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Studi di settore, ecco le categorie in testa agli «irregolari»

I DATI DEL 2016

Studi di settore, ecco le categorie in testa agli «irregolari»

I commercianti sono per gli studi di settore i contribuenti che risultano meno congrui con il fisco: al primo controllo solo il 57% risulta in regola con i redditi dichiarati. Ma poi si adeguano e i regolari salgono al 68,6% e, nel calcolo degli «irriducibili», vengono superati dal servizi e piccole manifatture che rimangono irregolari rispettivamente al 31,9 e al 31,7%. Sono i dati dell'Agenzia delle Entrate che invece fotografa positivamente i professionisti: il 78,91% è subito in regola e, dopo gli adeguamenti, solo il 15,6% è irriducibile.

Barbieri e parrucchieri: dichiarazioni non congrue
Barbieri e parrucchieri, insieme alle lavanderie dichiarano al fisco ricavi troppo bassi che, per oltre la metà dei casi, risulta fuori linea - «non congruo» - con i parametri degli studi di settore: rispettivamente per il 55 e il 52% dei casi. Seguono i fiorai (47%). Le discoteche, invece, sono regolari al 58%, ma nel 95% dei casi mostrano incoerenze, come un numero eccessivo di dipendenti per numero di biglietti staccati o troppo poche serate per i ricavi indicati.

I dati disponibili online
Le statistiche sugli studi di settore - che entro tre anni saranno sostituiti dai nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale - sono disponibili da oggi sul sito delle Entrate. È possibile visualizzare online i dati relativi a tutti gli studi di settore a partire dal periodo d'imposta 2011, quelli aggregati relativi agli operatori facenti parte delle categorie corrispondenti ai servizi, manifatture, professionisti e commercio, oppure le informazioni statistiche su uno qualunque dei vari studi presenti nel database delle Entrate. È possibile selezionare il dato aggregato di tutti gli studi o di un determinato macrosettore, o ancora il singolo studio, per conoscere, tra l'altro, gli importi di ricavi o compensi dichiarati, anche con riferimento ai soggetti congrui e non congrui; la percentuale di congrui e di coerenti rispetto alla platea, il numero di posizioni congrue e non per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica.

Gli «irriducibili»
Commercianti, piccole manifatture, servizi: nel popolo dei contribuenti sottoposto agli studi di settore c'è un 28% di «irriducibili» - in totale quasi un milione - che non rientra nei criteri di regolarità previsti dal fisco e nemmeno si adegua. Le tabelle mostrano che nel 2016 dei 3,2 milioni di contribuenti sottoposti agli Studi il 64% è subito risultato congruo e la percentuale è salita al 71 con gli adeguamenti in dichiarazione.

Amministratori di condominio i più regolari
Spetta invece agli amministratori di condominio il primato del settore che mostra maggiore ''regolarità''. Sono infatti in testa con un 75% di congruità immediata, che sale al 79% dopo l'adeguamento in dichiarazione al reddito minimo previsto. Tra i settori più regolari anche i laboratori professionali di analisi: risultano in regola al 68% e poi salgono al 74% dopo la ''correzione'' in dichiarazione dei redditi. Si tratta di due settori dove, per il contrasto di interesse con i clienti, risulta più difficile sfuggire al fisco.

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