Italia

La Lombardia «sfila» un deputato al Veneto

seggi e collegi del rosatellum

La Lombardia «sfila» un deputato al Veneto

Effetto Rosatellum: la Lombardia acquista un deputato in più e lo «sfila» al Veneto. E così, quando a primavera 2018 si andrà a votare, i lombardi potranno eleggere un parlamentare in più passando dai 101 ai 102 onorevoli, mentre il Veneto ne eleggerà uno in meno: 50 anziché i 51 delle ultime elezioni politiche, quelle del 2013.

Perché il travaso dalla Lombardia al Veneto
Perché la Lombardia acquista un deputato sottraendolo al Veneto? Perché il Rosatellum ha previsto una circoscrizione in più per la Lombardia. Mentre fino alle scorse elezioni politiche la regione più grande d’Italia era suddivisa in tre circoscrizioni elettorali, adesso ne ha acquistata una in più: Lombardia 4. A questo punto, in base all’articolo 56 della Costituzione, secondo cui la ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica per 618 e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti, i seggi lombardi sono aumentati di uno (102 anziché 101) e quelli veneti sono parallelamente diminuiti di 1 (da 51 a 50).

I collegi “ritoccati”
Il resto delle regioni mantiene lo stesso numero di seggi rispetto alle ultime politiche, non rispetto al ’93, anno del Mattarellum, il sistema sulla base del quale sono stati ridisegnati i collegi uninominali. Rispetto allo schema di 14 anni fa, però, è stato necessario apportare modifiche dovute a variazioni di popolazione ed anche per adeguare alla Camera un sistema che vigeva per il Senato. Ecco allora che 8 circoscrizioni hanno subito modifiche importanti sui collegi con un aumento o una diminuzione del loro numero. In particolare, in Lombardia 2 ha subito profondi ritocchi il collegio di Lecco. In Lombardia 3 invece è stato necessario incidere a fondo sui confini dei collegi di Treviglio e di Desenzano del Garda. Grandi cambiamenti anche nella circoscrizione Veneto 1 dove cambiano fisionomia i collegi di Venezia - San Donà di Piave e Chioggia. Ridefiniti anche quello di Treviso, di Venezia e di Belluno. Nel Veneto 2 gli interventi hanno interessato Cittadella, San Bonifacio e Verona. In Friuli è stato necessario ritoccare i confini del collegio di Pordenone. Profonde le modifiche in Emilia Romagna dove è stato cambiato il collegio di Rimini, Fidenza, Reggio Emilia e San Giovanni in Persiceto. Pesante l’impatto anche sull’Umbria, che ha dovuto cancellare due collegi con ripercussioni sul collegio di Perugia, Orvieto, Foligno. Cinque i collegi ritoccati nel Lazio 1 con il rione Trastevere incorporato in Roma centro, Torre Angela e Borghesiana annessi al Prenestino, Torrino accorpato a Ostiense e modifiche anche a Roma Fiumicino. Nel Lazio 2 invece le modifiche hanno riguardato il collegio di Civitavecchia. Infine in Campania 1 è stato ridisegnato il collegio di Giugliano e in Campania 2 quello di Ariano Irpino.

La parola alle Camere
Il decreto con i nuovi collegi è stato già trasmesso alle Camere che dovranno predisporre un loro parere. Lo stesso governo ha espresso le proprie riserve rispetto ad alcune delle modifiche predisposte dalla commissione che ha lavorato sul nuovo schema. È lecito pensare che si profilano all’orizzonte nuovi ritocchi. C’è tempo fino al 9 dicembre.

© Riproduzione riservata