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Dossier Green bond a quota record. In arrivo anche l’emissione Fs

    Dossier | N. 4 articoliRapporto Private Banking

    Green bond a quota record. In arrivo anche l’emissione Fs

    Da nicchia a prodotto finanziario mainstream. È il destino dei green bond, le emissioni obbligazionarie lanciate per la prima volta dalla Bei nel 2007 e che hanno raggiunto quota 95 miliardi di dollari: ma non è finita qui la loro corsa, visto che Climate Bonds Initiative (Cbi), la bibbia del settore, stima una crescita fino a 130 miliardi di dollari entro la fine dell’anno. Crescita inarrestabile. Tanto che sempre Cbi prevede il raggiungimento di quota-monstre di un trilione di dollari nel 2020.

    Il clima nel 2020
    Stime troppo ottimiste quelle di Cbi? Forse. C’è però un elemento sul tappeto che induce a essere positivi ed è relativo al climate change. Mission2020 è un think thank internazionale che studia l’impatto del riscaldamento globale sul clima ed è guidato da Christiana Figueres, ex responsabile Onu per lo studio del climate change (Unfccc). Secondo questi esperti, se non c’è un’inversione di tendenza verso il basso nel 2020 della curva di CO2, qualunque sforzo successivo per limitare l’aumento della temperatura sarà inutile. In tale ambito la finanza gioca un ruolo chiave ed è quello di portare ad almeno 800-900 miliardi di dollari, sempre entro il 2020, le emissioni di green bond. La crescita delle obbligazioni verdi diventa dunque una questione di sopravvivenza del pianeta.

    Liquidità e Cina
    La scarsità di emissioni sul mercato, viste le cifre in ballo, è così destinata a ridursi. A puntare su tale strumento è tra gli altri un gigante come la Cina. In passato, i green bond cinesi sono stati criticati perché non in linea con i Green bond principles di Icma, l’International capital market association, i parametri più usati dagli operatori del settore. A quanto pare, è emerso dalla Cop23 di Bonn, anche questo punto sta per essere superato visto che europei e cinesi stanno lavorando insieme per trovare standard comuni. Da ricordare che le emissioni di green bond di Pechino sono state le più imponenti degli ultimi anni.

    Nuovi strumenti e millennial
    Sui green bond stanno puntando l’attenzione pure i grandi asset manager americani ed europei. Nel 2017 sono stati presentati molti fondi con sottostante obbligazioni verdi. C’è ancora scetticismo intorno a tali strumenti soprattutto da parte dei sales, ovvero di chi deve collocarli. Sono infatti soprattutto i millennial a essere i più sensibili alle tematiche climatiche: su questo tipo di domanda, però, le reti di collocatori faticano ancora a prendere le misure.

    I passi dell’Italia
    L’Italia è ancora agli inizi sul fronte green bond. Poche le aziende (Hera, Enel, Intesa Sanpaolo, Iren) che hanno emesso obbligazioni verdi. C’è stato poi il recente annuncio dell’emissione da parte di Ferrovie dello Stato e nelle prossime settimane si avranno i dettagli dell’operazione.

    Si attendono infine i BTp green sulla scorta di quanto accaduto nella vicina Francia. A spingere sullo strumento in ottobre è stata la Consob, nel corso di un’audizione in Parlamento della commissaria Anna Genovese. È stato ventilato l’arrivo di un BTp green per istituzionali e piccoli risparmiatori, ma al momento non vi sono notizie su questo versante. Nell’attesa, si spera che altre aziende italiane quotate (e non quotate) entrino sul segmento green obbligazionario per soddisfare una domanda crescente, in particolare degli investitori istituzionali previdenzali e non solo.

    @vdangerio

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