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Salvini a Berlusconi: serve un patto «anti-inciucio» davanti…

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Salvini a Berlusconi: serve un patto «anti-inciucio» davanti al notaio

Matteo Salvini non si fida. E di fronte al moltiplicarsi dei “rumors” su una possibile alleanza Pd-Forza Italia nel caso in cui il centrodestra non avesse la maggioranza dopo le elezioni, lancia l’idea di un patto anti-inciucio da far firmare a Berlusconi. «Chiederemo a Silvio Berlusconi e al centrodestra di fare un nuovo patto con gli italiani - annuncia il segretario della Lega Nord - e chiederemo un impegno formale ai nostri alleati di fare liste pulite, al di sopra di ogni sospetto. Chiederemo inoltre l’impegno formale a chiunque venga eletto nelle liste del centrodestra di non appoggiare mai un governo con il Pd o con il centrosinistra, per evitare scherzi il giorno dopo del voto. Vogliamo che il patto sia scritto nero su bianco e poi portato dal notaio».

A parole, insomma tutti e tre i leader del centrodestra sono contrari alle larghe intese ma, di fronte al rischio che il responso delle urne non indichi un vincitore netto, aprendo di fatto all'ipotesi di nuove alleanze, Salvini chiede ai suoi alleati, e soprattutto a Berlusconi, che l’accordo preso a parole venga formalizzato.

Salvini: mi candido a guidare governo per 10 anni
Anche sui tempi per andare al voto, oltre che sulla leadership, le opinioni di Salvini e Berlusconi non collimano. Il segretario del Carroccio punta al voto a marzo. Berlusconi punta a prendere tempo, con un “election day” a maggio con le regioni e i comuni chiamati al voto, in attesa della sentenza della Corte di Strasburgo sulla applicazione retroattiva della legge Severino che ne ha stabilito l’incadidabilità dopo la condanna a quattro anni per frode fiscale. Non solo. Se le elezioni si terranno a scadenza naturale della legislatura, il Cavaliere non avrebbe chance per la riabilitazione che chiederà. Il tribunale, infatti, per decidere ha 90 giorni di tempo. Più tempo c'è a disposizione e maggiori speranze ci sono di poter avere il Cavaliere in prima linea a tutti gli effetti. E in Forza Italia c'è chi guarda con attenzione al calendario, non scartando l’ipotesi, nel caso non si riuscisse a formare un governo in primavera, di tornare alle urne già a giugno con Berlusconi di nuovo candidabile.

Votare a maggio però non rientra nei piani della Lega e di Fratelli d’Italia. Sia Meloni che Salvini non accettano che si vada oltre la scadenza naturale. «Gli italiani non hanno più pazienza», dice la leader di Fdi. «Prima si vota e meglio è, io mi propongo di guidare un governo che starà in carica 10 anni, non 10 mesi o 10 giorni. Noi abbiamo una prospettiva per l'Italia per i prossimi 10 anni e gli amici del Pd staranno alla finestra per 10 anni», spiega Salvini, che precisato: «Il leader lo decidono gli italiani la domenica del voto: questo mi sembra chiaro».

Nessuna replica dal Cavaliere
Il Cavaliere, rientrato oggi a Milano per fare il punto con i suoi avvocati reduci dalla trasferta a Strasburgo per l’udienza sul suo ricorso contro la legge Severino, preferisce non replicare direttamente al leader della Lega, lasciando che a mobilitarsi siano i dirigenti del partito, che invitano sia Salvini che Meloni a «stare tranquilli» perchè all'orizzonte non c'è nessun accordo con la sinistra. «Salvini deve avere fiducia in Berlusconi. Non servono notai per vidimare la nostra differenza rispetto alla sinistra: il nostro Dna è liberale, moderato e riformatore. Intendiamo chiedere agli italiani la fiducia su un programma chiaro e concreto condiviso dalle forze di centrodestra e siamo convinti che la otterremo», commenta il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto.

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