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Lufthansa scopre le carte su Alitalia, ipotesi 250 milioni di investimenti

giovedì incontro bilaterale

Lufthansa scopre le carte su Alitalia, ipotesi 250 milioni di investimenti

(Ansa)
(Ansa)

L’incontro in programma giovedì 16 novembre tra il team di Lufthansa e i commissari di Alitalia servirà, finalmente, a scoprire le carte del principale pretendente del lotto Aviation, per il quale si candida anche EasyJet. Il colosso dei cieli tedesco sarebbe disponibile a mettere sul piatto 250 milioni di euro per rilevare tra i 90 e i 100 aerei della flotta attuale di 123 velivoli, mantenendo circa 6mila dipendenti sugli 8.400 in organico in questo lotto. Ma il condizionale è d’obbligo, perchè si tratta di cifre anticipate da il Messaggero, mentre dai commmissari di Alitalia non trapela alcuna informazione - né conferma, né smentita - e l’obbligo di riservatezza investe anche i pretendenti di Alitalia che, partecipando all’asta pubblica, sono vincolati a non divulgare informazioni che potrebbero turbare la procedura in corso.

Sul lotto Handling 3 candidati
Sempre secondo queste anticipazioni, peraltro, Lufthansa potrebbe anche raddoppiare l’investimento, in base agli accordi che verranno raggiunti con governo e fornitori. Ma il Cfo di Lufthansa, Ulrik Svensson, ha smentito la cifra relativa ad un investimento di 500 milioni su Alitalia, riportata da alcuni media, spiegando che «non è giusta». Nella proposta di partenza di Lufthansa, figurerebbero 2mila esuberi (in prevalenza amministrativi) del lotto Aviation, che riguarda le attività di trasporto aereo compresa la manutenzione, mentre resta fuori il lotto Handling (3.100 dipendenti) che fa gola a tre società di gestione aeroportuale (secondo i rumors si tratterebbe di Airport handling, Airport service e Alisud).

Il faccia a faccia tra i vertici delle due compagnie servirà, dunque, a passare dagli annunci sui giornali al confronto di merito sui contenuti delle offerte scritte. Il Ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, ha anche spiegato che «Alitalia per come esiste oggi non è in discussione», l’interesse è per «creare una nuova Alitalia», facendo intendere che è prevista una forte riduzione dei costi, ed un sensibile incremento della redditività aziendale.

In pista anche il fondo Usa Cerberus
Anche se non figura tra i 7 che hanno presentato un’offerta vincolante, in partita c’è anche il fondo statunitense di private equity Cerberus, che si è detto interessato al controllo di Alitalia. Gli americani hanno fatto capire di avere liquidità, e vorrebbero agire rapidamente, anche senza aspettare cambiamenti del quadro politico, tuttavia l’offerta ancora non sarebbe stata formalizzata. Il Financial Times ha scritto di una disponibilità compresa tra i cento e i 400 milioni di dollari. Resta da capire come farebbero a superare l’ostacolo rappresentato dal limite della partecipazione al 49% fissata dalla commissione Ue per gruppi extra europei.

Per negoziare c’è tempo fino ad aprile
La partita, in sostanza, è ancora alle prime battute. Il negoziato sta iniziando in questi giorni e,secondo il timing fissato dal governo,m dovrà concludersi entro fine aprile. Poi tra l'aggiudicazione e il passaggio di consegne si prevede saranno necessari tra 4 e 6 mesi per concludere tutte le procedure autorizzatorie, anzitutto quella dell'Antitrust. Ma per garantire l’operatività della compagnia il governo ha aumentato di 300 milioni, portando a 900 milioni, il prestito ponte che dovrà essere restituito entro il 30 settembre 2018.

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