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Pensioni, sindacati verso la mobilitazione

confronto con il governo, sabato ultimo round

Pensioni, sindacati verso la mobilitazione

  • – di Redazione Online

Governo-sindacati ancora distanti sull'aumento automatico a 67 dell'età pensionabile nel 2019. Dopo l'incontro di ieri, incentrato sulla presentazione alle parti sociali della piattaforma in 7 punti sulla previdenza proposta da Palazzo Chigi, il confronto continua ma a distanza, in vista dell'incontro decisivo di sabato 18. Tra le sigle sindacali, la più fredda si conferma la Cgil, il cui direttivo, riunitosi ieri sera, ha bocciato perché «del tutto insufficienti» le risposte del Governo sulle pensioni, preannunciando la mobilitazione nazionale degli iscritti «qualora il confronto non determini avanzamenti».

Il nodo dell'automatismo di adeguamento all’aspettativa di vita
Nel documento approvato dal direttivo si sottolinea che il tavolo Governo-sindacati «non ha registrato nessuna risposta su flessibilità in uscita, giovani, lavoro di cura e condizione delle donne, previdenza complementare per i lavoratori del privato». Il nodo principale si conferma quello dell'aspettativa di vita. Per il direttivo Cgil «il governo non ha dato risposte convincenti e sufficienti», in particolare sulla richiesta di sospendere l'automatismo di adeguamento e sul fatto che questo «incide negativamente su tre fattori: vecchiaia, pensione anticipata e calcolo coefficienti di trasformazione».

Uil più cauta attende il round decisivo di sabato
Piu' attendista la posizione della Uil. L'Esecutivo nazionale del sindacato guidato da Carmelo Barbagallo, riunitosi questa mattina, ha infatti dato mandato alla delegazione che siederà al tavolo delle trattative di «valutare se le risposte che il Governo presenterà nel prossimo incontro» del 18 novembre «possano essere giudicate sufficienti ad esprimere un giudizio compiuto». In caso contrario, «la Uil proseguirà nella sua iniziativa, insieme a Cgil e Cisl, sia a livello istituzionale, nel confronto con le forze parlamentari, sia a livello di iniziative di mobilitazione territoriali e nazionali, a sostegno delle rivendicazioni sindacali unitarie».

Tra gli interventi «necessari» la proroga dell'Ape sociale al 2019
Nonostante i progressi registrati nel confronto degli ultimi giorni (estensione lavori gravosi esclusi da quota 67, nuove modalità di misurazione dell'aspettativa, istituzione commissioni tecnico-scientifiche per l'individuazione di ulteriori attività gravose e separazione previdenza/dall'assistenza, riutilizzo in ambito previdenziale delle risorse risparmiate su tema pensioni), gli interventi «necessari» sul fronte previdenziale sono ancora molti. In particolare, la Uil ricorda la proroga dell'Ape sociale al 2019 e l'estensione del blocco del meccanismo dell'aspettativa di vita anche ai requisiti per la pensione di anzianità. Urgenti anche ulteriori interventi a sostegno della previdenza complementare e un meccanismo di adeguamento delle pensioni in essere che tenga anche conto di «una diversa e più coerente composizione del paniere di riferimento, oltre al recupero del montante».

Cisl: in manovra risultati confronto con Governo su pensioni
La Cisl, da parte sua, auspica che il confronto con il Governo prosegua fino in fondo alla ricerca di un’intesa. Una nota spiega infatti che il Comitato esecutivo ha dato mandato alla segreteria di «non disperdere i contenuti sino ad oggi realizzati» e di insistere per «un ulteriore possibile ampliamento delle soluzioni individuate nel corso della trattativa», evitando scelte «che rendano irrilevante la funzione sociale del sindacato». No quindi a strappi che compromettano quanto già raggiunto grazie alle «scelte sociali» inserite nella Legge di Bilancio 2018», dal lavoro, agli ammortizzatori sociali, e la lotta alla povertà. Piuttosto, occorre insistere perchè la manovra all’esame del Parlamento comprenda anche i « risultati del confronto nato a seguito dell'Intesa del settembre 2016 tra Governo e sindacati sulla materia previdenziale».

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