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Scuola, dall’anno prossimo cantautori nel programma

Governo al lavoro sul provvedimento

Scuola, dall’anno prossimo cantautori nel programma

  • – di Francesco Prisco
(Agf)
(Agf)

«Quando ero piccolo m’innamoravo di tutto correvo dietro ai cani./ E da marzo a febbraio mio nonno vegliava/sulla corrente di cavalli e di buoi/ sui fatti miei, sui fatti tuoi./ E al dio degli inglesi non credere mai». Non è una poesia, ma potrebbe esserlo. O forse sì: è canzone d’autore e, come dimostra il premio Nobel per la Letteratura 2016 conferito a Bob Dylan, ha dignità di poesia. Il brano in questione è Coda di Lupo, scritto a quattro mani da Fabrizio De André e Massimo Bubola. E presto potrebbe finire sui libri di scuola: il ministro della Pubblica istruzione Valeria Fedeli e quello dei Beni culturali Dario Franceschini sono a lavoro su un provvedimento che introduce lo studio dei cantautori nel programma scolastico. La misura, a quello che risulta al Sole 24 Ore, dovrebbe essere annunciata nelle prossime settimane. Ed entrare in vigore dall’anno scolastico 2018/2019.

Il grande «Faber» con Luigi Tenco, Lucio Dalla, Francesco De Gregori e Francesco Guccini tra i banchi, accanto agli inossidabili Foscolo, Manzoni e Leopardi, capisaldi imprescindibili per la formazione di ogni italiano che si rispetti. Almeno sulla carta. Per tutti quanti i nostri eroi della parola (scritta e cantata) il non troppo grato compito di parlare a una generazione che, in quanto a musica, macina soprattutto rap, hip hop e trap. E in quanto a letteratura chi lo sa. L’operazione nasce dietro la spinta del Club Tenco che ha insistito molto, in questi anni, affinché le diverse «scuole» della canzone d’autore tricolore, quella genovese come quella bolognese, ottenessero il giusto riconoscimento.

Genova, in particolare, nella geografia cantautorale del Paese avrà un ruolo di centralità assoluta: all’interno dell’Abbazia di San Giuliano aprirà infatti i battenti, sempre per iniziativa Mibact, la Casa del Cantautore, luogo espositivo, spazio per la formazione e anche per le esibizioni dei giovani artisti che scrivono «in proprio» parole e musica. La legislatura in scadenza non è un problema, da quello che riferiscono fonti vicine al ministro Fanceschini: il provvedimento andrà in porto. E poi non dite che sono solo canzonette.

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