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Premafin: cinque anni a Salvatore Ligresti per aggiotaggio

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TRIBUNALE DI MILANO

Premafin: cinque anni a Salvatore Ligresti per aggiotaggio

Chiuso con tre condanne il processo di primo grado a Milano sulla manipolazione in Borsa del titolo Premafin: avvenuta tra il 2009 e il 2010. La prima sezione penale del Tribunale ha condannato Salvatore Ligresti a cinque anni di carcere e 100mila euro di multa. Questa sera, dopo una camera di consiglio durata due ore, insieme a Ligresti sono stati condannati a 4 anni e 80mila euro Giancarlo de Filippo. Stessa condanna ma sanzione ridotta a 60mila euro per il fiduciario Niccolò Lucchini. I giudici hanno, dunque, accolto le richieste della pubblica accusa, rappresentata dal pm Giordano Baggio.

Tra le pene accessorie i giudici hanno disposto la confisca delle azioni Unipol Sai già sequestrate, oltre alla condanna a un risarcimento di 250mila da destinare alla Consob. I giudici hanno anche deciso per il risarcimento in solido di 36 azionisti in sede civile. Disposta anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per Ligresti e l'interdizione per un anno e mezzo sia dall'esercizio della professione sia dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese oltre all'inibizione di contrattare con le Pubbliche amministrazioni per un anno e mezzo.

Il processo era iniziato il 2 ottobre del 2014 dopo un'inchiesta condotta dall'allora pm Luigi Orsi (ora in Cassazione) che aveva accolto e approfondito i rilievi e le sanzioni (11,3 milioni di euro) irrogate dalla stessa Consob. Che cos'era accaduto?

Tra l’inizio di novembre 2009 e la metà di settembre 2010 un'alluvione di compravendite si riversò sulla borsa di Milano: oggetto della frenetica attività un solo titolo: Premafin, la cassaforte del gruppo di Salvatore Ligresti. Ad agitarsi comprando e rivendendo i titoli erano due trust domiciliati a Nassau (Bahamas), l'Heritage e l'Ever Green, entrambi gestiti dal coimputato e uomo di fiducia di Ligresti, il 75enne Giancarlo De Filippo, immobiliarista abruzzese residente da anni a Montecarlo.

Attraverso il fiduciario svizzero Niccolò Lucchini, i trust delle Bahamas acquistarono oltre 7,9 milioni di titoli Premafin e vendendone circa 9,6 milioni. Obiettivo il disperato tentativo di sostenere il titolo della capogruppo in un momento di estrema tensione finanziaria che poi sarebbe sfociata nel fallimento delle due società immobiliari del gruppo Imco e Synergia, il cui salvataggio dipendeva proprio dalle azioni Premafin, poste a garanzia dei finanziamenti erogati dal sistema bancario.

Si tratta della seconda condanna dell'ingegnere di Paternò per il medesimo reato: la prima risale all'ottobre 2016. Condanna irrogata dal Tribunale di Torino per la comunicazione al mercato ritenuta falsa e che riguardava la sottostima delle riserve sinistri per l'anno 2010, per una cifra compresa tra i 500 e i 600 milioni di euro. L'avvocato di Ligresti Gian Luigi Tizzoni, commentando la sentenza ha affermato: «Attendiamo di leggere le motivazioni e valuteremo se proporre appello. Sarà importante capire come il Tribunale ha valutato il quadro indiziario proposto dalla pubblica accusa che, a nostro avviso, si reggeva su presunzioni e non su elementi oggettivi».

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