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Mps, Morelli: per la ripresa della banca servirà tempo

l’audizione in commissione

Mps, Morelli: per la ripresa della banca servirà tempo

  • – di Redazione Online

«Devo essere franco, il ritorno della banca a una redditività sostenibile e al recupero di quote di mercato non possono essere realizzati in breve tempo». Lo
ha detto l'a.d di Mps Marco Morelli in audizione alla commissione d'inchiesta sulle banche spiegando che, con la ricapitalizzazione di Stato, oggi la banca «può operare in un contesto normale» ma i problemi della precedente gestione
richiederanno «un notevole lasso di tempo». L’audizione dei vertici di Mps è stata secretata più volte, nel corso dei lavori, dal presidente Pier Ferdinando Casini su richiesta dei parlamentari che stanno sottoponendo le loro domande ai due auditi.

«A fine settembre recuperati 11 miliardi di raccolta»
Morelli ha spiegato in audizione che Mps sta recuperando «più velocemente del previsto» la perdita di raccolta e depositi subita nel 2016. «Al 30 settembre scorso sono stati recuperati 11 miliardi in termini di raccolta in modo diffuso su base geografica. La ripresa è legata alle pmi e al settore corporate più che ai risparmiatori. Il trend che stiamo osservando è questo», ha detto l’ad delegato di Mps. Interpellato sul piano di riduzione del personale Morelli ha sottolineato che il piano prevede un «taglio di 4.800 risorse attraverso il fondo esuberi. Nel 2017 sono state completate 1.800 uscite mentre il resto è spalmato tra il 2018 e il 2021». Per quanto riguarda infine, il ricambio del management l’ad di Mps ha sottolineato come oggi in banca non ci sia «più nessuno nella prima linea del management» che ebbe un ruolo nelle controverse operazioni Alexandria, Fresh ecc. «Neanche nella seconda linea di management c'è più nessuno che ha avuto ruolo decisivo in quelle operazioni», ha concluso Morelli.

«Aumento di capitale fallito per esito referendum»
L’amministratore delegato ha anche imputato al «progressivo deterioramento del quadro ambientale» seguito al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 il fallito aumento di capitale Mps. Lo ha detto ricordando come un peso rilevante lo ebbe anche il rifiuto della Bce di prolungare l’operazione a gennaio per meglio consentire agli investitori una valutazione più completa sul quadro politico. «La richiesta della proroga al 20 gennaio - ha aggiunto l’ad - avrebbe consentito agli investitori di valutare l’assenza di mutamenti del quadro politico e un periodo più favorevole rispetto agli ultimi giorni di Natale». Questa richiesta non fu accolta dalla Bce e spianò la strada alla ricapitalizzazione precauzionale a carico dello Stato.


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