore al giorno.

«Fuoriclasse in movimento» contro la dispersione
Contro la dispersione Save The Children lancia Fuoriclasse in Movimento, il progetto che mette in rete 150 scuole in tutta Italia, coinvolgendo 20mila minori, 2mila insegnanti e mille genitori nei Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto su didattica, relazioni, riqualificazione degli spazi scolastici. Nel primo biennio di sperimentazione nelle scuole, il progetto ha dimezzato il numero medio delle assenze, migliorato il rendimento degli studenti e aumentato l'interessamento delle famiglie al profitto scolastico dei figli. Sul portale di Fuoriclasse in Movimento(www.fuoriclasseinmovimento.it) sono disponibili il manifesto e i criteri di adesione, così come le mappe e i dati per seguire l'iniziativa.

© Riproduzione riservata