Italia

Pensioni, primo sì alle esenzioni da «quota 67». Alla…

EMENDAMENTI ALLA MANOVRA

Pensioni, primo sì alle esenzioni da «quota 67». Alla Camera l’Ape social allargata

Oggi la Commissione Bilancio del Senato a votato gli emendamenti alla manovra
Oggi la Commissione Bilancio del Senato a votato gli emendamenti alla manovra

Primo ok del Senato all’esenzione dei lavoratori appartenenti a 15 attività “gravose” dall’aumento automatico dell’età pensionabile a 67 anni nel 2019. Lo stop riguarda 14.600 soggetti nel 2018 che crescono a oltre 20mila unità negli anni successivi. Costo dell’operazione quasi nullo il prossimo anno, poi si sale a 100 milioni nel 2019 fino ad arrivare a quota 300 milioni a regime per tutto il pacchetto correttivo della manovra votato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama (Mdp e M5S astenuti e, quindi, di fatto contrari) con l’aggiunta di alcuni ritocchi.

Uscite incentivate fino a 7 anni per gli esuberi delle grandi aziende
Uno dei correttivi è quello (nato anche da una proposta di Ala) che fa lievitare da 4 a 7 anni il periodo di accompagnamento alla pensione (incentivo) nei casi di eccedenza di personale in imprese con più di 15 dipendenti per ristrutturazione aziendale anche in funzione degli adeguamenti alla nuova era “digitale” e della “robotica”. I costi sono interamente a carico delle aziende.

A Montecitorio l’Ape social allargata
Ora la partita sulle pensioni si sposta alla Camera. Nel passaggio del disegno di legge di bilancio a Montecitorio arriverà un nuovo emendamento del Governo per allargare il bacino dell’Ape social alle quattro nuove mansioni faticose esentate da “quota 67” (braccianti, marittimi, pescatori e siderurgici in aggiunta alle 11 iniziali) e per rafforzare il bonus contributivo per facilitare l’accesso all’anticipo pensionistico delle donne. Proprio alla Camera maggioranza e opposizione potrebbero tentare di inserire la proroga a tutto il 2019 dell’Ape social e dell’opzione donne anche se lo scoglio delle scarse risorse a disposizione per questi ritocchi appare arduo da superare.

Il nuovo meccanismo di adeguamento
Con l’emendamento del Governo approvato in Comissione al Senato, che recepisce il piano pensioni su cui l’esecutivo nei giorni scorsi ha incassato un sostanziale ok da Cisl e Uil ma non dalla Cgil, cambia anche il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita: dal 2021 sarà calcolato sulla media biennale e non più triennale e terrà conto anche dei picchi verso il basso e non solo verso l’alto, in quest’ultimo caso con un tetto di tre mesi.

Previdenza integrativa
Il disco verde della commissione riguarda anche la detassazione della previdenza integrativa per i dipendenti pubblici sulla falsariga di quanto già previsto per i privati che dovrebbe consentire di raddoppiare le adesioni degli statali alle “forme complementari”. Prevista anche l'istituzione di due Commissioni tecnico scientifiche: una sulla misurazione della speranza di vita per singoli le mansioni e l'altra sulla separazione della previdenza dall’assistenza.

© Riproduzione riservata