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Gentiloni: decifit migliorato. Ma la Ue: in Italia resta la…

il premier: non siamo più fanalino di coda

Gentiloni: decifit migliorato. Ma la Ue: in Italia resta la sfida del debito

«Da ieri non siamo più il fanalino di coda in Europa. Dobbiamo essere più consapevoli che la sostanza del discorso non sono le cifre, ma è capire che il Paese s'è rimesso a crescere, anche se questa crescita non ha risanato le cicatrici della crisi». Lo ha detto il premier, Paolo Gentiloni, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell'Università Cattolica a Roma. Come certificato ieri dall’Istat, il Pil italiano nel terzo trimestre del 2017 è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% su base annua.

Gentiloni: Italia cresce, aprire a più investimenti
«Finalmente abbiamo un Paese che cresce e che deve essere sempre più aperto alla collaborazione e agli investimenti delle grandi imprese globali alle quali abbiamo sempre detto, in modo molto chiaro, che qui possono contare su amicizia e stabilità nei fondamentali. Talvolta cambiano i governi anche con una certa frequenza, ma non cambiano le nostre scelte fondamentali» ha aggiunto il
presidente del Consiglio nel pomeriggio in visita allo stabilimento Basf di Pontecchio Marconi (Bologna).

«Migliorato molto nostro deficit»
Per quanto riguarda il livello di deficit «si parla molto di rimproveri europei e comunque abbiamo migliorato di molto la situazione del deficit. C'è l'orgoglio che si sono fatti passi in avanti» ha detto il premier all’Università cattolica, ricordando che «la crescita accelera, sono state raddoppiate le previsioni che l'anno scorso si fermavano allo 0,8%, l’Italia quest'anno probabilmente crescerà all’1,8 per cento». Ed oggi anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Paodoan ha evidenziato che il governo si aspetta un «calo deciso del debito in un prossimo futuro» grazie alla più alta crescita del Pil nominale, superiore all'1,5% nei prossimi anni.

È sempre di ieri la notizia però della decisione della Commissione europea di inviare a breve una lettera al governo italiano chiedendogli di rispettare gli impegni presi a livello europeo. Il governo Gentiloni ha presentato una manovra per il 2018 che prevede una riduzione del deficit strutturale dello 0,3% del prodotto interno lordo, rispetto a un impegno comunitario di almeno lo 0,6% del Pil. In queste settimane, la Commissione ha spiegato di non essere convinta della manovra italiana, notando un rischio di grave deviazione rispetto agli obiettivi prefissati.

Ue: in Italia ripresa ma resta persistente sfida debito
E anche oggi una portavoce della Commissione Ue, a chi chiedeva delle valutazioni apparentemente contraddittorie sulla situazione italiana tra il commissario Pierre Moscovici e il vicepresidente Jyrki Katainen ha replicato che «L'Italia sta vedendo una ripresa che si rafforza, ma ha di fronte sfide persistenti alla luce del suo elevato livello di debito».

«Risorse e target mirati per accompagnare crescita»
Per Gentiloni, i dati positivi della crescita «non sono una medaglia da esibire ma un’opportunità per affrontare i problemi che abbiamo davanti e questo è il senso della nostra ultima legge di bilancio». «Una legge – ha sottolineato in un passaggio del suo intervento all’inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Cattolica a Roma- limitata dal punto di vista delle risorse e mirata ad alcuni obiettivi e che può servire ad accompagnare il processo di ripresa che è finalmente cominciato». Il premier ha sottolineato anche che le riprese economiche possono essere senza lavoro, e per far sì che non sia così, «chi ha rappresentanza di governo deve intervenire contro esclusione e povertà».

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