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Borsino della guida Michelin: chi sale e chi scende tra i ristoranti…

Cracco «dispiaciuto» della retrocessione

Borsino della guida Michelin: chi sale e chi scende tra i ristoranti stellati

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Carlo Cracco (Ansa)
Carlo Cracco (Ansa)

Pochi movimenti in vetta, ma pesanti. L’Italia dei ristoranti che contano guadagna un tre stelle e 22 a una stella, mentre restano stabili i due stelle. Questo il «borsino» che si ricava da una lettura comparata delle edizioni 2017 e 2018 della guda Michelin. Fa rumore la «retrocessione» di Cracco da due a una stella, ma non è l’unico movimento registrato dalla bibbia del glam culinario.
A guardare il quadro complessivo, sono 356 i ristoranti stellati dell’ultima edizione, il 3,7% in più rispetto a quella dell’anno scorso. L’unica new entry nell’esclusivissimo club dei tre stelle - nove in tutto a farne parte - è il St. Hubertus di Alta Badia San Cassiano (Bolzano) che fino all’anno scorso era a quota due.

Due stelle in equilibrio
I due stelle restano 41, eppure cambia qualche gerarchia. A Milano entra Vun ed escono Cracco e Sadler, in Trentino Alto Adige entra La Siriola, ancora una volta ad Alta Badia San Cassiano. Conquista la seconda stella anche il Magnolia di Cesenatico. Carlo Cracco e i suoi collaboratori si dicono «dispiaciuti» per aver perso una stella Michelin per il loro ristorante di Milano, ma nello stesso tempo sono «motivatissimi» in vista dell'apertura del loro nuovo ristorante, in Galleria. «Ci spiace per la stella Michelin - ha detto uno dei collaboratori di Cracco, Alessandro Ruggle, parlando anche a nome dello chef, che in questi giorni è all’estero.

«Ma la verità è che noi ci stiamo trasferendo e stiamo lavorando al nuovo progetto in Galleria». È deciso il nome? «Non ancora, per ora è solo il ristorante di Cracco in Galleria. Il nostro ristorante storico chiuderà. La decisione della Guida Michelin probabilmente dipende da quello, dal fatto che ancora non si sa quando sarà la nuova apertura. Non vediamo l’ora di arrivarci, siamo motivatissimi». Tornando alla guida, poche altre le novità degne di nota.

Le «matricole»
Sul versante dei neo ammessi nella categoria degli una stella, troviamo Larossa di Alba, l’Osteria dell’Arborina di La Morra, Florian Maison di San Paolo d’Argon (Bergamo), Villa Giulia di Gargnano (Brescia), Berton al Lago di Torno (Como), Contraste, Essenza e il Trussardi alla Scala di Milano, Undicesimo Vineria di Treviso, Glam Enrico Bartolini di Venezia, Stube Gourmet di Asiago (Vicenza), Culinaria in Farmerkreuz in Tirolo, Poggio Rosso di Castelnuovo Berardenga (Siena), Osteria Perillà di Castiglione d’Orcia (Siena), Cum Quibus di San Gimignano (Siena), All’Oro di Roma, la Locanda del Borgo di Benevento, il Refettorio di Conca dei Marini, la Serra di Positano, D. One Restaurant di Roseto degli Abruzzi e Angelo Sabatelli a Putignano. In ultimo, perdono la stella l’Umami di Bormio, Locanda Severino a Caggiano, Petit Royal a Courmayeur, Locanda Severino a Caggiano, Don Giovanni a Ferrara, Pascia a Invorio, Café Quinson a Morgex, All’Acquacotta di Saturnia, Lunasia di Viareggio e Lapprodo di Vibo Valentia.

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