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Manovra, relatrice: per le modifiche in Parlamento 300 milioni sul…

votazioni al via martedì in commissione senato

Manovra, relatrice: per le modifiche in Parlamento 300 milioni sul tavolo

La commissione bilancio al Senato è al lavoro sulla manovra. Martedì 21 la commissione inizierà a votare gli oltre 700 emendamenti segnalati dai gruppi. L'arrivo in Assemblea del provvedimento è stato fissato per il pomeriggio di lunedì 27 novembre. Gli emendamenti “segnalati” toccano i tempi più disparati: dalla proroga al 2019 dell'Ape sociale, alla cedolare secca al 10% per gli affitti brevi, dalla web tax al bonus bebè. Numerose le proposte pro famiglia, che vanno dal raddoppio delle detrazioni per i nuclei numerosi (dai 4 figli in su), fino a un aumento del fondo per le adozioni internazionali, al riconoscimento della figura dei “caregiver”, i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile.

Per modifiche Parlamento 300 mln sul tavolo
«Trecento milioni fra Camera e Senato per le modifiche». Questo è il budget a disposizione del Parlamento, al momento, per coprire le nuove misure da introdurre in manovra durante l’esame da parte delle Camere secondo la relatrice al ddl bilancio a Palazzo Madama Magda Zanoni (Pd). Si tratterebbe di risorse che andrebbero a coprire gli emendamenti di stampo parlamentare appunto: dunque eventuali modifiche sul fronte delle pensioni sarebbero escluse da questo conteggio, così come è possibile che possano essere approvate ulteriori misure che abbiano trovato coperture autonome.

Governo a caccia di un miliardo
Dal gettito della nuova flat tax sul digitale e dal rincaro delle accise sulle sigarette da inserire in manovra di bilancio, maggioranza e Governo cercano le risorse necessarie per migliorare il disegno di legge di bilancio restando però nel solco del rispetto del patto di stabilità. Tradurre in norme il pacchetto pensioni (ma l'ntesa Governo-sindacati resta in salita) potrebbe richiedere non meno di 300 milioni. A questi si aggiungono i 5-600 da liberare per gli enti locali e le regioni, senza considerare poi la cosiddetta “cartella” ossia la dote finanziaria che ogni anno il Governo riserva ai parlamentari nel corso dell'esame del testo in Parlamento. C'è poi da sostenere le famiglie, dal bonus bebè chiesto da Ap al riconoscimento dei caregiver familiari per assistere congiunti ammalati o disabili. Dalla maggioranza e dalle opposizioni, poi, la richiesta di fondi o l'istituzione di un Fondo unico per risarcire i risparmiatori travolti dai crac bancari.Conti alla mano c'è da recuperare, per non far saltare i saldi di finanza pubblica, circa un miliardo di euro.

Sul fronte dei contenuti, oltre a recepire, nel caso in cui il tavolo sindacati-governo si chiudesse, l'accordo sulle pensioni, Palazzo Madama punta sul tema delle famiglie. «Incluso - dice la relatrice - i caregiver. Certo la coperta è corta». Spazio anche alla riforma della agenzie fiscali, che il governo dovrebbe «avere ormai pronta», spiega sempre Zanoni. Domani pomeriggio la commissione Bilancio del Senato dovrebbe
avviare i lavori «e non è escluso che ci siano le prime
votazioni sui primi articoli». Ancora invece incerto il destino del pacchetto degli emendamenti del governo, atteso inizialmente sempre per domani. E dato ora per incerto. Resta il fatto che fra Senato e Camera è stato siglato un patto: «che quello che facciamo qui non lo riaprono lì, e viceversa».

Boccia: bene web tax, ma attenzione a imprese italiane
Intanto il presidente della commissione Bilancio alla Camera, Francesco Boccia (Pd), ha avanzato alcune perplessità sulla tipologia di web tax proposta in un emendamento dal presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti (Pd). «Il lavoro che sta facendo il Senato sulla web tax è positivo, con l'ipotesi di una tassa del 6% sulle transazioni digitali; però occorre attenzione, perché non vorrei che a pagarla non fosse chi oggi non paga le tasse bensì le imprese italiane» ha ammonito Boccia, primo, nel dicembre 2013, a proporre una web tax, allora stoppata dal neo eletto segretario del Pd Renzi.

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