Italia

In Brianza 16 indagini antimafia in 23 anni

Ricerca Assolombarda-Statale di Milano

In Brianza 16 indagini antimafia in 23 anni

(Fotogramma)
(Fotogramma)

«La Brianza sta rialzando la testa». Più chiara e onesta di così la ricerca di Assolombarda sulla criminalità di stampo mafioso nella provincia di Monza e Brianza non poteva essere. A testimonianza del fatto che solo la conoscenza e la consapevolezza permettono di affrontare i problemi e cercare le soluzioni.
La ricerca - elaborata dall'Osservatorio sulla criminalità organizzata dell'Università degli Studi di Milano e che viene presentata oggi a Milano alla presenza di Antonio Calabrò, vicepresidente di Assolombarda e Alessandro Enginoli, presidente della Piccola industria di Assolombarda - parte da un dato di fatto, vale a dire la vulnerabilità della provincia. A partire da Desio e Seregno, ultimamente scossa da una indagine della Procura antimafia di Milano.

MAPPA DELLE ‘NDRINE NELLA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA
(Fonte: Assolombarda)

«Le ragioni per le quali le organizzazioni mafiose hanno privilegiato anche al nord i comuni minori - scrive il professor Nando Dalla Chiesa, anche lui oggi presente, nella premessa della ricerca - sono legate all'inesistenza o alla debole presenza di presidi delle forze dell'ordine, al minor rilievo delle azioni e delle attività dei clan mafiosi per le istituzioni politiche nazionali e per la grande stampa e alla facilità di ingresso nelle amministrazioni locali anche con doti elettorali poco numerose, soprattutto in contesti dove storicamente il voto di preferenza sia una pratica poco diffusa».

Certo, anche lo Stato ha fatto involontariamente la sua parte. A Desio nel 1988 venne mandato al confino Natale Iamonte, capobastone della cosca di ‘ndrangheta di Melito porto Salvo (Reggio Calabria). Passò il soggiorno obbligato a casa del nipote, allora assessore all'edilizia e all'urbanistica proprio a Desio. A precedere Natale Iamonte ci furono anche esponenti di Cosa nostra, compreso il clan Badalamenti di Cinisi, che per prima organizzò i sequestri di persona in Lombardia.

A testimoniare la presenza delle mafie (‘ndrangheta in testa) ci sono anche i casi conclamati e svelati di usura, estorsioni (inizialmente partite nei confronti delle attività imprenditoriali dei “paesani”), i beni confiscati, le ‘ndrine (si veda la tabella qui sotto) e gli incendi. Ciò che comunque sintetizza tutto è il dato relativo alle indagini giudiziarie in Brianza: 16 dal 1994 a settembre 2017. Si partì con l'operazione “Hinterland” di maggio '94 contro ‘ndrangheta, Sacra corona unita, camorra e Cosa nostra (ebbene sì, tutte e quattro le organizzazioni criminali in un colpo solo) e si è giunti all'operazione “Ignoto 23” di settembre nella quale, come di fatto si può notare in tutte le inchieste dal 2007, a far da padrone è solo la ‘ndrangheta calabrese.

Inchieste giudiziarie in Brianza


Assolombarda presenta, oltre alla ricerca, “Dieci storie proprio così”, lo spettacolo di Emanuela Giordano e Giulia Minoli, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa in collaborazione con The CO2 Crisis Opportunity Onlus, in scena al Teatro Studio dal 22 al 26 novembre. In questa edizione si arricchisce di nuove storie ambientate in Lombardia. Proprio in Lombardia sono in programma (grazie al sostegno di Assolombarda) due nuove date dopo Milano: lunedì 27 novembre al Teatro San Rocco di Seregno e mercoledì 29 novembre al Teatro Manzoni di Monza.
r.galullo@ilsole24ore.com

© Riproduzione riservata