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Boccia: Jobs act e Industria 4.0 pilastri, non smontarli

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Boccia: Jobs act e Industria 4.0 pilastri, non smontarli

  • – di Redazione Online

«A chi vuole smontare il Jobs Act vorremmo solo ricordare che Jobs Act e Piano Industria 4.0 sono i due pilastri che stanno portando avanti l’economia reale. Smontarli significherebbe non avere più effetti sull’economia reale.
Parliamo più di strategie, più di produzione, meno di distribuzione e di tattiche». Lo ha detto il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia stamani a Genova, dopo le richieste dei partiti a sinistra del Pd di subordinare ogni ipotesi di accordo di coalizione in vista delle elezioni politiche a una revisione delle politiche economiche a partire dal Jobs act. Boccia ha ribadito l’auspicio che dalle urne esca una situazione politica di «stabilità» e di «governabilità», pur rimarcando che attualmente «dai sondaggi non ci sia una chiara visione di come si governerà il Paese». E ha auspicato che le criticità dell’industria italiana entrino nel dibattito della prossima campagna elettorale.

Boccia: Ue chiara, più crescita e meno debito
Quanto alla nuova lettera dell’Ue all’Italia Boccia ha commentato: «Il messaggio arrivato dallìEuropa è chiaro: continuare a incidere su politiche per la crescita e ridurre il debito. Non bisogna realizzare politiche che alimentino solo il deficit e che quindi aumentano il debito pubblico del Paese. Questo significa entrare in una dimensione in cui l’alert europeo mi sembra molto chiaro».

«Riportare al centro questione industriale»
«Dobbiamo riportare la questione industriale al centro del Paese in ogni territorio. Ci siamo distratti negli anni passati, abbiamo ritenuto l’industria una
questione non strategica puntando su altre cose. Anche l’Inghilterra che ha puntato su servizi e finanza oggi vuole tornare all’industria» ha aggiunto il presidente di Confindustria, che ha spiegato: «Più industria significa più occupazione, un elemento fondamentale per la crescita del Paese e per le
famiglie italiane. Riprendere la dimensione industriale del Paese è determinante per il nostro futuro».

Futuro sta in aziende medio-grandi
L’Italia del futuro, secondo Boccia, «sarà di medie e medio-grandi aziende che punteranno su mercati di nicchia e mercati globali, un'industria che deve collegarsi sempre più con i servizi, ad alto valore aggiunto, ad alta intensità di
investimenti e di produttività. Su questo fronte possiamo fare molto». E, parlando di Genova, Boccia ha sottolineato che la città «è lo specchio del Paese. Ci sono criticità in alcuni grandi gruppi ma anche delle potenzialità incredibili. Genova è un territorio che è stato industriale e deve tornare a esserlo»

«Confronto serrato su Ilva, ma per avere poi un’azienda forte»
Sull’Ilva Boccia ha auspicato che «prevalga il buon senso, che si apra un confronto serrato, come sempre avviene nelle relazioni industriali, ma che si creino le condizioni per un’Ilva competitiva e forte nell'interesse dei lavoratori, del territorio e degli imprenditori». «Non entriamo nel merito della singola situazione», ha aggiunto interrogato sui tagli previsti dal piano dei nuovi proprietari di Ilva, «l’importante è che diventi competitiva e che le cose si facciano con buon senso altrimenti sono solo rendite di posizione che non servono a nessuno».

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