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Grandi progetti immobiliari al palo a Roma, avanti solo lo stadio

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Grandi progetti immobiliari al palo a Roma, avanti solo lo stadio

I palazzo del Ministeto delle Finanze all’Eur in atttesa di ristrutturazione
I palazzo del Ministeto delle Finanze all’Eur in atttesa di ristrutturazione

Il nuovo quartier generale dell'Eni all'Ostiense? Rinviato a data da destinarsi. Il progetto di sviluppo immobiliare all'Eur nell'area una volta occupata dal velodromo abbattuto nel 2008? Ancora in itinere. La città dei giovani nell'area degli ex mercati generali? A tutt'oggi sulla carta (da oltre dieci anni). La trasformazione immobiliare promossa da Cassa depositi e prestiti nell'ex caserma di fronte al Maxxi? In attesa dell'ok della Regione alla variante urbanistica. Ancora sulla carta anche la trasformazione nell'altra area di Cdp nel quartiere universitario di San Lorenzo a Roma (entrambi questi ultimi due contenitori vengono nel frattempo utilizzati da Cassa depositi e prestiti come spazi espositivi). Rinviato sine die anche la nuova torre che dovrebbe ospitare la sede dell'Istat (nonostante la disponibilità dell'Inail a finanziare la struttura con 100 milioni).

Milano corre, la Capitale al palo
Mentre Milano corre e si mette al passo con gli standard delle altre città europee, la Città eterna si conferma incapace di dare seguito alle valorizzazioni che hanno un forte impatto immobiliare e urbanistico. Tutte le iniziative che sono state promosse da privati sono di fatto naufragate o sono rimaste al palo e quelle promosse da spa pubbliche vanno avanti in salita con la prima ridotta.
Un esempio? La trasformazione delle ex torri delle Finanze all’Eur. Dopo che è naufragato il progetto di sostituire gli immobili con il supercondominio di lusso disegnato da Renzo Piano, si è bloccata anche la successiva soluzione, che era stata individuata: insediare nelle strutture esistenti il quartier generale di Tim. Il compendio - oggi posseduto al 50% tra Cdp e Tim - è ancora in attesa di un futuro. Nel frattempo, gli scheletri di cemento (che i romani hanno ribattezzato “Beirut”) producono un interessante contrasto con le vetrate del centro congressi di Fuksas che si trova lì accanto.

L’ex Fiera di Roma ancora abbandonata
In attesa di futuro anche l’ex Fiera di Roma, la pregiatissima area su Viale Cristoforo Colombo occupata dai vecchi padiglioni, in progressivo degrado. Il progetto di valorizzazione gestito dall’attuale proprietario Investimenti Spa (Comune, Regione e Camera di Commercio) non è mai riuscito ad andare sul mercato del real estate; e non è mai riuscito a produrre la qualità architettonica ed edilizia che l’area e la localizzazione meriterebbero. La mancata operazione pesa sui conti della società proprietaria, gravata dai pesanti costi dovuti alla costruzione e gestione del nuovo polo fieristico fuori della città (nuovo polo fieristico, peraltro largamente sottoutilizzato e con alcuni padiglioni inutilizzabili perché dissestati). La nuova promessa? L’ok della regione a un nuovo progetto “densificato”, cioè con un incremento di oltre il 30% di cubature, come consente di fare la normativa sul piano casa della regione Lazio.

Tecnici al lavoro sullo Stadio della Roma
E poi c'è lo stadio della Roma (ma un altro progetto è stato presentato anche dalla Lazio). Il maxi-impianto sportivo - con robusti innesti commerciali e residenziali - è oggi l’unico progetto di cui si parla in città, l’unico sul quale ci sono forti interessi economici e anche l’unico sul quale gli uffici capitolini sono impegnati a tempo pieno. Al punto che i costruttori edili romani hanno lamentato - nell’ultima assemblea annuale del 9 scorso - un deficit di attenzione da parte dei tecnici nei confronti di tutte le altre iniziative private “ordinarie”, diverse dal progetto dello Stadio della Roma. Il nuovo appuntamento per la maxi-opera è tra pochi giorni. Il 24 novembre è atteso il parere in conferenza di servizi di tutte le amministrazioni coinvolte nell'operazione (Stato, Comune, Città metropolitana e Regione) sulla nuova versione del progetto, dopo la cura dimagrante delle cubature non “sportive”. Lo stadio dovrebbe sorgere in un'ansa del Tevere, nell’area di Tor di Valle, sul sedime occupato dall'ippodromo ormai dismesso. Gli espropri delle aree sono partiti ma non sono esclusi colpi di scena.

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